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domenica, agosto 12, 2007

In viaggio


Credo di aver preso tutto, la borsa è piena ma non straripante, carica del necessario. Parto per una settimana, cercando sollievo e riposo, lasciando nelle vostre mani questo blogghino. Abbiatene cura, e cercate di divertirvi anche voi; vi abbraccio tutti, moderatamente ma con tanto affetto e poco affettato.

Salud,

Le Cannù

Ci vediamo( pardon, leggiamo) il 21 corrente mese!

sabato, agosto 11, 2007

Sgarbi d' altri tempi..

Tratto da una puntata di " avanzi".. Un guz in grande forma imita Sgarbi, improvvisato degustatore di birra. Perdonate lo spasmodico e reiterato postaggio di video, ma ogni tanto ci sta.. Spezza un pò la monotonia delle mie cazzate scritte.

Papa Crozza( tanto pe' esse un pò blasfemi)

Godetevi questa chicca.

venerdì, agosto 10, 2007

Idea San Lorenzo


Se fate un falò, avvisatemi. Anche se credo che non verrò.

Mi ubriacherò idealmente assieme a voi.

martedì, agosto 07, 2007

Monica Vittima..


... Chissà che fine ha fatto. La vox populi vuole che sia affetta da alzheimer da diversi anni e ridotta ormai ad un vegetale. Io non so immaginarla così, perciò credo che sia partita, magari si trova nella Vera Isola dei famosi, quella di cui congetturiamo l' esistenza con i fratelli del litorale: un' oasi felice nella quale si sono rifugiati Elvis, Jfk, Papa woytila e tanti altri in attesa di tempi migliori.

... ammazza ahò, però, quanto c' ha scajato da Sordi!

sabato, agosto 04, 2007


Anche Federica Sciarelli è andata in ferie, chissa dove. Godendosi un meritato riposo, allontandando le ansie accumulate nel corso di un anno colmo di tragedie, emozioni forti, palpitazioni, lacrime in diretta. Magari adesso è seduta su una comoda sdraio a fregene e divora rapita un libro di Luciano Canfora mentre il sole tramonta e gli ultimi bimbi rimasti vengono tracinati via a forza dalla spiaggia da mamme ormai distrutte dopo un' interminabile giornata di sole.

Cara Federica, aiutami a ritrovare il senso di questo blog, credo si sia perso momentaneamente, o forse è semplicemente in vacanza anche lui. In vacanza da angoscie e patemi, come i suoi frequentatori, che sicuramente saranno sdraiati sulla rena ormai umida cercando di allontanare tutti i pensieri dell' anno appena trascorso.

Insommma, Federica, se dovessi vedere il mio latitante blog oppure qualcuno degli assidui dello stesso, fammi un fischio.

Io sto più o meno qui, sempre da qualche parte.

martedì, luglio 31, 2007

Son soddisfazioni..


... Ed ho anche sconfitto il Panda sul go- kart.

Domani è l' ultimo giorno di Luglio: tenersi pronti per l' infiltrazione.

venerdì, luglio 27, 2007

The Venerdì


Soffro i postumi di una pastiglia contro la pressione alta ingerita per sbaglio, il mio ventilatore fa più acqua che aria, le zanzare hanno assunto dimensioni ciclopiche e sonnecchiano minacciose. Dovrei farmi la barba, ma preferisco sgargarozzarmi un pò di sano chinotto neri..

Ingredienti per quattro gatti: servire il venerdì lontano dal sabato.

mercoledì, luglio 25, 2007

Senza schema


Si, sto parlando proprio di una certa tipologia di parole crociate, forse la più complessa. Fino ad oggi non mi aveva mai attratto, o meglio: il mio rapporto con lei era come quello di una certa volpe con un certo tipo di uva. Ed oggi, invece, mi son detto: devo riuscirci. Prova che te riprova, il risultato finale è stato un successo. Mecojoni, direte voi; si, ce pò pure sta, ma volete mettere la soddisfazione? Fino a ieri ero convinto che io e le parole incrociate senza schema ci saremmo sempre odiati a distanza di sicurezza, invece oggi è nato un amore, rigorosamente sulle pagine della Settimana enigmistica.

Se poi volete vederci una metafora d' altro, non sarò certo io a limitarvi.

Buona serata!

1976



Aspettiamo ancora il sol dell' avvenire, accontentandoci di ammirare l' alba ad Ostia.

Ma andiamo avanti, col veleno e con il cuore sempre aperto.

Salute.

lunedì, luglio 23, 2007

De luneddì


Opporcatroia, dice, che è successo? Mah, si potrebbe dire che il portafogli rimase esangue, la panza funziona peggio del solito e sono più appiccicoso del vinavil. La situazione base è di per sè critica- crisi è ripiegamento, ma se mi piego mi spezzo perchè c' ho le ossa fraciche. Quindi potrei optare per il mare, ma è pieno di strana ggente piena de creme che se chiama da lontano " BELLAAAAA CHIIIIIIIII' !!!!". Cerchiamo di analizzare lentamente, ma non troppo, le opzioni: che faccio questo pomeriggio?

1) Apro il libro di Storia Greca;

2) Dormo un paio d' ore e poi aspetto stravaccato l' ora di cena;

3) Avvio la realizzazione del mio prossimo capolavoro grafico, una locandina per la campagna Pro- fumo sponsorizzata da una poco nota casa produttrice di Tabacchi;

4) Vado a Roma a trovare un mio amico .

Mentre scrivo ho già deciso. Nel frattempo si accalcano nel mio encefalo pensieri di cornetto algida e caffè con maionese( da degustare separatamente oppure tutti e tre insieme).

L' estate mi fa cagare, aspetto con ansia il mese di Dicembre e il ritorno in grande stile del mio cappotto da investigatore anni ' 50 accompagnato da fine coppola siciliana a quadrettoni rigorosamente di lana.

venerdì, luglio 20, 2007

Che te devo dì


Dice che è un tipo smilzo tendente al secco, gran fumatore e basso estimatore di se stesso a periodi alterni. Però è un grande appassionato della buona amatriciana, e dice che se non avesse avuto la scarlattina avrebbe fatto l' astronauta..

Ecco, se non dico un pò di stronzate dopo una giornata di canicola non sono contento.. E poi ho ritrovato questa bella foto nella quale sono ritratto nell' inedita veste di tecnico delle luci.

Dite una stronzata anche voi per concludere in bellezza la serata.

giovedì, luglio 19, 2007

Tra un frizzo e un lazzo...


Macchiatomi di assenteismo dal Blog per diverso tempo, torno a riaffacciarmi appena sveglio, in un giorno come un altro. Gran caldo, anzi, forte caldo, a coronare giornate particolari, difficili da raccontare. Giornate che lasciano il ricordo indelebile e un brivido di liberazione, rabbia e sigarette da masticare bestemmiando. E poi divento pure Dottore e lo dico solo agli intimi, a quelli che guardano nella mia stessa direzione e tra un abbraccio e un pianto mi viene voglia di riposare e di sorridere ai rami dei pini che si intrecciano e che sembrano danzare sullo sfondo di un cielo sempre più blu. Che tempo del cazzo, indimenticabile, che me lo porto dentro da oggi fino al sempre, per le strade da camminare, per il girovagare curioso e strusciante di superga sporche di bianco.
Pensavo di aprire un Blog. Poi mi sono accorto che non mi andava. Almeno per oggi. Ci penso ancora un pò e vi farò sapere. Non so quando e non so come ché tra numero indefinito di giorni la Prospettiva Tiburtina accompagnerà il mio andare in terra di fritto misto e bestemmie calibrate. Che il coraggio di camminare non vi manchi mai.

lunedì, luglio 16, 2007



Roma è stupenda durante l' inverno, chissà come sarà il prossimo.

Aspettiamo finisca il Luglio torrido.

sabato, luglio 07, 2007

Primo compleanno: sette sette duemilasette


Il primo compleanno di questo blog cade in un giorno che secondo molti ha una valenza quasi magica, essendo onnipresente il numero sette. Per me è un giorno come un altro, e di questi tempi i giorni tutti uguali sono particolarmente angoscianti, ma cerco di non perdere il buonumore.

Un anno di attività virtuale, un anno di vita reale: spesso le due cose si sono accavallate, confuse, hanno giocato, si sono rincorse, con esiti molto eterogenei. Tutto sommato, sono contento di aver aperto questo spazio, spesso l' ho disertato ma mai perso di vista. Non ringrazierò per nome tutti quanti, ma abbraccio tutti indifferentemente, conta solo il presente e il passato non è mai irricuperabile. Grazie a tutti i collaboratori che spesso sono stati la vera anima di questo blog, grazie infinite a chi ci legge e scrive e anche a chi non risponde ma osserva da lontano.

Questo blog è una delle tante facies della vita reale, e a volte mi ha aiutato a viverla in modo più spensierato. spero ci riuscirà anche d' ora in avanti, la vita è bella anche se fa male, e l' importante è essere amati e riuscire a restituire in mille maniere l' amore ricevuto. Anche se non ci sono riuscito spesso, anche se di cazzate ne ho fatte, credo tutto sommato di poter dire ancora tanto e voglio farlo nella maniera migliore possibile.

Perciò grazie ancora a tutti voi, che siete in questo blog e non solo.

Stateve bbuoni!

giovedì, luglio 05, 2007

La rivincita der Più


" Vorrei un paio di scarpe nuove" , disse Gesù al calzolaio. " Mi dispiace, maestà, ma non ne abbiamo più dellla sua misura!", replicò afflitto il calzolaio, rimasto improvvisamente a corto del modello preferito del principe, reebok nere ultimo grido. " E' un bel guaio, " replicò afflitto il povero Cristo, " sono rimasto senza calzature e francamente vorrei evitare di indossare i calzari, sono così demodè. E poi scusa, caro il mio calzolaro, vengo da te una volta all' anno e tu non hai neanche il buon gusto di farmi trovare ciò che cerco? Male, male, ragazzo mio..." . Il calzolaio ora sudava freddo: conosceva le abitudini del maestro, non era tipo da scatti d' ira improvvisi, non più almeno. Con l' età aveva imparato l' arte della vendetta servita fredda su un piatto d' argento; e le ritorsioni avevano qualcosa di apocalittico e sempre inaspettato. Chissà, magari sarebbero passati due anni, magari due giorni, magari due secoli. Ma il maestro sarebbe tornato tramite un suo emissario a riscuotere, lo sgarbo subito era inammissibile per uno come lui, abituato ad essere servito e riverito. Ora il calzolaio aveva perso la parola: riusciva solo a balbettare frasi incomprensibili, mentre l' Unto si allontanava con un sorriso cortese e lo sguardo di ghiaccio...

... Attesa e gelo, gelo e attesa. Nulla più.

Il calzolaio estrasse allora il suo revolver dal cassetto del bancone e, con gesto repentino...

lunedì, giugno 25, 2007

10000 son passati...


Non ce ne siamo nemmeno accorti, forse in altre faccende affaccendati. Diecimila presenze sono parecchie, in quasi un anno di attività; anche se probabilmente, circa la metà saranno da conteggiare come reiterate intrusioni dei collaboratori.. Voglio comunque ringraziare quanti si fermano anche solo il tempo di un caffè e di una scorsa alle nostre amenità grammaticali e concettuali... Spero non vi stancherete tanto presto!

Ciao!

Bz


Mi sveglio da un torpore durato non so quanto, gli occhi ancora impastati e una gran sete. Il mondo sembra capovolto, forse è solo un' impressione, eppure il calore è così forte e diretto che tutti i miei sensi ne sono sconvolti. Un calore che pulsa, ritmicamente, sempre più nitido, sempre più appetitoso... Giunge dalla enorme massa informe sotto di me, coperta quasi per intero da una coltre bianca che ne lascia intravedere una rosea e invitante porzione. E' giunto il momento, mi dico, ancora stordito dal lungo sonno, e plano giù, lentamente, implacabilmente, già il sapore del sangue nella gola... Bzzzzzzzzzzzz... sempre più vicino... Bzzzzzzzzzz... eccomi.... Bzzzzzzz..... L' estasi...

sabato, giugno 23, 2007

Limboskata: il primo gruppo con la K che non fa SKA


Facciamo che accorrete numerosi. baci e abbraccichi.Sgamas

p.s. Andrè , se fai un salto portati un documento, che nn ci ricordiamo neanche più come sei fatto.

lunedì, giugno 18, 2007

ON AIRRRRRRRR


Questa sera appuntamento con Cafè Absurd alle 22.00 su www.broadcastitalia.it. Spumeggiante puntata all'insegna della metempsicosi, dell'anacoresi filosofica e del mito della caverna. In studio, Higuerra, Sgamas e Scalia con la partecipazione straordinaria di Renzo Arbore, Renzo Piano e Renzo e Lucia...

mercoledì, giugno 13, 2007

L'ultimo passo


Il vecchio seduto qui sopra è quello stronzo di Papa Paolo III, ritratto da Tiziano Vecellio. Il mio ultimo esame, in questa appiccicosa giornata di giugno, parlava anche di loro insieme a tutta un'altra serie di cose che ho prontamente rimosso dalla mia testa. Ora mi riposo, stasera vado a bere e domani mi sveglio tardi. Arrivederci.

martedì, giugno 12, 2007

A volte ritorneno


.. E si ripresentano con domande inquietanti: perchè i bicchieri infrangibili quando si rompono vanno in mille pezzettini? E chi raccoglie i cocci? Mi passerà mai questa colica devastante? Misticamente vostro, Le Cannù!

venerdì, giugno 08, 2007

Ritorneranno... ?


STO BLOGGHE S'E' ABBIOCCATO ALLA GRANDE... CANNUCCIARI S'E' PERSO, MAGRITTE STA NELLA VERDE PADANIA, ER BISCA STA MEDITANDO SUI MASSIMI SISTEMI, HIGUERRA STA A PORTA' AVANTI NA CERTA SITUAZIONE, ER MAI DIMENTICATO SGAMAS L'HANNO INFOGNATO DENTRO A NO SGABUZZINO CO ARTRI SEI CRISTIANI A FA LAVORO D'EQUIPE. ED IO... IO STO A CERCA' DE SBRIGA' NA QUESTIONE CHE POI MAGARA UN GIORNO VE RICCONTO...

lunedì, maggio 28, 2007

Robba di radiofonia


Questa sera, dalle 22.00 alle 24.00 ancora una volta in diretta su www.broadcastitalia.it, appuntamento con Cafè Absurd, trasmissione spumeggiante dall'alto contenuto culturale. Grandi novità in arrivo e soprattutto in partenza. Do not mancate...

sabato, maggio 26, 2007


...e di punto in bianco mi sono ritrovato in una via calpestata da migliaia di scarpe, percorsa da voci divertite e da facce che non suggeriscono nulla di buono.

Lei cammina accanto a me, e sembra che i suoi tacchi stiano avendo la meglio sul suo modo distinto e sensuale di mettere un piede davanti all'altro. L'avevo vista l'ultima volta che era dicembre ma non ricordo di quale anno. Io avevo tracorso questo tempo pensando di tanto in tanto a lei, lei pensando sempre a qualcun altro. Ma per questa volta avevo deciso di non pensare a niente, e di godermi la serata. Scelgo un locale niente male a parte il cameriere: Due mojito perfavore - Sono 16 euri ragazzi -Minchia - penso fra me e me mantenendo l'espressione fredda di chi è abituato a spendere ben altro.

Poi la serata va avanti si parla di cose serie, di cose divertenti, alla fine si ride perchè il mojoto da 16 euri in fondo era buono e ci ha dato una discreta mazzata; cerco di insegnarle qualche frase in tedesco e continuo a guardarla negli occhi catturato dalle sue movenze furbe e maliziose. La serata procede bene, troppo bene...e allora si comincia a parlare di un tale architetto trentenne, sosia di Jonny Deep, artista di livello, nonchè sua anima gemella, ma.. purtroppo siamo solo amici e non ci sarà mai nulla tra noi. Io cerco di farle vedere che in fondo sono cresciuto, che riesco a restare indifferente se mi parla di un tizio di cui, forse, dovrei anche essere un pò invidioso. Passano 4 secondi e mi cominciano a girare vorticosamente le palle, ma mantengo una parvenza di calma e il discorso, fortunatamente, sfuma. E io rinsavisco.
(A volte i sentimenti scivolano come la polvere di una clessidra, con un moto regolare, calcolato, matematico, quasi; il mio vivere insieme a lei questa quiete non l'ha mai conosciuta.
Ogni singolo stato d'animo mi ha sempre trovato impreparato, ed è sempre stato più vicino all'eccesso che al giusto mezzo).
Continuiamo a parlare per un pò, fino a quando i piedi, da soli, ci riportano verso casa. Due battute ancora: sono contenta di averti rivisto - Anche io. Buonanotte.
Rimango immobile e aspetto che si allontani abbastanza da non vederla più. Ho un pò di sonno, ma sarei volentieri rimasto sveglio fino all'alba.
Farlo ora, da solo, mi sembra un pò da coglioni.

giovedì, maggio 24, 2007

De annusare


Può accadere che ci si svegli presto, mettiamo all'alba, quando il sole è ancora pallido ma già fa sudare. Può accadere di avere delle cose da fare, di organizzarsi, di perdere un treno, di aspettare il successivo e nell'attesa consumare un caffè annacquato, fumare senza voglia e vedere in prima pagina un nano da giardino con la Coppa dei Campioni. Può accadere di accaldarsi in via Ostiense, di pensare che la burocrazia è un male curabile, di inciampare su un marciapiede e di sbattere il muso su un cartello che racconta di una chiusura per sciopero, di tentare la prossima volta-grazie-arrivederci. Può accadere di sentire un giustificato, irrefrenabile e vorticoso giramento di coglioni, di tornare indietro sempre più accaldato, di inciampare nello stesso punto dello stesso marciapiede, di riperdere un treno, prendere un autobus e cercare la via di casa con la sola certezza che la giornata iniziata può essere decisamente di merda definita.


E allora ecco il portone di casa con i suoi vetri unti di salsedine, con i cardini cigolanti e la serratura che a volte non serra. Lo apro e nel tempo di passare una mano sulla fronte gocciolante annuso l'aria dell'ingresso. Qualcosa è cambiato, non l'ambiente, quello è lo stesso da dieci anni zerbino compreso, no... è cambiato l'odore, il profumo delle scale e della luce che passa dalle finestre.
Ci sono odori e profumi che si incontrano poche volte nella vita, ma che restano nel cervello a fare da contorno al ricordo, piacevole o sgorbutico che sia. Poi succede che un giorno il vento organizza una turbolenza e quegli odori tornano ad attraversare la strada che si sta percorrendo con inevitabile affiorare di ricordi, sensazioni ed emozioni.
Il profumo dietro al mio portone, in questa mattina che sapeva di merda, mi ha fatto fermare davanti all'ascensore e a forza di ricordi mi ha portato a sorridere di una tenerezza di qualche tempo fa, mi ha preso a schiaffi di nostalgia, mi ha lanciato nel tempo per qualche istante. Ma gli istanti si sa, durano poco e allora ho iniziato a salire le scale per godermi a passo lento e strusciante i ricordi che si accavallavano. E' stato bello, quasi una ricompensa, un risarcimento morale per l'amarezza di un viaggio a vuoto. Piacevoli scalini, due piani di delicata sensazione fino al mio pianerottolo. China sul suo lavoro la signora che fa le pulizie nel palazzo, sudata anche lei, seria e operosa. La guardo, lei si ferma e i suoi occhi incontrano i miei.

- Buongiorno signora, c'è proprio un buon profumo... -
- Si... è 'n prodotto novo-
- Ah... beh... ha un buon profumo -
- Mah... è robba der discount... -
- Capisco... però... -
- Però stai a camminà sur bagnato, nun potevi pià l'ascensore? Te va de sudà? -

Può accadere ad un tratto che la poesia dei ricordi svanisca su un pianerottolo, di calpestare involontariamente il lavoro di qualcun'altro, di entrare in casa in punta di piedi. Può accadere di dire che sarà per la prossima volta e di pensare che forse la burocrazia è davvero incurabile. E poi, può accadere di passare una mattina di merda, ma tra la puzza, trovare una parentesi profumata dietro ad un portone. E non credo sia poco.


lunedì, maggio 21, 2007

BeppeGrulloPuntoEbasta


Vi propongo la trasrizione di un raro documento audio: l' incursione di un tal beppe grullo nella sede di una nota radio romana.
Il testo contemplava anche velate minacce del folle nei riguardi di uno dei conduttori e della sua Audi parcheggiata fuori dallo studio...

" Signori, signori! Un po’ d’attenzione, non è possibile.. Ecco, ringrazio di cuore i ragazzi qui presenti che mi hanno invitato a partecipare a questa trasmissione radiofonica.. Li invidio, riescono a fare Radio nonostante i problemi, le multinazionali, la politica… Dio mio… La Radio… Ora, ecco, non voglio infierire, ma vi pare possibile che nel 2007 ci facciamo ancora fregare dalla radio? La radio è MORTA, signori, e non se n’ è accorta… E’ un mezzo superato, una tecnologia asservita agli interessi dei grandi manager.. ecco qui… Vi faccio vedere la bolletta della telecom, vi giuro, non scherzo.. guardate qui in basso a destra… Non mi invento niente… Vi fregano il 25% per finanziare la Radio, un mezzo di comunicazione a senso unico, non potete nemmeno replicare alle fregnacce che vi propina il conduttore perché non avete una Radio col microfono.. Questa è democrazia, secondo voi? Guardate, sarebbe tanto semplice.. Io ho trovato un metodo per fregarli, mi ha consigliato un amico che fa l’ idraulico a lugano… Esiste una tecnologia avanzatissima, a costo zero.. ZERO! Volete comunicare fra di voi? Prendete un bicchiere di carta, ci legate uno spago… lungo quanto vi pare… collegate un bicchiere di carta all’ estremità opposta e parlate quanto volete.. E’ GRATIS! GRATIS! Ho un amico di massa Carrara che aveva sempre il problema delle interurbane perché cià un fratello che vive a Trapani.. Ha comprato 1000 km di cavo in una cartoleria e si è fatto il suo cavolo di apparecchio.. Se ti avanza un pezzetto di cavo ci fai la seconda linea dentro casa… Dio mio, non ci vuole niente… L’ altro giorno pensavo alla questione dei consumi di petrolio, il rincaro della benzina, le automobili della FIAT col motore a scoppio… Dio mio, la gente ancora crede che per muoversi sia necessario acquistare un’ automobile a benzina.. E’ superata da 70 anni, non lo dico io, è stato condotto uno studio da un’ industria farmaceutica di Chiasso non convenzionata con la Bayer.. Beh, sapete qual’ è l’ automobile del futuro? E’ così semplice, dio mio, non costa niente… Vi faccio vedere il modello, guardate: l’ ha disegnato un mio amico di Berna, un fruttivendolo che nel tempo libero fa l’ ingegnere tessile.. Ecco, sembra una macchina normale.. Signori, questa macchina VA A PEDALI! Non ci vuol niente a farla, compri due copertoni, freghi qualche pezzo di carrozzeria, monti una catena col cambio a cinque marce e il motore lo lasci DALLO SFASCIACARROZZE! Ti metti lì, pedali, quando sei stanco ti fermi, quando c’ è discesa alzi i piedi, quando c’ è salita fai pedalare un automobilista che passa di lì e gli fai scontare tutto! Io non ce la faccio più, veramente… Mi sta venendo l’ esaurimento nervoso.. Quest’ Italia che non va, Dio mio.. L’ Italia.. "

mercoledì, maggio 16, 2007

Bbonasera, Giggi!


Dice fa er Proietti stasera se esibisce e m' ha invitato ar Bracaccio, dice: " daje, viè, t' aspetto, se famo du' risate e ppoi s' annamo a ffà 'n cicchetto", j' arisponno: " A Gi', io verebbe ma nun c' ho ' na lira", lui me fa: " Ma cche tte frega, entri dar retro e ppoi er quartino te l' offro io". Allora attacco er telefono e faccio pé vestimme, me dico: qua ce vole comunque n' abbito elegante, sinnò che figura ce faccio, poi magara me sgamano che nun sò dell' ambiente" . Nzomma opro l' armadio, cerco quella bella camicia che m' ha regalato zia maria quarche anno fa, robba de compleanni o de feste comannate. Niente. E' sparita. Me pija er panico, dico: e mo' che me metto, c' ho solo majette lise a maniche corte e ' na camicia rosa. Me metto ' a camicia rosa sciocchong, robba che a guardamme drentro allo specchio me pija no sturbo pe' quanto acceca. Riprovo a chiamà giggi, je vojo chiede si va bene ' na cosa ccosì, si c' è er rischio che magari me se nota, nun zo; ma giggi nun risponne, se vede che sta già a ffà le prove. allora decido che è mejo portammela appresso, sta camicia, la ' nfilo drentro allo zaino e poi se vedrà. Intanto mejo che cerco le scarpe, perchè sinnò nun posso proprio uscì de casa...

Squilla er cellulofono, deve esse giggi... mo che je dico?

Vive la vie


Higuerra è a Parigi. RiapParigi.

L’ultima volta che ci sono stato, ormai un anno e mezzo fa, Hig stava lì per cominciare una storia. Io, Monsieur Magritte, ero lì per riassaporarne l’odore, della mia storia. Troppi pochi giorni, ma bellissimi.

Non riesco a non commuovermi pensando a quella città. Parigi per me è stata la rivoluzione copernicana, l’inizio di un nuovo modo di pensare ed osservare le cose.

A Parigi ho capito che una delle cose che mi piace di più al mondo è camminare in una città che non conosco fino a perdermi. Cercare di carpirne i segreti, di bloccare le istantanee dei miei passi. Di Parigi ricordo il freddo dell’inverno, i colori di maggio, e il caldo assassino di un’estate, quella del 2003, che i francesi si ricordano ancora con terrore.

Lo so, quando parlo di Parigi divento stucchevole. Ma è più forte di me, è un senso di malinconia e levità che non saprei esprimere, il ritornello di un “tempo in cui le ore passavano leggere”, forse troppo leggere, troppo veloci. Talmente rapide che non riuscivo ad afferrarle. I giorni duravano anni, ma i mesi sono esplosi in un secondo. Ed ancora oggi sto assimilando, metabolizzando il fuoco interiore che mi porto dentro, da lì.

Mi infastidisce l’idea di tornare a Parigi per qualche giorno. Ci vorrei passare almeno qualche mese, sbragarmici sopra come si farebbe con un vecchio e comodo divano dove non ti siedi da tanto, e che sa di buono. Prendermi il mio tempo, camminare senza pensare che il giorno dopo ripartirò e che devo assolutamente fare questo o vedere quello. Infilarmi nelle viscere di un territorio che ho esplorato in lungo e in largo, e che mi sembrava sempre dolcemente sconosciuto.

Ricordo la mia altezzosità quando camminavo per strada guardando i turisti, con sufficienza. A Roma ormai i turisti nemmeno li vedo più, ma a Parigi sì, perché sapevo di non essere uno di loro, io lì ci abitavo, mi ripetevo con fierezza. Anche se in realtà, io abitavo nella banlieue, quella vera, che quando lo dicevo ai parigini, vivo a Nanterre, quelli sgranavano gli occhi, chiedendosi se fossi un pazzo, un autolesionista o uno spacciatore.

E’ stato per poco in fondo, ma quanta vita. E tutto ciò che ho fatto, scritto, vissuto, era lì, ed in quel momento, con quelle persone, quei volti. Oggi, se tornassi a Parigi, e spero sempre che prima o poi la vita mi ci riporti, anche solo per qualche mese, so che la guarderei con altri occhi. Ma la mia Parigi, quella no, non può togliermela nessuno.

martedì, maggio 15, 2007

Vienem' ' n suonno..


E' moglio il sonno oppure il sogno? Se il sonno non è coadiuvato da escursioni oniriche è più riposante? Credete che la cena della sera prima influenzi i film che ci facciamo durante la notte, oppure sono i film che guardiamo in seconda serata a danneggiare la nostra ricerca di quiete vespertina? Rimane il fatto che c' ho sonno, pur avendo dormito bene e circa 7 ore filate. Ma più passa il tempo, più mi accorgo che il riposo è fondamentale, specie se contraddistinto da un lungo, totale black out sensoriale che mi accompagna fino al risveglio. Tanto più che i miei sogni sono solo incubi popolati da morti e cimiteri oppure da assassini che mi inseguono per uccidermi con sadismo.. Quindi cosa fare per eliminare quell' alone da zombi che mi contraddistingue alla vista per buona parte della mattinata? E come eliminare gli incubi? Interrogativi beceri, che comunque entrano bene nella bocca timidamente spalancata di Le Cannù..

... Occhio, ora ho molta più barba.. Se mi vedeste, potrei tormentarvi nel sonno!

domenica, maggio 13, 2007

Weary Blues

Sette minuti alle undici. Nella testa risuonano ancora le risate di una piacevole serata, ho sete, un timido mal di testa. Vibra il telefono, un messaggio: Non ricordo quanti sono, ma te li porti male. Roger.
Mi auguro un buongiorno tra un'abluzione e la ricerca di una maglietta adatta alla colazione. Un bacio materno, il forno custodisce qualcosa che sa di buono, intanto mi dedico ai cereali con il caffè/latte per iniziare la giornata con lo sprint giusto. La televisione vomita le immagini di piazze gremite, seguono commenti, io dico si, io dico no, io dico vaffanculo e cambio canale. Doccia, denti, qualche telefonata di congratulazioni, una musica bella e inaspettata. Esco per un caffè al bar della stazione, orde di bagnanti del maggio si avviano in direzione spiaggia libera, ancora telefonate, qualche messaggio. E' quasi l'ora di pranzo, apro la porta, i parenti festanti si sono moltiplicati, auguri, grazie, un pò più vecchio, eh si fa quel che si può... Pasta al forno, pomodori e riso, vitel tonnée, vino bianco, mi passi il pane, no il formaggio non mi va grazie. Due chiacchiere, che poi diventano quattro e ritornano ad essere due perchè si inizia ad avvertire un certo abbiocco. Sigaretta in balcone, il mare è calmo, mio padre scruta l'orizzonte, non ci sono nuvole. La torta sembra buona, ci sono le fragole, a me piacciono le fragole, le candeline ci sono tutte, passami l'accendino, siamo pronti, 1-2-3 vai con lo spengimento, no aspetta la foto non è venuta, ripassami l'accendino allora, vado?, vai, 4-5-6, olè, baci e abbracci. La torta è buona, l'aspetto non ingannava, lo spumante è troppo dolce, vabbè quanto rompi il cazzo, no era così per dire... Regali, buste e bustine, con questi ci compri il gelato, mah... con questi in realtà ci compro la gelateria. Caffè? si, grazie. Allora quanti? uno, tre, cinque, sei. Sei allora, no anch'io scusa, allora sette. C'è il gran premio, pochi giri e gli zii crollano nelle morse della pennica, qualche messaggio augurale, se rispondo a tutti questo compleanno mi costa una tombola, uno squillo credo che possa bastare. Il pomeriggio avanza, chi non dorme ha l'aria di chi lo farà presto. Mi affaccio in salone, tossisco piano, qualcuno solleva le palpebre, ne approffitto per salutare, io esco con qualche amico, va bene, ciao, auguri ancora, grazie, un bacio generale.

Amici al solito locale, un caffè americano, due grazie, facciamo tre, per me caffè normale, l'americano too bevi te, si in effetti è un pò una purga. Vabbè, allora domani andiamo in onda, scriviamo la scaletta così diminuiamo le possibilità di entrare nel panico. Consulti, tempi, questo così, qui ci mettiamo questo, poi un pò di musica, si mi sembra buona, mah... si, alla fine si. Il caffè è finito, facciamo due passi, si sta bene, passeggiata al parco, bambini strillanti, mamme attente agli spostamenti dei pargoli. Troviamo un muretto isolato, chi si sdraia, chi si siede, chi fuma, chi propone un programma serale. Un paio di telefonate, quelle degli auguri pomeridiani, si grazie, eh... si siamo stati a pranzo a casa, ora sto in giro con un pò di amici, grazie, anche a te, un bacio, ciao. Torniamo alle macchine, torniamo a casa che ci sono delle cene da consumare e questa assolata giornata sta per finire. Allora stasera? facciamo che ci sentiamo dopo, ci aggiorniamo a più tardi, va bene, ciao.

La cena è leggera, uno stuzzicare per evitare rimorsi alle undici, esco in balcone, si sta bene, poche macchine, un odore sottile di pesce alla brace, la pineta è una macchia scura, c'è ancora un pò di luce e sono arrivate anche le zanzare. Le gambe chiedono rilassamento, mi sdraio due minuti, il letto è fresco, accendo lo stereo, c'è una musica, una voce di donna, una bella voce di donna. Bella e inaspettata.

martedì, maggio 08, 2007

N'antra vorta ON AIR


Dopo il successo della puntata numero O, questa sera, dalle ore 23.00 alle ore 24.00, torna Cafè Absurd on line sulla web-radio di www.broadcastitalia.it
Seguiteci perchè come già detto in precedenza siamo bravi, belli e continuiamo ad essere incensurati...

domenica, maggio 06, 2007



Molti di voi avranno visto la clip riportata sul seguente link: http://europa.tiscali.it/futuro/speciali/bozzetto.html. Nonostante sia divertente ogni volta che la vedo mi viene un pò di tristezza. Quando cambierà tutto questo? Quando riusciremo ad essere un popolo degno del rispetto altrui? Mai...specialmente se continueremo a farci pubblicità con questi loghi osceni (vd sopra).

P.S. La benzina negli ultimi mesi è aumentata in modo vertiginoso nonostante il prezzo del petrolio sia sceso: ho pensato, quindi, di indire uno "sciopero della maghina"; la data, la si dovrebbe scegliere insieme. Quanti di voi sarebbero disposti a rinunciare all'automobile per qualche giorno? Quante persone si potrebbero coinvolgere? I francesi sono riusciti a far scendere il prezzo della carne semplicemente non comprandola; potremmo fare lo stesso con la benzina!Fatemi sapere, l'adesione è gratuita...

Un saluto a tutti,

Bisca incazzato

sabato, maggio 05, 2007

ON AIR


Gentili lettori bloghettari, amici tutti vicini e lontani, gente di mare che se na va dove gli pare dove non sa, questa sera dalle ore 22 alle ore 24 andrà in onda sulla web-radio di www.Broadcastitalia.it la puntata numero O di Cafè Absurd, trasmissione di carattere cazzereccio dagli spunti ironici e del tutto improvvisati a cura di Sgamas, Bisca, Higuerra, Scalia e del piccolo LeCannù, improvvisamente scomparso in questo Sabato primaverile. Ascoltateci numerosi perchè siamo giovani, bravi, belli ed incensurati.
Con l'augurio che vanno tutte cose buono,
il Collettivo ricreazionista 29 Settembre.

Quesito sacro


Cosa sta facendo Gesù?

a) Sta indicando alll' ufficio oggetti smarriti la lunghezza del suo cane bassotto, tale Barabba;

b) Si arrende ai cattivi diessini di scuola dalemiana che lo hanno pizzicato da solo in cortile col cestino della merenda;

c) Fa esercizi di respirazione dopo l' ultimo attacco di asma bronchiale;

d) E' in attesa che gli caschino le braccia, dopo aver assistito impotente alla capitolazione dei suoi attributi di fronte all' idiozia del clero.

e) altro;

f) un altro ancora;

g) portece n' antro litro.

May on my mind


Chiudo gli occhi e il primo pensiero che Maggio pesca nei miei ricordi è quello del parco della Caffarella. Verde che si espande a macchia d' olio, con le sue radure ed i suoi angoli silenziosi tra il rumore discreto dell' Almone che scorre da timida marana qual' è , ed il muggito delle vacche in lontananza, verso la vaccareccia, un casolare ottocentesco dove ancora si pratica allevamento bovino e suino, a pochi passi dal centro di roma e ad uno sputo dal parco dell' appia antica. Spesso mi caricavo lo zaino in spalla e pedalavo sulla mia bici alla ricerca di un angolo che fosse solo mio, dove avrei potuto studiare senza fastidi e fumare almeno sei sigarette in santa pace, noncurante dei pollini che avrebbero aggredito le mie narici e mi avrebbero fatto lacrimare come un bimbo alla prima visione di " E. T". Questo succedeva sino a non molti anni fa, e sento la mancanza a volte di quei momenti in cui non avevo nemmeno il pensiero di un cellulare che mi rendesse reperibile ai miei genitori. Ero lì e basta. Ed ero al contempo in molti luoghi, tutti al riparo dal frastuono, ma nessuno di essi era un ouk topos. Quelli sarebbero venuti in seguito, col loro carico di autunni e inverni senza apparenti sbocchi. Ora la primavera è qui, e la sento, ne faccio parte e la mia vita è davvero piena di potenzialità.

Ma spesso ho voglia di Caffarella,

che ci posso fare?

giovedì, aprile 26, 2007

Onda su onda

Oggi sembra settembre. Una giornata a tratti nuvolosa, qualche straccio di sole, temperatura da bermuda e maglietta puro cotone, poca gente sulle spiagge, mare calmo dipinto a tonalità di blu+azzurro+verde. Oggi sembra sttembre e a me i colori di settembre piacciono, mi rilassano e mi riconciliano con il mondo, anche quando un coatto antico mi taglia la strada sul lungomare con conseguente rischio di ammazzare un ciclista+coppia di anziani+ me stesso. In questa giornata che sembra di settembre succede che mi chiama Peppino Corona, dice che sta in radio, che sta facendo delle prove tecniche di trasmissione, che mi sta per mandare in onda.

- Ah Peppì senti na cosa... ma non ti sembra settembre oggi?
- A Scalì, ma che stai a dì... beh però è vero sembra un pò settembre oggi... si vabbè, ma che ce frega mo de settembre... ora vai in onda.
- In onda? E che devo dì?
- Te famo un par de domande su quella trasmissione che devi fà... così, tanto pe chiacchierà, pe vedè se er telefono è collegato bene...
- Er telefono? Ma chiama er tecnico...
- A Scalì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo...

In effetti mi fanno qualche domanda su questa trasmissione, su chi c'è e chi non c'è, su chi la conduce e di cosa tratta. Si parla per un pò, racconto del progetto, di Sgamas, Higuerra, Bisca e LeCannù, dico che inventeremo qualcosa, che sarà divertente e che nessuno si azzardi a prenderci sul serio. Poi ci salutiamo, Peppino mi richiama e dice che è andata bene...

- Ah vi piace il progetto...
- No no... er telefono funziona
- A Peppì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo. Il progetto va bene, ci sentiamo...
- Peppino...
- Eh...
- Ma nun te pare settembre?
- Hai rotto er cazzo Scalì...
- Ciao Peppì

E quindi, dal sito Broadcastitalia.it tra poco tempo le voci di alcuni coraggiosi rimbalzeranno nella rete e nell'etere con una trasmissione dal titolo Cafè Absurd. Cosa ne uscirà è un piacevole mistero, ma di qualunque cosa si tratti, sarà roba di un certo livello.

P.S Il sole sta tramontando sull'orizzonte ostiense. Sembra proprio la fine di una giornata di settembre.

venerdì, aprile 20, 2007

The times they are a changin'


Quando i portuali di Livorno fanno da scorta all'ex Presidente del Consiglio, quando l'ex Presidente del Consiglio si siede in terza fila durante il Congresso del più grande partito della "sinistra" dopo essere stato timidamente applaudito al suo ingresso, quando ognuno dice una cosa diversa dall'altra ma per un'alchimia sconosciuta ai comuni mortali tutti sono d'accordo, è inevitabile prendere atto che c'è qualcosa che sta cambiando. In meglio... in peggio... ad ognuno il suo lavoro d'immaginazione, di analisi politica sulla base delle sue personali convinzioni. Il punto fermo in questo marasma di accoppiamenti di partiti, simboli, nomi ed incarichi è che qualcosa si sta muovendo. I più esperti aggiungono che questo qualcosa si stia muovendo verso il "centro". Il "centro" della politica è una specie di zona senza traffico limitato dove confluiscono tutti coloro che abbracciano il "riformismo moderato". Dato che il politichese è un linguaggio fatto di parole che non vogliono dire un accidenti, per capirci qualcosa di più, ieri ho deciso di farmi male e dedicare trenta minuti della mia giovinezza a Piero Fassino, il segretario degli scomparenti DS. L'ho visto male, pallido in volto, scavato forse dalla tensione, ma abbastanza convinto di ciò che andava dicendo alla numerosa platea di colleghi, giornalisti e delegati. Ho ascoltato solo gli ultimi trenta minuti del suo discorso, ma con pazienza mi sono poi riletto tutta la parte che avevo mancato. Ha parlato tanto Fassino, e dopo un'accurata analisi sono giunto alla conclusione che non ha detto un cazzo. Il suo compito era quello di spiegare perchè e come sta nascendo questo "Partito Democratico", nuovo soggetto politico dalle grandi ambizioni, futuro faro della politica riformista italiana. Ha raccontato che c'è la "necessità storica" di questo essere mitologico metà ex-comunista e metà ex-democristiano, un "partito aperto, partecipativo, democratico di nome e di fatto". Ha ricordato la necessità di entrare nel PSE (Partito Socialista Europeo), ha fatto gli auguri alla candidata socialista Ségolène Royale per le elezioni in Francia, ha detto che bisogna essere laici, ma aperti al dialogo con le altre culture e religioni, ha detto che il "Partito Democratico è pensato per chi nel 2010 avrà vent'anni...", io quindi sto già oltre il termine stabilito. Tutto questo pappone condito da parole vuote, senza significato, mancanti di una seppur minima e sbiadita ombra di concretezza. Si è spesso rivolto alla folla con un "Care Compagne, cari Compagni"... compagni de che? mi sono detto... Ma si va al "centro" o si rimane ancorati alla Festa dell'Unità con la birra annacquata e il concerto gratis degli Inti-Illimani? Compagni un cazzo a Piè... vai da Dini, Rutelli, Castagnetti, Marini... D'Alema... e prova dirgli "Compagno...", vedi che ti rispondono. Comunque Piero l'ha sfangata, ha oscillato tra il valore della tradizione della sinistra per i nostalgici di Berlinguer ed il nuovo che sarà. Non ha detto un cazzo... ma l'ha detto bene, come solo i politici sanno fare. Mazzo di fiori, abbraccio con D'Alema, mani levate al cielo, no sei più bravo te, ma dai è tutto merito tuo, si ma come parli bene, ma Mussi 'ndo sta? Come? S'è dato!? Ahhh, annamo bene...

Oggi è iniziato anche il Congresso della Margherita, il Partito che con i DS andrà a costituire il grande PD. Ha parlato Prodi e ha detto che a fine legislatura se ne andrà lasciando lo spazio ai giovani (e a quanto pare i giovani si chiamano Wolly Ualter Veltroni), ha snocciolato qualche cifra sull'economia, sull'operato dell'esecutivo, sul coraggio del progetto del PD ecc... E' stato poi il momento del grande capo della Margherita Cicciobello Rutelli, che al "centro" ci sta come un pesce nell'oceano. Anche lui ha usato bellissime parole piene di niente come "Saremo il Partito in cui l'io conterà molto, ma riscopriremo la gioia e la felicità di saperci riconoscere nel noi", oppure "Saremo il Partito che non toglie per l'interesse del presente, la parola al futuro". Si è poi soffermato sul rapporto Stato-Chiesa, sottolinenando il ruolo importante che quest'ultima ricopre nella nostra società, ha ricordato un suo incontro con Giovanni Paolo II, ha fatto gli auguri a François Bayrou candidato dell'UDF alle elezioni in Francia e ha fatto intendere che il PD nel PSE non ci entrerà mai. Con il PSE meglio un'alleanza esterna, un pò più distaccata, che se ci stanchiamo magari ce ne andiamo. Ha parlato poi dell'ambiente, della bioetica e anche lui si è soffermato sui giovani, su ciò che il PD deve rappresentare per le nuove generazioni. Ad applaudire con calore Prodi e Marini. 148 anni in due.

Da questa due giorni di Congressi tra querce e margherite, in questa selva di voci, idee, valori e proposte ognuna diversa dall'altra, sembra che ci siano tutti i presupposti per iniziare una bella ed unitaria esperienza politica; direi che l'Italia ne sentiva proprio la necessità.
La settimana scorsa si sono svolti anche i Congressi dell'UDC e dello SDI. Al Congresso dell'UDC l'unico incensurato presente era il tizio che ha montato il palco, mentre al Congresso dello SDI si è finalmente giunti alla creazione di un nuovo soggetto politico. Il PSI.

Pensieri stupidi

Ieri mattina in metropolitana avevo fatto un pensiero stupido.

Pensando alla strage del campus in Virginia, in cui un tipo è entrato indisturbato in un campus e ha ammazzato 32 persone, mi era venuta in mente una battuta di humour piuttosto nero. Che la colpadella strage in realtà non era del fatto che il tipo in questione avesse potuto procurarsi con tanta facilità delle armi automatiche e dei caricatori da svuotare a raffica su chiunque stesse là dentro, bensì del fatto che, se tutti gli studenti e i professori fossero stati forniti di altrettante armi, si sarebbero potuti ben difendere e ammazzare il tipo in questione. Il problema, insomma, è che negli Usa è troppo difficile procurarsi un'arma: fosse stato più facile magari sarebbero morte solo 4 o 5 persone, prima che si scatenasse un bel tiro al bersaglio contro il pazzoide.

Che cretino che sono. Riesco a fare del sarcasmo anche di fronte a una tragedia come questa.

Ieri sera il telegiornale ha detto che il mio pensiero stupido, è stato formulato pubblicamente, probabilmente in modo più elegante del mio, da un tale Tom Kaine, governatore democratico della Virginia.

Non ho trovato conferme di questa dichiarazione su internet, e spero di essermi sbagliato, di aver capito male. Ma qualche esponente politico americano in ogni caso l'ha detta sta stronzata. E che lo abbia detto pubblicamente lui o un'altra persona, non cambia molto.

mercoledì, aprile 18, 2007

Stipendio


Ieri ho preso il mio primo stipendio, con tanto di assegno. Ero convinto mi avrebbero pagato con banconote di piccolo taglio come si usa nei film di malavita, e invece ho avuto una sorpresa.. L' importo ammonta a circa quattrocento euri, e ammetto candidamente di non averli mai visti tutti assieme( devo ancora cambiare l' assegno, quindi non è ancora detto che li veda...). Avevo pensato di investirli nel narcotraffico, magari avviando un piccolo commercio di stupefacenti. Potrei comprare una buona partita di hashish, rivenderla al dettaglio e investire di nuovo i proventi nel ramo della droga pesante. Comincerei tra mille difficoltà, dovendo districarmi tra le maglie asfittiche del mercato della delinquenza organizzata. Potrei, a questo punto, comprare un discreto quantitativo di armi e foraggiare un piccolo esercito personale, che impiegheri nel banditaggio e nei sequestri, e contemporaneamente corteggerei il contrabbando di sigarette, cercando di coinvolgere il vaticano nei miei affari, giusto per creare qualche risvolto interessante ai limiti del romanzesco.
Oppure potrei semplicemente dare fuoco alle banconote per sottolineare il mio disprezzo nei confronti del mondo capitalistico, ma rimarrei di nuovo povero in canna seppur magari appagato ideologicamente.
Accetto consigli, nel frattempo vado a farmi una pennica che è meglio...

sabato, aprile 14, 2007

Er palo dell'amore II


Oggi è un triste giorno. E' accaduto ciò che alcuni temevano da tempo, è accaduto di pomeriggio sotto gli occhi di giovani innamorati attoniti, è accaduto in uno sferragliamento di metalli zincati e lucenti sotto un amaro sole di primavera. Er palo è crollato. Non ha retto il peso dell'amore, non ce l'ha fatta a sopportare la responsabilità di custodire la promessa di centinaia di amanti. Laura+Guido 4ever, Cioccolatina&Cioccolatino 10-04-2007, Topino+Sorcetta e con loro tanti altri, si sono sfracellati sui sanpietrini di Ponte Milvio in un'orgia di dolore che non può non lasciare indifferenti. Un pomeriggio di disamore, che fa male alla poesia e al sentimento. Quando si è sparsa la notizia in molti non volevano crederci ed hanno rifiutato la dolorosa realtà pur non riuscendo a trattenere le lacrime. Due giovani innamorati hanno passato tutto il pomeriggio a vegliare i resti del palo ormai monco. Lui abbraccia la sua lei e cerca di consolarla, poi si fa forza e dichiara commosso: "Siamo passati qui ieri sera come facciamo spesso, stava bene, siamo stati vicino a lui per un'oretta, sembrava tutto normale come al solito e invece oggi...". I vigili del fuoco avevano controllato periodicamente lo stato di salute del palo constatando una robustezza all'altezza della situazione, ma purtroppo si sbagliavano. I lucchetti hanno continuato a crescere a grappoli ed il peso è aumentato fino al drammatico pomeriggio di ieri. Già qualche tempo fa alcuni insensibili avevano staccato dei lucchetti ed era stata aperta un'inchiesta che aveva visto la partecipazione di tutte le forze dell'ordine con conseguente polemica politica. Oggi non ci sono scapoli invidiosi da cercare, oggi si fanno i conti con il destino crudele, un destino che va accettato seppur con dolore. I lucchetti, quei simboli d'amore inossidabile sono stati portati all'ufficio del decoro urbano dove sono attesi gli innamorati per il riconoscimento ufficiale. Probabilmente alcuni lucchetti, i più sfortunati, sono andati perduti per sempre sul fondo del Tevere in un eterno Io e te tre metri sotto all'acqua.

Il sindaco di Roma Wolly Ualter Veltroni, colpito dal tragico evento ha fatto sapere che i lucchetti recuperati verranno conservati in Campidoglio ad imperitura memoria.

mercoledì, aprile 11, 2007

La legge della musica

Oggi pomeriggio ho incontrato un mio vecchio compagno di scuola, di quando facevo il Liceo, di quando leggevo il giornale nascosto all'ultimo banco-fila-di-centro, di quando all'ora di religione si finiva a parlare dell'aborto, di quando mi incazzavo e mandavo a fare in culo una dozzina di persone in classe, di quando oggi c'è ginnastica si vabbè ma a me la pallavolo me fa schifo fermasse un'oretta a pià er sole in giardino no eh..., di quando mi sarò fumato un considerevole quantitativo di sigarette in bagno, di quando vengo volontario all'interrogazione di matematica che così me tolgo sta rottura de cojoni, di quando il caffè della macchinetta faceva il suo effetto devastante e il bagno dei professori diveniva un'alcova commovente, di quando l'interrogazione orale di latino e greco era una passeggiata di salute, di quando ero in gita ad Atene mentre scoppiava la guerra in Iraq, di quando era qualche anno fa, che poi non sono molti, ma abbastanza per giustificare il lento oblio di nomi, cognomi, facce e compleanni di un indefinito numero di persone che vedevo tutte le mattine. Oggi dicevo, incontro questo ex-compagno di scuola, uno che non ho dimenticato perchè è sempre stato un tipo particolare, tendenzialmente allegro e spiritoso. Quando iniziammo il IV Ginnasio già studiava pianoforte con risultati straordinari; chi lo aveva sentito suonare parlava di lui come di un vero fenomeno della tastiera ed io mi fidavo perchè aveva quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così di chi se la suona, se la canta e in culo a tutto il resto. Lo ascoltai per la prima volta solo alla fine del I Liceo, durante una specie di spettacolo di fine anno. Fu invitato dalla Preside sul palco dell'aula magna e così, tra un frizzo e un lazzo, senza spartito e per far felice la babbiona, tirò fuori un paio di notturni di Chopin. Lo studio al Conservatorio ed il Liceo erano però troppo impegnativi se fatti contemporaneamente e a buoni livelli; decise così di abbandonare latini e greci statali per iscriversi ad un Liceo privato che gli permettesse di continuare a studiare più intensamente la musica. Ci perdemmo di vista, ogni tanto qualche amico in comune mi parlava dei suoi progressi e nel tempo ho sempre pensato a lui come ad un futuro grande pianista, uno di quelli che un giorno vedi la sua foto sulla pagina degli spettacoli e dici "Io con quello ci andavo a scuola". Mentre mi diplomavo ed iniziavo l'Università, lui si diplomava al Conservatorio con il massimo dei voti ed ho creduto fino ad oggi che avesse iniziato a costrursi un suo percorso di vita e di musica ad alti livelli. Oggi me lo vedo davanti, lo abbraccio, un ciaocomestaimortaccimadaquantèchenunsevedemo e noto subito un'incredibile somiglianza con Rino Gaetano. Riconosco anche la ragazza che è con lui, ex-compagna di classe a sua volta, sicuramente la più simpatica compagna di classe che io ricordi, nonchè mia misericordiosa salvatrice durante le versioni di latino e greco. Si inizia a chiacchierare e viene fuori che a causa della mancata attuazione di alcuni decreti di una legge del 1999 (relativa all'equipollenza del Diploma di Conservatorio alla Laurea), il suo Diploma di vecchio ordinamento conseguito al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti, non è riconosciuto al pari di una Laurea Universitaria di secondo livello e di conseguenza in campo europeo il suo lavoro ed i suoi studi valgono zero. Per ovviare a tutto questo è stato costretto a seguire un corso integrativo dalla dubbia validità, dalla misteriosa durata e dall'alto costo tassativo. Una vita di Chopin, Mozart, Bach, Beethoven, cazzi e mazzi per vedere il lavoro di tanti anni appeso ad un assurdo legislativo. Rimango stupito, lui mi racconta amareggiato questa situazione indegna, e allo stupore subentra l'incazzatura per l'ennesima dimostrazione di come questo paese non abbia il minimo rispetto e nutra la più assoluta insensibilità nei confronti di tanti giovani dalle grandi capacità, che rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Popolo di Santi, Poeti, Navigatori e amministratori refrattari alla cultura. Parlo ancora un pò con lui e con la ragazza, ci fumiamo una sigaretta, sono contento di rivederlo e sento di provare nei suoi confronti tanta ammirazione per quello che sa fare quando vede i tasti bianchi e neri, per la caparbietà che lo spinge giustamente a fronteggiare un sistema sbagliato, odioso. Ci ricordiamo del tempo del Liceo, di quando imitavo De André con tanto di occhio semichiuso, di quando i bigliettini con le traduzioni delle versioni viaggiavano veloci da un banco all'altro, di quando non credevamo che i sogni potessero inciampare su un decreto legge.


sabato, aprile 07, 2007

Un pezzo da cinque

- Quando tornerai verso Oriente, goditi il tempo di quella felicità, fino in fondo e senza tregua -

Così parlò Roger prima di alzarsi, prima di lasciar cadere un pezzo da cinque sul tavolino unto, prima di sfiorare la mia spalla e dire arrivederci. Ascoltai i passi allontanarsi e perdersi nel rumore del traffico di passaggio. A quel punto ero un uomo solo seduto al tavolino, ed un uomo solo seduto al tavolino è una scena triste, tra le più amare, con un pezzo da cinque pronto a decollare alla prima folata di vento e tutta una serie di pensieri che arrivano in ordine sparso a chiedere un pò di attenzione. Una scena in bianco e nero insomma, ma un bianco e nero antico, di quelli che non ne fanno più come una volta, di quelli che dici "Però, che bianco e nero antico, sembra quasi grigio". Nulla di nuovo, c'ero già passato e non solo io. Con qualche collega di assurdità ero stato campione regionale a squadre di bianco e nero. Poi ne ero uscito, perchè alla lunga era diventata una rottura di coglioni e mi ero buttato sui toni più caldi, roba di rosso, arancione, a volte giallo, senza ottenere un gran successo. Però la vecchia passione a volte tornava ed eccomi seduto al tavolino, un pezzo da cinque, Roger assente e le sue parole che ronzavano ancora nell'aere a me circostante. L'Oriente... Roger la sapeva lunga e la sapeva tutta perchè gliel'avevo raccontata, perchè aveva individuato i cardini del discorso e se Roger indivuduava i cardini del discorso sentenziava una soluzione semplice, potente come un rutto e tendenzialmente giusta. L'aveva capito Roger che si potevano annullare le distanze, che guardare lo stesso mare da due coste differenti non è impossibile, che i gabbiani disegnano le stesse traiettorie e richiamano i soliti pensieri anche se volano in cieli diversi. Roger l'aveva capito che la felicità bisognava godersela, ma che soprattutto necessitava di una preventiva ricerca, imprevisti compresi. L'aveva capito Roger, perchè gli avevo raccontato la mia storia, perchè gliel'avevo raccontata tutta e perchè in mezzo a quella storia c'era un nome che Roger amava, ed io più di lui.
- Posso portare via? - disse raggiante la cameriera.
- Si, grazie... lasci però il Bitter, che il rosso con il bianco e nero ci sta bene -
- Prego? -
- Niente... scusi, pensavo a voce alta -
- Ah... - Se ne andò trattenendo una risata del tutto comprensibile.
Arrivò anche la folata di vento e con repentino gesto evitai il decollo del pezzo da cinque. Lo strinsi con due dita, guardai la firma elegante del governatore, numeri di serie gettati a casaccio e poi una scritta a matita... Purg. - XXX - 22-39. Roger la sapeva lunga, la sapeva tutta ed era un poeta, uno che le cose te le faceva raccontare dai versi...

Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l'altro ciel di bel sereno adorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che, per temperanza di vapori,
l'occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio che già cotanto
tempo era stato che a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza.

giovedì, aprile 05, 2007

Bwona Paskwa...


.. A tutti i ciofani di puòna folontà, a tutti i vecchi inkartapekoriti kumm' ammé. Cerkate ti non kopularen troppo nel ciorno di paskwa, altrimenti ve s' arimpone tutto er pasto domenicale... Ci fetiamo presto su kwesti skermi, io fato lontano ma fi porto zempre nel mio kwore.. Viva Dio, viva Gesù, viva i ravioli al sugo e i missili rotanti di gundam!

KippeKoppeFefè, balù!!

martedì, marzo 20, 2007

Giusto di questi tempi.. Trent' anni fa.


L' 11 Marzo del 1977 lo studente Francesco Lorusso viene ucciso a bologna, durante scontri tra autonomi e forze dell' ordine degenerati dopo i tafferugli seguiti all' occupazione ciellina della facoltà di anatomia. Autonomi e giovani democristiani si erano fronteggiati, erano volate parole grosse, qualche schiaffo, fino all' intervento della polizia che sgombera cento studenti di sinistra dalla facoltà. Sembra tutto finito, quando cominciano a volare molotov: panico e sgomento, un giovane carabiniere di leva, Massimo Tramontani, di anni 22, spara diversi colpi all' impazzata tra la folla confusa nella cortina dei fumogeni: Francesco LoRusso è colpito al petto e morirà poco dopo, accasciandosi al suolo.
Con questo grave fatto di sangue si apre il ' 77, un anno che molti hanno paragonato al ' 68 ma che da esso si discosta per ragioni molteplici: il primo nasceva da un' istanza globale di rinnovamento e di emancipazione, il secondo muove prettamente da ragioni di ordine polito- economico- sociale tutte legate al contesto italiano: recessione, scarsa mobilità sociale. il Primo movimento aveva visto operai e sudenti lottare fianco a fianco, il secondo vede schierati i secondi contro i primi ed in generale verso il PCI e la sinistra parlamentare, colpevole di predicare la linea dell' austerità ad una generazione di futuri precari, una generazione trasversale di studenti borghesi e sottoproletari, accomunati dalla rabbia verso un partito chiesa ormai conservatore e reo di disconoscere dignità di lavoratori agli studenti, ai futuri ( dis) occupati. Lo stato è retto da un monocolore Andreotti con l' astensione- appoggio del PCI, ministro dell' interno è Francesco Cossiga; impazzano le brigate rosse mentre a Torino si svolge con estrema difficoltà il processo a carico dei suoi padri fondatori, tra cui Curcio e Franceschini: l' avvocato Croce, incaricato di costitutire il collegio per la difesa dei brigatisti, viene trucidato.; tra i giornalisti, vittima illustre Carlo Casalegno de " la Stampa".
Sembra un crescendo rossiniano di viloenza destinato a non interrompersi, questo 77: il disagio tra gli studenti è fortissimo, il segretario della CGIL Luciano Lama viene aspramente contestato dagli studenti alla Sapienza di roma. Esponenti operai del servizio d' ordine si picchiano con giovani universitari di sinistra. Il 12 Maggio i radicali di Pannella indicono una manifestazione per celebrare i 3 anni dal referendum sul divorzio, nonostante l' esplicito divieto di cossiga a qualsiasi forma di assembramento di piazza in seguito all' omicidio dell' agente Passamonti durante gli scontri del 21 aprile. Scoppiano tafferugli in diverse zone del centro, poliziotti in borghese dai capelli lunghi e jeans lisi si mescolano alla folla, il corteo dei radicali viene incalzato dagli autoblindi della questura su ponte Garibaldi, i manifestanti fuggono per piazza Belli. Uno sparo improvviso dal centro del ponte e la studentessa diciannovenne Giorgiana Masi si accascia a terra, colpita alla schiena. Muore.
Ancora a Roma, pochi mesi più tardi.
Walter Rossi sta distribuendo il quotidiano " lotta Continua" assieme ai compagni della Balduina, noto covo di neofascisti del rango di Alessandro alibrandi e dei fratelli fioravanti. Sono circa trenta ragazzi e risalgono via delle medaglie d' oro sotto lo sguardo degli agenti in borghese che li dissuadono dal proseguire per la presenza di alcuni fascisi agguerrriti. Mentre walter e i compagni stanno retrocedendo, giunge voce di un' aggressione ai danni di alcuni di loro, Walter ed altri accorrono per verificare, per capire, ma si trovano di fronte un gruppo di giovani di estrema destra: urlano slogan di patria, onore e tradizione, ed uno di loro grida: " spara, spara! ". Uno dei fascisti si inchina con calma e spara 4 copli di calibro nove: Rossi è colpito alla nuca. Muore a vent' anni. Il presunto assassino, Alessandro Alibrandi, sarà ucciso alcuni anni più tardi in uno scontro a fuoco con la polizia.

Ecco, il 77 non è stato solo questo, è stato per alcuni versi molto peggio, eppure è stato forse l' ultimo anno in cui le coscienze di molti giovani, seppur in maniera assai più confusa e rabbiosa del solito, hanno tentato una risposta estrema al disagio crescente che non otteneva risposte né dalla sinistra berlingueriana e tantomeno dalle istituzioni, che bollavano tutto e tutti come" terroristi, squadristi". Le risposte, quando ci sono state, spesso non hanno centrato il bersaglio o lo hanno fatto in maniera letterale. Spesso l' eroina ha avvolto con l' oblio il risentimento.

Pochi della mia generazione sanno cosa sia successo, io stesso forse non so nemmeno raccontarlo, ma comunque ci ho provato.

P. s.: l' agente Tramontani, in virtù della legge Reale, non è mai stato incriminato per omicidio. E' valsa l' opzione della legittima difesa.
Gli autori dell' omicidio di Giorgiana Masi non sono mai stati individuati.

venerdì, marzo 16, 2007

Ventiseiagostoduemilaquattro

Sono ore d'ansia. I giornali, i siti internet, radio e televisioni riassumono in questa breve frase il crogiuolo di emozioni che si accavallano ad ogni "ultim'ora". Le dichiarazioni si inseguono, le richieste di silenzi stampa sono comprensibili, le telecamere sotto casa della moglie del sequestrato mi sembrano una cazzata. Ma d'altronde in queste situazioni sembra che non si possa fare a meno del giornalista che chiede al parente di turno pallido e stanco: "Come si sente?". E come mi sento brutta testa di cazzo? Dimmi... secondo te come mi sento? Comunque, per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, il Governo Italiano ha attivato quelli che vengono detti canali, ovvero contatti, mediazioni a livello politico, ma anche e soprattutto lavoro di Intelligence (termine molto usato negli ultimi anni) e quindi Servizi Segreti, operatori ufficiali e non, presenti nei territori "caldi". Mentre scrivo, l'ultima notizia racconta dell'uccisione dell'autista di Mastrogiacomo e di una proroga dell'ultimatum che i Talebani avevano lanciato ieri. Non voglio ergermi a conoscitore delle dinamiche che regolano lo svolgimento di queste situazioni delicate, non ne ho la presunzione e quindi, come buona parte degli italiani (e non solo, viste le numerose firme di persone straniere che hanno sottoscritto l'appello per la liberazione del giornalista) seguo lo scorrere degli eventi sperando che Mastrogiacomo possa tornarsene a casa. La riflessione che ho fatto in questi giorni è stata piuttosto rivolta a ciò che, come paese, abbiamo già vissuto altre volte nel corso di questi anni di guerra. Dopo una breve ricerca ho scoperto che gli italiani rapiti in Iraq ed in Afghanistan dal 2002 ad oggi sono stati parecchi. Alcuni di questi sono tornati a casa, liberati grazie a blitz militari o sotto probabile (molto probabile) pagamento di un riscatto mai ufficializzato dal Governo. Tra le persone rapite alcune sono rimaste maggiormente impresse nella memoria collettiva perchè diventate protagoniste di una fine vigliacca o di un ritorno rocambolesco. Parlo di Fabrizio Quattrocchi, operatore di sicurezza privata, giustiziato in Iraq inconsapevole del rischio di girare con un mitra in un paese in guerra e dimentico che un italiano muore come un russo, uno svizzero o un brasiliano; parlo di Giuliana Sgrena, giornalista del "Manifesto", rapita in Iraq e tornata a casa nonostante il fuoco amico degli americani che è costato la vita a Nicola Calipari, agente del SISMI; parlo delle due Simone, rapite in Iraq e liberate dopo 21 giorni di prigionia. Insieme a Quattrocchi furono rapiti dalle "Falangi di Maometto" e poi liberati con un blitz delle forze della coalizione anche Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. In Afghanistan prima di Mastrogiacomo sono stati due i casi di sequestro finiti con la liberazione degli ostaggi: Clementina Cantoni, cooperatrice di una ONG e il giornalista Gabriele Torsello. Ancora in Iraq vennero rapiti ed uccisi l'imprenditore italo-iracheno Ayad Anwar Wali e Salvatore Santoro, cittadino italiano che viveva in Gran Bretagna. Oggi in Afghanistan, nelle mani dei Talebani, c'è il giornalista Daniele Mastrogiacomo. Mastrogiacomo aveva un collega. Si chiamava Enzo Baldoni, copywriter e collaboratore di "Diario", della "Stampa" e del "Venerdì di Repubblica". Anche lui è stato rapito ed ucciso in Iraq. Il 26 agosto 2004. Ha avuto la sfortuna di morire ammazzato durante le ferie d'agosto, mentre le autostrade sono fiumi di lamiere che si spostano per "l'esodo". Ha avuto la sfortuna di essere prigioniero quando la televisione non la guarda nessuno, quando oggi il giornale non lo compro perchè tanto al mare con il vento non ce la faccio a leggerlo. Enzo Baldoni se lo ricordano in pochi, e in pochissimi si ricordano i giorni del suo sequestro. Il funerale di Enzo Baldoni lo hanno celebrato un anno dopo la sua morte perchè non è mai stato trovato il suo corpo. La Croce Rossa ha trovato un osso umano nel luglio del 2005 e dopo le analisi del DNA è risultato appartenere al giornalista scomparso.

Spero che Mastrogiacomo torni presto a casa. Lo auguro a lui, alla sua famiglia, ai suoi colleghi di "Repubblica", a tutti noi perchè è un bravo giornalista, ma rimango con il dubbio che i sequestrati non sono tutti uguali.

sabato, marzo 10, 2007

Come una pietra che rotola


Così cantava Robert Zimmerman ieri sera alla radio. E ho cantato pure io perchè il momento era cantereccio e perchè mi andava di cantare. Oggi però niente racconti, storie, personaggi e luoghi inventati. Oggi mi rilasso e forse mi ubriaco. Vado a vedere Italia - Galles. Se qualcuno mi cerca sono allo Stadio Flaminio: Curva Sud, Ingresso 17, Settore N, Fila 14, Posto 19.

giovedì, marzo 08, 2007

Cose morte, persone vive


Non so quanti di voi siano al corrente della mia passione per l' epigrafia latina, immagino pochi. Bene, se riuscirò a terminare gli esami, sarà proprio in questa deisciplina che mi laurerò. Molti ritengono la materia di una noia e di una pedantezza mortale: cosa ci può essere di dinamico nello studiare iscrizioni? cosa ci può essere di utile nel conoscere vita, morte e miracoli di individui morti da parecchi secoli, oppure nel comprendere il funzionamento delle magistrature, dei sacerdozi, delle associazioni di vario genre e natura che riunivano gruppi sociali omogenei? Apparentemente nulla, anzi: forse nulla tout court. Ma io adoro questa disciplina storica, tant' è che in questo periodo sto seguendo un nuovo seminario di studi in vista del lavoro di tesi, ed il mio prof. mi ha assegnato una ricerca relativa all' iscrizione che vedete qui sopra: un titulus funerario di un campione del circo, un conducente di biga morto prematuramente ed autore di numerose vittorie. Questa ricerca mi sta galvanizzando, anche perchè la piccola iscrizione è così densa di informazioni da mandarmi al manicomio... Ma è un sacrificio che faccio volentieri...

Bentornato a me.

venerdì, marzo 02, 2007

Er palo dell'amore


A Roma c'è un ponte. In realtà ce ne sono parecchi, ognuno con le sue caratteristiche architettoniche, con i suoi sensi di marcia, con i suoi spartitraffico e con la classica acqua che ci scorre sotto. Sotto al ponte in questione l'acqua del Tevere ci passa da più di due millenni. I romani lo chiamano Ponte Mollo, ma per l'urbanistica ufficiale è Ponte Milvio. Nomi a parte, questo vecchio ponte è un simbolo della città ed è adibito ad esclusivo passaggio pedonale. Da diverso tempo il ponte è diventato luogo di un evento sociale che ha trovato spazio sui giornali, in televisione e ultimamente anche in un libro con annesso film. Su uno dei lampioni del ponte infatti, è ormai consuetudine da parte degli innamorati attaccare lucchetti che sanciscono simbolicamente l'indissolubilità del loro sentimento. Poi, una volta chiuso il lucchetto ci si sbaciucchia un pò e si getta la chiave dal parapetto che a causa della forza di gravità, prendendo dunque in considerazione la legge fisica che fa parte delle quattro interazioni fondamentali che muovono tutto il cucuzzaro universale, cade dopo uno sbrilluccicante carpiato nell'acqua verde del Tevere. Poi ci si continua a sbaciucchiare, i più innamorati si esibiscono in intense pomiciate e finito il rituale si torna da dove si era venuti. Vedendo il palo dell'amore ci si rende conto che i lucchetti sono attaccati uno con l'altro e che ogni lucchetto riporta il nome dei due innamorati e brevi frasi d'occasione. Ci si può quindi imbattere in Marco+Laura 4ever, oppure in Gianni e Valeria in"z"ieme per sempre, ma ci sono anche dei professionisti che nello spazio di un lucchetto citano Dante con un commovente Amor ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona, anche se Ti amo cucciola e Orsetto mio sono tra le formule più gettonate. Come detto, i lucchetti sono attaccati uno con l'altro e può capitare che si faccia confusione con i nomi. Ad esempio una Marta di Marta e Paolo la troviamo pericolosamente vicina ad un Franco di Franco e Luisa mentre Luisa è quasi sommersa da un Ti adoro della premiata coppia Davide e Serena. Si vengono a creare dei problemi di identificazione della coppia, sorgono dei dubbi di tradimento o di cambi repentini di gusti sessuali. Clamoroso in tal senso è il caso di Ludovico che fu trovato a dichiarare il suo amore a Bruno dopo aver abbandonato Erica e il suo uniti per sempre. Ma c'è anche chi, come Marcello, non trovando l'anima gemella salda per sempre il rapporto con la sua fede calcistica in un poetico A.S Roma nel cuore. Lungo il parapetto del ponte, nei pressi del palo, ci sono poi numerose scritte che seguono lo stesso stile dei lucchetti. Da ricordare un bellissimo Nadia forse ti amo e una tenzone poetica tra due anonimi che inizia con Roberto ti adoro scritto in nero su sfondo rosso e la efficace risposta di un anonimo dialettale che si esibisce immediatamente sotto con uno Sti cazzi strappalacrime. I lucchetti sul palo si moltiplicano di giorno in giorno e ad occhio e croce ci sono più o meno tre-quattrocento chili di acciaio attaccati come un alveare. La preoccupazione per il peso eccessivo ha spinto i vigili del fuoco a fare un controllo sulla stabilità del palo che fortunatamente è risultato di sana e robusta costituzione. Inoltre la storia dei lucchetti è entrata anche nelle aule del XX Municipio di Roma ( e da ciò si evince come nelle suddette aule non abbiano un cazzo da fare ) dove il gruppo dell'Ulivo ha chiesto alla maggioranza di centrodestra ( l'unica maggioranza di destra nei Municipii romani ) di togliere i lucchetti per incompatibilità con il decoro urbano. Nella questione è stato interpellato anche l'ottavo Re di Roma Wolly Ualter Veltroni che utilizzando parole straordinarie, come solo lui sa fare, ha lasciato intendere che i lucchetti possono rimanere lì dove sono e che soprattutto a lui di queste stronzate non gliene può fregare di meno. Purtroppo, la notte scorsa è avvenuto il misfatto, ciò che non doveva accadere, l'evento temuto da decine di amanti. Un gruppo di scapoli invidiosi ha spezzato con delle tronchesi numerosi lucchetti gettandoli nel fiume. Un gesto vigliacco che merita severi provvedimenti. Il XX Municipio intanto ha fatto sapere che è stata aperta una commissione per verificare con precisione quante coppie questa notte hanno smesso di amarsi.

P.S Diversi anni fa lessi sul giornale di una storia d'amore e di lucchetti. Lei non lo amava, lui l'amava troppo. Lei andò con un altro, lui le tirò il lucchetto del motorino. Lei finì al Verano, lui a Regina Coeli.