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martedì, giugno 17, 2008

Itagliani e due... Notturno bus reprise


Parafrasando un piccolo ma efficace dialogo tra Mastandrea ed un collega autista nel corso del film, che fa più o meno così : M. " Ma a te non è mai venuto in mente, quando fai la linea che si ferma all' aeroporto, di prendere il primo aereo e di scappare via per non tornare più? " C. " Ma che sei matto? Abbandono del mezzo! Ti fanno un culo così!!"

Ecco, secondo me dice più questo dialogo sul carattere degli italiani che tante stronzate sparate a raffica.

Itagliani..


Solitamente non si dovrebbe parlare di ciò che non si conosce; perlomeno è ciò che solitamente faccio, ma stavolta mi sforzerò di aggirare la prassi. Insomma, in Italia chiunque parla di calcio pur non capendo nulla di sport, pur non avendo mai nemmeno fatto dieci addominali consecutivi.. Insomma, ma a chi interessa se questa fottuta nazionale vince con la Francia? A chi interessa se undici fighetti tatuati e discotecari dalle procuratele mafiose vengono battuti dai cosiddetti cugini d' oltralpe? Abbiamo una squadra mediocre, diciamo anche pessima, non competitiva, senza fantasisti, in cui l' età media dei giocatori è di trentadue anni... Personalmente, stasera preferisco andarmene a spasso, in cerca di fantasisti.

lunedì, giugno 02, 2008

Hinc et nunc ( no post)


Piccoli grandi momenti di soddisfazione arrivano graduali, quasi presagiti, assaporati lentamente.
Oggi ho ricevuto la conferma via mail: il mio esame per entrare in accademia teatrale ha avuto esito positivo, sono stato accettato. A prescindere dall'risultato, che per me ha un valore importantissimo, è stata la prova in sè a soddisfarmi enormemente. Cazzo, ho fatto i numeri.
Il 21 giugno dovrei suonare con i Jupiter' s moon, il gruppo funky- dance che seguo come fan da quattordici anni e col quale ho avuto la fortuna di esibirmi due volte. Adrenalina e divertimento puro, un modo perfetto per dire ancora al mondo musicale: ci sono, ci sono, anche se tu a volte non pensi a me. Chi ha detto che l' arte debba andare a comparti stagni è un coglione oppure si droga fumando l' ariosto.
Ho cominciato l' affiancamento in aeroporto: è un pò duro, ma il lavoro mi piace, il contesto anche. Sento che riesco a respirare, ad uscire dall' apnea.

Insomma, a parte una lieve diarrea, hinc et nunc posso tranquillamente e, direi, gioiosamente, starci.


Voglio proprio starci.

giovedì, maggio 29, 2008

Faccisti su Marte due


Nzomma sembra che alla prossima festa der Cinema ce starà sta proiezzione der seguito de Fascisti su Marte, da un' idea di Pasquale Squitieri e Luca Barbareschi prodotto da Mara Carfagna. Dice che nzomma la storia aripija dar finale della prima, e c' è no scenzato pazzo cor pizzetto alla lincoln che je viè in mente de clonà senza fecondazione eterologa er clono de Barbagli, e quindi fa sta clonazzone da quarche capello der gerarca sparso qua e là nell' archivi dell' Istituto luce. Difatti c' è un sindaco dell' Urbe che c' ha bisogno de un ripassino sur ventennio, siccome che je vò da li manganelli a li vigili urbani e je vò pure imparà a usarli in quarche maniera oltre che pè mescolà er zucchero ner caffè ar baretto. Ma li communisti sò in agguato, e rubbano uno dei capelli pè clonà er gemello malvaggio de Barbagli. Arrivati a questo punto...

giovedì, maggio 22, 2008

Penso, Sonno


La stanchezza mi copre come un cappotto invernale, il letto mi chiama a gran voce come se fosse pronta la pasta. Ho un gran bisogno di dormire, di assaporare quel piacere ineffabile della perdita progressiva e inarrestabile dei sensi, di lasciare che un libro aperto rimanga schiacciato sul mio viso finché pian piano scivola a terra, di destarmi l' indomani con l' impressione di essermi addormentato sulla spiaggia col solleone mentre avevo semplicemente dimenticato di spegnere l' abat jour...

Voi direte: e allora che aspetti a coricarti?!?

Ed io vi risponderò: ma chi aspetta, sto già dormendo e tutto questo è un sogno.

Devo capire se frutto della peperonata o di un alka seltzer.

venerdì, maggio 09, 2008

The Reditu


Eccomi qua. Non so come raccontare questo mese e mezzo denso di avvenimenti e di straniamento webbistico, ma ci proverò, cercando di snobbare la mia naturale tendenza ad essere prolisso. Dunque, partiamo dal 31 Marzo. Erano giorni foschi e di clima poco temperato, e tra noi si scherzava a trasportar mobili da un appartamento ad un altro. Ferveva l' attività di trasloco, fortunatamente attuata sempre in quel di Ostia, sfortunatamente realizzata in tempi record con gran dispendio di sudore e serenità mentale. Senza l' apporto fondamentale di alcuni amici in termini di braccia e di piacevoli lazzi, nulla sarebbe stato praticabile, e penso non potrò mai sdebitarmi abbastanza con loro. Orbene, dicevo: in quel 31 di Marzo pensai bene di effettuare il trasloco della linea telefonica con annessa alice adsl: la telecom riuscì in tempi rapidissimi a ripristinare il telefeno, ma si perse leggermente nei dettagli della riattivazione del modem, che è tornato alla vita soltanto questa mattina, dopo reiteratissime proteste da parte del sottoscritto presso il numero verde della sudddetta azienda: una telefonata al giorno trascorsa in compagnia di operatori perlopiù incompetenti.

La mia nuova casa è molto carina, anche se più piccola della precedente. E' stato necessario un mese di ritocchi e rifiniture per renderla abitabile, dignitosa, nostra: prima puzzava di cantina ammuffita, c' erano grasso e calcare dappertutto. La gente sa essere decisamente zellosa, devo riconoscerlo, soprattutto in virtù del discutibile concetto che la casa in affito non è meritevole di essere tenuta pulita e strutturalmente solida perchè in fondo non ti appartiene... Ho scattato un istantanea del mio angolo MacIntosh, che ho cercato di mantenere intatto. Sotto sotto sono un tradizionalista, quasi nostalgico. Merito( ?) dei miei studi classici?Mah!

Sono in attesa di un nuovo lavoro;l' attività teatrale veleggia, quella musicale aranchia un pò, come del resto quella universitaria. Ma sono soddisfatto. Aprile è stato un mese intenso, colmo di avvenimenti burocratici e di bollette da pagare, contrassegnato dal mio ventinovesimo compleanno che suona un pò male come cifra, ma chissenefrega.

Sono contento di ritrovarvi, e di riprendere possesso di questa tastiera. Spero di non aver disimparato a scrivere e di non avervi annoiato: prometto che il prossimo post sarà di un " non- sense " totale.

Fate abbravi e non vi toccate troppo!

Abbaci,

Le Cannù

mercoledì, maggio 07, 2008

Asino Cotto


Ricordo che conobbi LeCannù ad una mostra fotografica al complesso del Vittoriano, a piazza venezia, a roma; era il 1968 e se non ricordo male era in compagnia di una ragazza di nome Melania. Lei credo fosse svedese, venuta qui a Roma per studiare Storia dell'arte a La Sapienza,
mi pare si fossero conosciuti lì. Ricordo venni colpito dalla camminata di LeCannù, cosi saltellante da farlo sembrare un grillo: e poi quella sua capigliatura eccentrica in cui affandavano dentro i suoi soliti rayban a lente verde. Quando gli rivolsi la parola per la prima volta, era davanti ad un opera di DeChirico, intento a far notare alla ragazza le somiglianze tra le ambientazioni metafisiche dell'opera ed il quartiere dell'eur di roma, dove erano stati giusto la sera prima.
"e non è neanche tanto differente dallo stile con cui è stata progettata l'università La Sapienza." diceva sostenendo le sue affermazioni con un abile e collaudato gesticolare.
"sono più o meno dello stesso periodo" mi sentii di aggiungere a quella considerazione "anche l'ospedale Forlanini presenta analogie con quello stile architettonico. Sono tutte strutture di epoca fascista". LeCannù si voltò come infastidito da quella mia intrusione, ricordo che aggrottò le ciglia e alzò sulla fronte gli occhiali, per darmi meglio la percezione che quel suo sguardo proprio a me fosse indirizzato.
"come dici scusa?" mi chiese con un tono di voce crescente, carico di curiosità.
"dico che quelle che hai citato sono tutte opere del periodo fascista"
"vuoi dire che l'università dove studio l'hanno progettata degli architetti del regime?" domandò con uno stupore che sentivo salirgli, ad intasare la gola.
"eh si amico mio, è proprio cosi"
LeCannù si divincolò dalla morsa con cui la svedese Melania lo teneva stretto a sè e mi prese da una parte. Mi fissò negli occhi, poi mi disse:
"io non so dove hai preso questa informazioni, ma se quello che dici è vero, significa che in quell'università c'è bisogno di una bella rivoluzione".
Credo fu quell'evento a dare inizio a quello che oggi chiamiamo '68: pochi sanno che partì tutto da un quadro di DeChirico e da un uomo dagli occhiali di importazione americana.

venerdì, aprile 25, 2008

25 aprile

Il titolare di questo blog è ormai latitante da un po' di tempo. Siamo convinti tutti che abbia delle ottime ragioni per non sollazzarci più con i suoi post metafisici: un esame in ballo, una vita notturna frenetica, una connessione ballerina. Questo non ci impedisce però di continuare a sporcargli questo muro bianco latte per trasmettere messaggi importanti. Io, ad esempio, ne ho uno semplice semplice: buon compleanno vecio!
Anche se ti avvicini ai 30, non preoccuparti: sei sempre più brutto. Ma è normale. Col tempo si peggiora.

Baci indiani, Monsieur Magritte

PS: ovviamente quello che soffia sulle candele nella foto sono io..indovina chi è l'altro?

martedì, aprile 01, 2008

Calcutta, notte, ore 00:43

Da mezzanotte in poi, a intervalli regolari, per tutta la notte, cominciamo a sentire una serie di fischi. Sono i guardiani che fanno la ronda. Il capo guardiano, che sta proprio sotto casa nostra, fa il primo fischio, gli risponde un altro guardiano, poi ne fa un altro, e si sente un suono appena più lontano, e così finchè non si chiude il giro. Se tutti rispondono al primo, vuol dire che va tutto bene. Se uno non risponde, c'è qualche problema. Tutta la notte, ogni ora.
Talvolta ne senti qualcuno cantare. Melodie semplici, in hindi o bengali, come una nenia gentile, una ninna nanna nel silenzio di una strada qualsiasi di questa città.

Calcutta di notte può essere l'inferno, e il paradiso allo stesso tempo. La vedi docile percorrendola in taxi, senza il traffico paradossale e totalmente illogico che la strangola di giorno. L'aria è un po' più respirabile, le strade vuote, le luci gialle la illuminano come una qualsiasi altra città. Per un momento ti sembra tutto grande, aperto, misuri gli spazi in un modo diverso, ti sembra che anche questa città possa essere tua.

Ma i fantasmi, che fino a sera sono mischiati in mezzo alla folla, di notte li vedi bene, uno ad uno. Difficilmente di giorno Calcutta delinea i confini tra la ricchezza e la povertà. Alla luce del sole torrido, mai veramente brillante, velato di fumo e clacson, tutto trabocca fuori, come in un immenso pentolone, dove un dio schizofrenico, più che malato, fa ribollire milioni di vite umane.

La notte invece la povertà la vedi con la lente, la vedi da vicino, anche se tu sei lontano al tempo stesso, e ti fa paura. Dormono per terra, dove capita, tanti, tantissimi, ovunque. Vicino ai cani, sbattuti in mezzo alla strada, come rassegnati al loro destino, quello di finire sotto una macchina, o divorati dai loro stessi compagni di sventura. E se stai qui, devi farci il pelo, immediatamente. A vedere marciapiedi che da un giorno all'altro diventano case di fortuna, con un telo come tetto e un secchio pieno d'acqua come lavandino. A guardare per terra, quando cammini, per non calpestare un cane che dorme, o un bambino che vaga da solo, nudo. Altrimenti non resisti. Il senso di impotenza e rassegnazione a volte lo tocchi con mano, trasuda, te lo senti addosso. Proprio come i randagi di Calcutta, che, mentre gironzolano in cerca di qualche osso, sembrano conoscerlo già, il loro destino.

Calcutta non è solo questo, è riduttivo e semplicistico pensare che sia nient'altro che la città delle baracche e di Madre Teresa E' mille altre cose. La capitale culturale dell'India. Una città che si evolve continuamente per certi aspetti e che resta incredibilmente uguale a se stessa per altri. L'ex capitale dell'Impero inglese. Una metropoli molto più sicura di quanto la sua pessima fama non faccia credere. Una delle maggiori città di uno stato che cresce a ritmi vertiginosi, e dove vedi spesso una classe media che si espande, imitando i modelli di quello stesso capitalismo avanzato che ora vorremmo frenare. Mica perchè siamo buoni, semplicemente perchè ci rode che ora loro inquinino e distruggano ulteriormente quello stesso mondo che stiamo distruggendo noi. E poi, accanto agli aumenti da capogiro del pil indiano, una povertà che sembra non finire mai. Il paese degli ingegneri richiesti in tutto il mondo e di un analfabetismo che non dà tregua.

Meglio andare a dormire prima che parta la prossima ronda. Anche i guardiani hanno smesso di cantare, e di sbattere in terra i bastoni di bambù, per far sentire a qualche malintenzionato che loro ci sono, e, anche stanotte, non dormono.

mercoledì, marzo 19, 2008

Mi sono sempre chiesto: quando qualche pazzoide uccide un altro tizio e decide di metterlo nel freezer o nel congelatore, come cavolo si organizza con gli alimenti che ha nel congelatore? Cioè, li deve mangiare tutti per forza e deve pure sbrigarsi, oppure può regalarli, oppure buttarli. Rimane il fatto che il suo freezer diventa inutilizzabile... A meno che non sia un cannibale e decida di mangiare i resti della sua vittima. In quel caso ha fatto tombola.

Dieciannove col sacro


San Giuseppe inventò il famoso bignè. Poi arrivò San Martino che scoprì un' estate tutta sua, San Vito col suo ballo all' ultima moda... Mentre quel povero Cristo di Sant' Antonio ciaveva lo sfogo e se grattava.

Com'è che la Madonna si moltiplica quando qualcuno è incazzato? E Cristo invece no? Forse che le Madonne erano tante già da allora? Più mamme, un solo padre? Ummmmm ummm...

martedì, marzo 18, 2008

Trasloco.. Manca poco.


Dunque è ufficiale. Ho trovato casa, sempre in quel di Ostia, un appartamento molto carino proprio sopra la fermata di lido nord; mi trasferirò definitivamente nei primi giorni di Aprile, perciò la settimana dopo Pasqua sarà densa di avvenimeti: scarico, carico, riscarico, assemblaggio, disimballaggio scatoloni, sistemazione libri, vestiti, suppellettili varie. Cercherò di ricreare al meglio i miei spazi, mi piace mantenerli quasi inalterati ogniqualvolta cambi alloggio.

Sono benvolute braccia forti e menti sopraffine per coadiuvare le operazioni, già dirette egregiamente da Mastro Piracci.

Avviso ai collaboratori del blog

Cari ragazzi,

vista l' amicizia che mi lega ad ognuno di voi a vario titolo, vi dico a chiare lettere quanto segue.

Visto che nessuno di voi inserisce più alcun post da tempo immemorabile, ho deciso di derubricare tutti voi dalla lista dei collaboratori. Potrete continuare a commentare le mie stronzate con i vostri account blogger, ma non sarete più titolati ad inserire alcunché a titolo personale. D' altronde, questo blog è tornato ad essere un angolo riservato, molto intimo, forse anche troppo. Con mio grande dispiacere non vedo più entusiasmo da parte di quanti hanno iniziato assieme a me questo esperimento di libera scrittura; anche se in tutto ciò non vi è nulla di male, e non è assolutamente scemato l' affetto che provo verso ognuno di voi, vorrei almeno un pò di chiarezza per quanto riguarda il vostro ruolo in questo spazio virtuale.

Attenderò una settimana, dopodichè lo sfratto sarà esecutivo.

con affetto,

Andrea

lunedì, marzo 17, 2008

E allora?


Non so sbucciare una mela.

E allora?

Non so pelare le patate.

E allora?

In compenso so fare bene altre cose, tipo decifrare un' iscrizione romana alla quasi perfezione, suonare discretamente repertori rock senza bisogno di prove con gruppi assemblati alla bisogna, recitare con passione e un pò di talento.

Ho appreso l'arte del trapano elettrico, so fissare gli stop, so assemblare e smontare un armadio correttamente, so dove recarmi per pagare le bollette( avere i soldi per farlo è un altro par de maniche...)

Insomma, me la cavicchio per essere un uomo che vive con mammà. Non mi sbuccio la mela perchè c' è sempre stato qualcun altro che lo ha fatto per me, oppure la mangio a morsi, ma francamente preferisco frutta più simpatica e zuccherosa tipo banane, arance etc.

Quando vorrò sbucciare una mela, saprò farlo alla grande.

Nel frattempo, rompete poco il cazzo!

giovedì, marzo 13, 2008

13 marzo


Non so cosa potrei regalarti, forse il presente più bello sarebbe la mia serenità. Ma non posso garantirtela al cento per cento, anche se mi sto sforzando tanto, davvero. Avrei voluto svegliarmi stamattina e venire ad abbracciarti, darti un bacio forte sulle guance morbide anche se ispide di barba, avrei voluto fare due passi con te fino al chiosco dei libri, e poi magari prendere i mezzi fino a roma, fare un giro per il centro, visitare i monumenti, come quando ero piccolo e macinavamo chilometri la domenica mattina... Non so come festeggiare, davvero, se non dicendoti che non mi abbandonerai mai e cercando ogni giorno, ad ogni passo, quel sorriso che hai sempre avuto anche nelle giornate di pioggia.

Buon compleanno.

domenica, marzo 02, 2008

Cambiare aria


Cambiare casa. Sono al secondo trasloco in cinque anni, ad una nuova svolta. Nel bene e nel male. Il tempo stringe, ho un paio di proposte concrete sotto le mani ma mi riservo di attendere una conferma definitiva per parlarne. Non ho ancora avuto il coraggio di svuotare armadi, librerie e quant' altro, anche se immancabilmente dovrò farlo a breve. Sarà un nuovo tuffo nel passato per entrare nel futuro, mi aspetto di ritrovare oggetti e fogli d' appunti di cui non ho più memoria. La prospettiva romana mi alletta, la sento quasi tangibile, molte cose cambieranno, molte abitudini saranno stravolte- e per fortuna-, guarderò con occhi diversi un cielo apparentemente immutabile ma sempre confortevole. Tra le stelle me ne andrei, a volare senz' ali nel silenzio fragoroso di melodie ineffabili nascoste tra le stelle. Con un jack daniels in una mano e una sigaretta nell' altra.

Statemi bbuoni.

lunedì, febbraio 25, 2008

Ciao Albertone


Non riesco ad essere prolisso parlando di alberto Sordi. Credo sia l' unico attore italiano ad essere realmente inconfondibile, inimitabile, originale, comico e tragico nello stesso tempo, l' unico attore che ha espresso senza fronzoli l' essenza della romanità: vigliacca e generosa, spaccona e tenera, cialtrona e profonda, parossistica e placida. Ho avuto la fortuna di conoscere sin da piccolo la sterminata filmografia di questo grande interprete dei nostri tempi, e forse per questo rabbrividisco nell' ascoltare tutti i suoi tristi epigoni attuali, che con pretese da cabaret cercano di riesumare un talento a tutto tondo che è morto con lui. Consiglio tre film essenziali per comprendere l' Albertone attore: " Il Marito", " Una vita difficile", " Un borghese piccolo piccolo".

A 5 anni dalla sua scomparsa, posso solo constatare quanto sia povero il panorama attoriale comico in Italia.

Elio e le Storie Tese - Parco Sempione

Questo video è semplicemente grandioso.. gustatevelo!

Abbey fede..


Secondo la vulgata corrente, Paul McCartney sarebbe morto poco prima della registrazione di questo impareggiabile album dei " fab four": il fatto che sia l' unico della band a camminare a a piedi scalzi costituirebbe la prova occulta della propria dipartita, e la presenza di un sosia sostitutivo nel gruppo. Quindi da circa quarant' anni calcherebbe le scene un impostore, un imitazione di Sir Paul.

Mi permetto di asserire che sia i Beatles, sia il rock in senso lato hanno guadagnato molto da questa presunto " cambio della guardia" . Il McCartney post- Abbey road è stato smodatamente più prolifico di quello precedente..

Resta da capire perchè non lo abbiano cooptato nel gruppo sin dagli esordi nel lontano ' 62.. Forse c' era già lo zampino di Yoko Ono.. O forse è lei che si traveste da quattro decadi per imitare Il buon vecchio Paul.

Nella foto: I Simpson, i quali hanno gentilmente acconsentito ad effettuare una ricostruzione della scena del delitto.

sabato, febbraio 23, 2008

Campagne al cloroformio

Ragazzi, siamo in clima elettorale: tanta par condicio a trecentosessantagradi, non si parla di politica in televisione ma noi poveri grulli della strada dobbiamo babbarci vagonate di variopinti manifesti elettorali conditi da ancor più inutili e farlocchi slogan, elaborati da chissà quale ufficio segreto dei partiti, ove decine di neolaureati rampanti si scapocciano per trovare la frase ad effetto che colpisca la nostra già provata fantasia, che risvegli in noi il sopito desiserio di recarci alle urne. Personalmente, credo che l' unica cosa che possa svegliarmi sia una gigantesca serie di deflagrazioni a catena nelle principali sedi capitoline dei partiti di centro sinistra e destra, che culminino in un colossale bengala al napalm in piazza S. pietro. Nel frattempo, vi incito alla campagna dell' uniposca: un' idea non mia ma che raccolgo ad ogni tornata elettorale. Completate gli slogan che incontrate ad ogni angolo delle vostre città, rendeteli più consoni alla personalità della faccia da cazzo che se ne fa latore: Sono consigliati permanent marker stabilo boss, rigorosamente di colore nero. E non vale disegnare minchie giganti, sforzatevi un pò.. Recuperate il lessico e la sintassi!!!! ( E un pò di dignità personale...!!)

lunedì, febbraio 11, 2008

Le Madonne

La gente è molto attaccata ai dogmi. Cristo, Allah, Jahvè non si discutono, il concilio di nicea è verità, il concilio di Trento è un must, la madonna è l' immacolata concezione, Cristo non aveva fratelli e non aveva moglie, la madonna è tutta azzurra e piena d' oro e incensi. E Basta.
Da domani inizierò ad adorare il dio chitarra, che collocherò su apposito altarino. Al primo che obietterà qualcosa entrando in casa mia do un calcio nelle palle di dimensioni bibliche. Non le palle, il calcio.

Animula vagula..


Anche quando è difficile trovare le parole, quando ogni stato d' animo sembra essersi rinchiuso di nuovo sotto una coltre di cenere fumante, è impossibile restare indifferenti allo splendore di villa adriana, agli imponenti e scarni resti di quella che fu un' isola felice dell' imperatore filosofo, profondamente mosso da un senso di humanitas, alla ricerca costante dell' uomo e della bellezza che la vita racchiude e sprigiona ad ogni istante. Gli spazi vuoti che sovrastano il visitatore urlano quello che è un silenzio di anime assopite, come fossero in attesa di esplodere nuovamente nel fragore dei loro simposi o nella compostezza delle proprie riflessioni. Adriano è lì, ad ogni passo, malinconico, stanco e con gli occhi rivolti al tramonto che cala da tivoli sull' Urbe, il tramonto dell' uomo che quotidianamente egli è costretto a vivere per poi destarsi di nuovo e cercare un bagliore di speranza per un corpo che giorno dopo giorno si avvia alla dissoluzione e vuole tuttavia godere appieno di sé stesso e degli altri, finché l' anima non dovrà aggirarsi in luoghi freddi e sperduti ormai separata dal corpo. Sotto una coltre di ulivi, Adriano passeggia dalla sua biblioteca personale sino al teatro marittimo, e sogna ombre che erano d' inaudita bellezza. Lo spazio terreno è troppo grande per l' essere umano, eppure ogni angolo può essere riscoperto ogni giorno, sotto l' ombra di un larice oppure nel riflesso del lago Canopo sul quale le ninfee galleggiano silenziose, laddove nessun esclamazione di giubilo risuona ma echeggia dai laterizi immutabili e plasmati da mani operose. Basta accostare l' orecchio, ed ascoltare. Nulla è eterno, queste mura hanno tentato di gareggiare con gli dei, hanno cullato il desiderio di un uomo innamorato dell' Uomo, la volontà di fissare in un attimo infinito l' unione dell' essere umano con i propri spazi, il contatto intimo tra terra e cielo che dissipa il dolore e che alimenta l' illusione ineffabile della vita.

mercoledì, gennaio 30, 2008

L' anima de..

Diversi anni fa, rincasando, trovai nella cassetta delle lettere una brochure molto curiosa, tra i tanti pallosissimi volantini pubblicitari. Era una sponsorizzazione della ditta " Scifoni", tra le migliori imprese di pompe funebri romane. Ciascun foglio della brochure offriva un' ampia varietà di articoli mortuari, in primis bare, offerte speciali e quant' altro, tutto accompagnato da uno dei migliori slogan che abbia mai concepito la mente umana: " il più tardi possibile, ma.. è meglio con scifoni". Straordinario. In poche parole era espressa tutta l' anima di questo esercizio antichissimo e indispensabile, remunerativo come pochi e di alta utilità sociale. C' è da aggiungere che la suddetta pubblicità sparì nel giro di pochissimo tempo dalle nostre cassette postali, forse ritenuta ipocritamente troppo macabra per essere accostata a quella di supermercati e mobilifici d' accatto. Credo fermamente che avrebbe sbaragliato la concorrenza, presentandosi efficacemente come un' azienda " normale", inserita come tutte nel ciclo di produzione umano, forse all' ultimo posto in ordine cronologico( Ma potrebbe anche essere il primo).

Se doveste passare per piazzale del verano, troverete la ditta scifoni ad attendervi alla fermata del tram. Il negozio è sormontato da una scritta con bellissime lettere fluorescenti blu cobalto.. Attenzione, il bar è proprio accanto. Non sbagliatevi.

lunedì, gennaio 21, 2008

Cos'è la Romania?

Qualcuno di voi conosce , per caso, un pò di Storia della Romania? Andrebbe bene anche la cronaca; qualsiasi notizia, insomma, che testimoni l' esistenza di questo paese europeo, ormai membro anche della UE. Vi giuro che, a partire dalla caduta del governo di Ceausescu, io non ho più sentito parlare della Romania se non in relazione ai suoi abitanti transfughi, ossia i Romeni. Che non sarebbero tali senza una patria, ovviamente. Eppure sembra che nell' immaginario collettivo nascano quasi per partenogenesi dalla terra, una terra cattiva che li predispone naturalmente alla delinquenza e alla volgarità gratuita. Quando penso alla " Dacia" non riesco a focalizzare altro che le intense e crude immagini istoriate della colonna traiana, alla transilvania di Bram Stoker e, miseramente, ad un lembo di terra colorato su una cartina geografica. Immagino che questo processo mentale non sia da imputare unicamente alla mia pigrizia intellettuale, o all' assenza di interesse verso realtà " altre" rispetto al misero microcosmo italiano. C' entra qualcosa anche una certa retorica mediatica assorbita senza filtri critici, uno stereotipato vizio all' omologazione dei tipi etnici a prescindere dalla loro nazionalità o in virtù( o difetto) delle caratteristiche climatiche del loro suolo natale che sembrava superato dalla geografia moderna. Se escludiamo una breve ed intensa campagna pubblicitaria per il turismo in romania all' indomani dell' ingresso della stessa nell' UE, non ho mai sentito o conosciuto qualcuno che sapesse veramente che cazzo succeda in quel paese, quanto se la passino male i suoi abitanti, che tipo di disperazione abissale possa spingere migliaia e migliaia di persone ad abbandonare la propria casa per cercare fortuna nella terra dell' ingiustizia sociale e del degrado pseudoliberista, ossia l' Italia.

Giuro che mi informerò al più presto su ogni cosa.

giovedì, gennaio 17, 2008

Notturno bar


La notte romana è come una libreria colma di scaffali: c' è sempre un volume che ti era sfuggito prima, per tanto tempo, nonostante fosse bene in vista e dalla copertina di un colore acceso. E quando lo scopri, capisci che vorresti condividerlo con qualcuno, perchè rappresenta una prospettiva affascinante e quasi magica. Lavorare di notte in un bar del centro offre particolari spunti di riflessione. Innanzitutto, la varia umanità che entra ed esce da quella porta, individui che probabilmente vivono di notte come i vampiri, o quasi fossero una sorta di morlock che soltanto nelle tarde ore si concedono un assaggio della fasulla aria di superficie. Si crea un mondo parallelo fattosi bar, che non ha nulla da invidiare a quello di " Guerre Stellari" su Tatooine. Entra il tossico, l' alcolizzato, il barbone,il travestito, spesso le categorie si confondono, si mescolano unite a storie mai raccontate e spesso celate sotto chiave dietro ad occhi impenetrabili. Arrivano gli autisti del Trambus dagli occhi stanchi e dal sorriso così familiare, che si concedono un caffè fugace prima dell' interminabile turno di notte; si affacciano fanciulle ridanciane accompagnate a loschi figuri tatuati e impomatati, entra l' abituale cliente che sembra aver messo tende nel locale, dato che si presenta dalle 7 alle 8 volte al giorno. E da quel rettangolo che chiamiamo porta d' ingresso s' intravede un mondo a ridosso del vittoriano, fatto di automobili e motorini che sfrecciano, autobus che pigramente si incamminano verso la meta, come dinosauri prossimi all' estinzione. Tutto è condito da questo fazzoletto di notte costellata da tante piccole luci, realtà sfuggevole e quasi malinconica. tutto si mescola, tutto cambia senza cambiare mai, in quell' angolo del cuore di roma; un angolo che consiglio vivamente di vivere intorno alle quattro del mattino, quando sembra che il mondo intero sia sparito sotto una coltre di sonno infinito. Non mi sono mai sentito parte così integrante dell' anima pulsante capitolina come quando stacco dal notturno. Mi sembra quasi di Respirare, davvero, assieme alla storia dell' Urbe.

Nella foto, Valerio Mastandrea in " Notturno bus" di Davide Marengo( 2007)

venerdì, gennaio 11, 2008

Chi di meme perisce


Sembra proprio che il mio blog, forse tra i più insignificanti recipienti colmi di banalità e stronzate, sia stato inserito per ben due volte in una graduatoria riservata ai blog che fanno più riflettere. Ora, non so se abbia giocato più il sentimento di amicizia oppure un obnubilamento mattutino della coscienza, fatto sta che alcuni cari amici mi hanno messo nella spiacevole condizione di esprimere, a mia volta, un giudizio di merito. Nella mia personale classifica entra sia il ringraziamento che porgo ad alcune persone per avermi aiutato a " pensare" con le loro emozioni affidate a significati e significanti lessicali, sia il doveroso riconoscimento agli stessi di aver spesso contribuito con l' apparente leggerezza dei loro pensieri a rendere le mie giornate più lievi. Incominciamo in ordine cronologico:

1) Sgamas: è un indubbio maestro del libero pensiero, un plasmatore istrionico di realtà possibili, un caustico " fool" d' altri tempi, nonchè un baritono eccezionale. Ma lui ancora non lo sa.

2) Higuerra: la sua capacità di affidare alle parole scritte la complessità travolgente del suo animo è prodigiosa, anche se spesso troppo timorosa di affrontare orizzonti inesplorati. Buttati, amico mio! ( In senso metaforico..)

3) Kiki: Una persona vera, totalmente innamorata della vita, sensibilmente capace di renderci partecipi di ogni piccolo aspetto che circonda la nostra quotidianità. Le sue parole sono un toccasana per il cuore e uno sprone per la mente.

4) Giulia Romana: Unisce lo humour e l' eleganza, l' artificio retorico al lessico quotidiano, è una grande comunicatrice e coinvolgente penna che apre spiragli su un mondo interiore fatto di interessi e aspettative affascinanti, che ci mettono di fronte ad un animo sensibile e poetico.

5) Alzamonnezza: animale, surreale, grottesco, eclettico. In una parola sola, geniale.

Non me ne voglia chi è stato lasciato fuori. Aggiudico, comunque, il quinto posto e mezzo alla mia amica Flauto, anche detta Zara: questo è un incoraggiamento a scrivere di più, ho bisogno del tuo entusiasmo!

Troverete i link dei suddetti blogghe alla vostra destra, non sciupateli..

p. s.: un ringraziamento doveroso va a scalia, senza il quale questo blog sarebbe valso men della metà, e ovviamente a tutti quei collaboratori sopracitati che almeno una volta hanno scritto qualcosa. Anche se, mi dispiace, è troppo poco. Mò ve cancello a tutti perchè me sciupate pure er parcheggio!

Con affetto,

Le Cannù

domenica, gennaio 06, 2008

Penultimo anno di prima decade


Non ho ancora un nuovo calendario, devo abituarmi all' idea del 2008 inteso come cifra su carta, parola senza senso sulle labbra, nuovo anno di nuovo millennio che porta false speranze all' umanità e mistificazioni inerarrabili della realtà. Porto la speranza di un mondo migliore nel cuore e nelle azioni, dove il tempo che fugge è uno sprone a migliorare la condizione dell' uomo, di tutti gli uomini intesi come massima espressione dell' armonia del cosmo, almeno di quello che conosciamo. Sento dentro un senso di rinnovamento, un' aria di cambiamento, un frullatore colmo di progetti, che parte a prescindere dallo scoccare di una determinata mezzanotte satura di esplosioni bonarie e prosecchi vomitevoli. Sento forte la mancanza di Chi non c' è più, e che confortava le mie paure con una comprensione fuori dal comune unita ad un carattere impetuoso e ad una tenerezza infinita propria di chi è rimasto un fanciullo nel cuore. Sento altrettanto forte la presenza di Chi c' è ancora ed è sempre più vicino a me, sento le luci, i suoni e gli odori di una realtà della quale sentirei fortemente la mancanza nel momento in cui non riuscissi più ad avvertirne l' eccezionalità che è insita nel suo essere quotidiana...

Buon Anno a tutti.

lunedì, dicembre 24, 2007

Tante angurie


A tutti gli uomini di buona volontà, ma anche a quelli un pò più cattivelli.. A tutti quelli che hanno passato un anno di merda, a tutti quelli che ricercano serenità e spesso non la trovano, a tutti quelli che credono Natale sia l' unica isola felice della loro esistenza, a tutti quelli che cercano invece di portare il sole nella propria vita e in quella degli altri al di fuori del 25 dicembre.. A tutti quelli che hanno pochissimi motivi per festeggiare, a tutti quelli che vogliono festeggiare a tutti i costi, a tutti quelli che inonderanno l' etere di sms fatti in serie, a tutti quelli che continueranno a dimostrare con le proprie azioni che cercano di essere buoni 365 giorni all' anno, anche se a volte non riescono come vorrebbero.

A tutti voi che siete in questo blog, tanti auguri di buone feste, perchè vi voglio bene davvero.

Fanculo a babbo natale, alla befana e ai presepi viventi!

lunedì, dicembre 17, 2007

Anesthesia( me tirano i punti)

L' ho sempre detto che gli unici punti che contano sono quelli che ti mettono all' ospedale.. La prossima volta chiedo una cerniera lampo, è più comoda e fa meno male. Quest' anno il mio regalo di Natale è stato togliermi qualcosa, dei calcoli alla colecisti grossi come palline da ping pong. Convivo ora con una mancanza, un pezzo in meno del mio corpo... Fossi stato grasso, ne avrei gioito, ora invece mi tocca anche recuperare quegli etti in più di sano calcare epatico. Vorrà dire che raschierò i tubi dell' acqua della cucina e berrò un drink alla mia salute. Insomma, Natale si approssima, a me non frega un cazzo ma spero comunque che la mia pancina non faccia le bizze perchè voglio scofanarmi questo mondo e quell' altro, che è notoriamente sterminato.

venerdì, dicembre 14, 2007

Un Natale diverso?



Riflettevo, dinnanzi al mio specchio appannato:

Quest' anno Italia uno ha trasmesso " Una poltrona per due" con un mese d' anticipo, il 24 novembre anziché la vigilia di Natale. E, in un paese dove niente accade per caso anche quando sembra accadere per caso, si possono formulare diverse ipotesi in relazione a questo inquietante avvenimento.

1) Il segnale è stato lanciato all' indomani o in concomitanza dell' inciucione Veltrone- supernano, un incitamento catodico e poco subliminale per le coscienze delle masse a consumare i panettoni acquistati alla standa in piazza del campidoglio.

2) Trattavasi di un segnale criptato per Fratelli realtivo all' imminente crollo dei prezzi dei mobili all' ingrosso.

3) Eddie Murphy e Dan Aykroyd sono morti.

Continuate voi..

lunedì, dicembre 03, 2007

Novità di dicembre


Ho iniziato a lavorare, è ufficiale, anche se sono ancora in prova. Molti di voi si stupiranno, ma sono addetto al bancone in un bar, e nonostante la mia proverbiale goffaggine non ho ancora rotto nemmeno un bicchiere... Sono contento di aver scelto liberamente il modo di poter fare sacrifici per permettere a me stesso di vivere la mia vita in maniera spensierata, sono felice perché questo tipo di lavoro è per me un' esperienza nuova e in grado di farmi acquistare più sicurezza nel mio approcciar l' esterno mondo. Tutto sommato, le cose pian piano si aggiustano sempre, ed io ho una gran voglia di saldare tutti i coccetti rimasti sparsi...

venerdì, novembre 30, 2007

Ex- pressione.


" Si si, ho capito..", disse Troisi con un sorriso beato dipinto sul volto di bambino troppo cresciuto, e Benigni non poté far altro che voltarsi verso Vitellozzo e ridere a crepapelle. Già, perché il buon Massimo avrebbe dovuto esprimersi soltanto attraverso una complice occhiata indirizzata alla sua bella, e invece, causa una involontaria distorsione del consiglio da parte del Toscanaccio, questo scambio di amorosi sguardi si tramuta in una gaffe oltremodo buffa... Le parole sono importanti, dunque? Senz' altro, ma quante cose si possono esprimere senza di esse? Uno sguardo può bastare per comunicare tutta la profondità di un sentimento, una carezza il magnetismo che la accompagna possono stabilire attenzioni e relazioni decisamente profonde. Un pugno in un occhio o un urlo rabbioso che scaturisca dal diaframma ci fanno svuotare dalla rabbia come palloncini a cui venga aperta la valvola. Se poi a tutto questo insieme di media corporei uniamo le parole vere, quelle che nascono da un punto profondo e puro del nostro sentire e non passano attraverso un filtro intellettuale, possiamo esprimere di noi stessi molto più di quanto crederemmo possibile.

Se poi fumiamo anche una bella sigaretta, non avrà nulla da invidiare a quella che segue una fantastica notte d' amore.

giovedì, novembre 29, 2007

Someday



" How the hell'd we wind up like this
And why weren't we able
To see the signs that we missed
And try to turn the tables
I wish you'd unclench your fists
And unpack your suitcase
Lately there's been too much of this
But don't think it's too late
Nothing's wrong Just as long as you know that someday I will

Someday, somehow
I'm gonna make it alright But not right now
I know you're wondering when
You're the only one who knows that
Someday somehow
I'm gonna make it alright But not right now
I know you're wondering when

Well I'd hope that since we're here anyway
That we could end up saying
Things we've always needed to say
So we could end up staying
Now the story's played out like this
Just like a paperback novel
Let's rewrite an ending that fits
Instead of a Hollywood horror

Nothing's wrong Just as long as you know that someday I will
Someday, somehow
I'm gonna make it alright But not right now
I know you're wondering when
You're the only one who knows that
Someday somehow I'm gonna make it alright
But not right now I know you're wondering when
You're the only one who knows that
I know you're wondering when
You're the only one who knows that
I know you're wondering when.. "

Nickelback, Someday

venerdì, novembre 23, 2007

Parole in libera demenza


Dio è come Clark Kent. quando c' è bisogno di lui, non si trova mai. Per fortuna che c' è superman..

Come figlio di dio sarebbe perfetto.E poi ha i colori rosso blu: un pò comunista, un pò forzista.

Oggi è venerdì: ricordarsi di staccare Gesù dalla croce, che la domenica incombe.

Sabato gnocchi, domenica... Che si mangia di domenica?

Buona PPetito a tutti!

lunedì, novembre 19, 2007

AAA


Aspirante segretario di Stato pontificio cerca uomini validi, braccia forti, esperienze opus dei IOR e affini, più carico di fucili mitragliatori ar 70- 90 e buoni del tesoro per instaurare un nuovo Stato pontificio e restaurare la cinta delle mura aureliane. Cerco inoltre papa modello mastai ferretti in buono stato e milite esente per sfilate in bianco su piazza s. pietro. Astenersi perditempo, lefevriani e anglicani col porto di due.

lunedì, novembre 05, 2007

Cose che cambiano


Il mio amico Vincenzo ha smesso di fumare. E' una notizia che ancor mi scuote. Non posso abituarmi all' idea di vederlo senza il suo inseparabile pacchetto di Chesterfield nella tasca dei pantaloni, non riesco a dissociarlo dall' idea della nicotina, come fossero un' equazione perfetta. Oddio, quasi perfetta: conosco altre due persone che sono arrivate a livelli inverosimili di identificazione con le loro estensioni tabaccose ,quasi poetici. Ma Vincenzo è Vincenzo: una presenza fondamentale nella mia vita, un amico vero. E' per questo che voglio dirli, allora: mannaggia a te, m' hai iniziato al vizio del fumo più d' una decade fa ed ora mi abbandoni? Ammazza aho, che ngrato!

Nella raffigurazione de sopra: Vincenzo e la sua cagnolina, ormai canuta( che bel gioco di parole), Nina.

sabato, novembre 03, 2007

Qualcosa arriverà..

Per capire l' ultima battuta è necessario aver visto il film.. Ma è comunque un momento di poesia.

lunedì, ottobre 22, 2007

A squarciagola


La serenità è una conquista. Un dono indispensabile che dobbiamo a noi stessi e che spesso ci neghiamo perchè troppo impegnati a dar voce agli affanni. Ho capito finalmente che la vera serenità parte dalla chiarezza di intenti, verso sé stessi e verso il resto del mondo. Nessun deve poter immaginare che nella nostra testa ci sia altro o, nella peggiore delle ipotesi, non ci sia nulla di così rilevante da poter assumere fisionomia autonoma e individuale. L' inizio della felicità sta nel saper urlare al mondo i propri colori, fossero anche delle tinte scure: mai balbettare, mai, quando è in gioco la propria Vita.

Immagino il mio urlo selvaggio e libero che inizia a prender forma e a ricoprire monti e vallate.

Piano piano, sottilmente, progressivamente, ad espandersi.

venerdì, ottobre 05, 2007

Varterpensiero


Dimezziamo il numero dei ministri. Ad esempio, di uno ne facciamo due. Scomponiamo un Mastella in Eta beta e Gambadilegno, oppure Parisi in Topolino e Paperoga. Io non faccio Paperino, però, basta con la parte dello sfigato. Sarò Gastone in toto, Gastone Walterone!

venerdì, settembre 28, 2007

Ammazza..


Bruce willis è un uomo che non ama le mezze misure. Se lo fai incazzare, non ha pace finchè non ti avrà ucciso nella maniera più spettacolare possibile, per poi godersi in santa pace una bella sigaretta. Adoro Bruce, è riuscito a diventare un action hero puro partendo dalla verve comica che lo contraddistingueva in " Moonlightning". Insomma, sa far ridere e sorridere anche se ti spara con armi di calibro pesante; ha accettato la sua precoce calvizie e ne ha fatto uno status symbol del machismo, dopo diversi effimeri tentativi di applicazione coatta di parrucchini sul set. Insomma, non voglio star qui a fare un panegirico dell' uomo più figo del pianeta dopo il dalai lama, ma la verità è questa: se fossi Bruce willis me la spasserei un sacco, oppure se fossi CON Bruce Willis mi divertirei un mondo( non equivochiamo!), o meglio, se fossi lui o con lui in un film di Die Hard godrei come un picchio. Perchè a sparare c' è gusto, sì, ma bisogna farlo con stile e col pelato giusto, accertandosi prima che non abbia terminato la scorta di sigarette. Non vorrei che si incazzasse.

martedì, settembre 25, 2007

Burn


Facciamo un falò di inizio autunno.Proponiamola come idea originale e lanciamo una moda: getttiamoci sulla spiaggia battuta dalla pioggerella fredda e dal mare mosso d' ottobre, ubriachiamoci per svegliarci in stato d' ipotermia alle cinque del mattino.

Poi prendiamo le bottiglie di birra vuote e fabbrichiamo simpatiche molotov che lanceremo sulla strada per rallegrare la nottata.

E' una campagna per un sano vandalismo giovanile!

giovedì, settembre 13, 2007

Trenta


Comincio ad essere monotono, lo so. Ma anche meno temporeggiatore, e quantomai deciso a correre. Il mio quindicesimo esame di vecchio ordinamento era una prova importante per diversi motivi; in primis didattici, trattandosi di un insegnamento d' indirizzo fondamentale. In secondo luogo, per motivi che riguardano la mia sfera intima e personale. E' stata una vittoria contro l' angoscia e la disperazione, contro la parte più becera della mia indolenza. E' stato un regalo fatto e ricevuto, come se ne fanno e vedono pochi, una promessa particolare dal sapore agrodolce. Non dirò di più, se non che ora c' ho un sonno che me se stracìna. Buon pranzo e buona domenica a tutti( quando arriverà).

mercoledì, settembre 05, 2007

Tramontalba


Quando corsi giù la cena era già in tavola, e quel cremisi diffuso ma leggero mi avrebbe fatto da metafisico dessert...

sabato, settembre 01, 2007

Decompressioni di Settembre


Quasi impercettibilmente, sottovoce, l' aria sta cambiando. Un alito leggero di vento fresco gioca con il basilico in terrazzo, ma la pianta esanime non sembra molto in vena: è pur vero che esce da un' estate torrida, spossante, la più calda degli ultimi 5000 anni, ed ha bisogno di tempo per riprendersi, oltre che di una massiccia dose di concime per arbusti da culturismo.
Chiudo per un attimo i libri, fumo l' ennesima sigaretta della giornata e la mia mente si espande senza confini, senza censure, per fuggire da questa prigione a regime blando che è il mio balcone. E allora penso che sono stanco di incontrare gente all' università con cui devo forzatamente scambiare le solite frasi di prammatica, penso che sono stanco dei miei capelli che non ne vogliono sapere di stare al loro posto, stanco del mio Mac la cui Ram non basta più, stanco dei ciao Rino e della filosofia inattaccabile del " rivalutiamo un genio"( senza offesa per l' artista), stanco di Mammuccari e dei suoi lazzi da baretto di tormarancio, stanco di vedere blog desolati e disertati solo perchè non abbastanza ruffiani, stanco di dover aprire un libro e decifrare concetti idioti nascosti dietro un linguaggio da filologi della domenica.

In questo scorcio di fine Estate sento nostalgie di abbracci e carezze dati con tenerezza e complicità estrema, sento il silenzio delle stanze urlare la sua presenza oltre ogni limite , sento che è tempo di cambiare le corde alla mia strato perchè nessuno, ahimè, lo farà in mia vece.

Cambiamenti in arrivo, un pò di paura e molta speranza. Ho una voglia matta di andare a pesca: ho preparato la canna e il mulinello da tempo, ma necessito di esche. O forse no, posso partire così: è un modo come un altro per iniziare la decompressione.

martedì, agosto 28, 2007

monarchia o repubblica

Una scena spassosissima tratta da " Una vita difficile".. Quando la politica appariva un pò più semplice! Buona giornata a tutti!

mercoledì, agosto 22, 2007

A casa, di nuovo.


Un aereo partito alle 7, 30 del mattino da Punta Raisi mi ha riportato a casa ieri, assonnato ma non stanco, appagato e rilassato e ancora bisognoso di quel tempo e quello spazio. Ho trascorso una settimana stupenda in compagnia di chi mi vuol bene, e torno alle mie incombenze e ai miei obblighi verso la mia Casa, lontano dall' essere afflitto per questo motivo, ma malinconico per quei giorni volati via sotto un sole splendido e paesaggi unici, realtà contraddittorie e affascinanti di Trinacria.

Bentrovati a tutti, ricominciamo!

domenica, agosto 12, 2007

In viaggio


Credo di aver preso tutto, la borsa è piena ma non straripante, carica del necessario. Parto per una settimana, cercando sollievo e riposo, lasciando nelle vostre mani questo blogghino. Abbiatene cura, e cercate di divertirvi anche voi; vi abbraccio tutti, moderatamente ma con tanto affetto e poco affettato.

Salud,

Le Cannù

Ci vediamo( pardon, leggiamo) il 21 corrente mese!

sabato, agosto 11, 2007

Sgarbi d' altri tempi..

Tratto da una puntata di " avanzi".. Un guz in grande forma imita Sgarbi, improvvisato degustatore di birra. Perdonate lo spasmodico e reiterato postaggio di video, ma ogni tanto ci sta.. Spezza un pò la monotonia delle mie cazzate scritte.

Papa Crozza( tanto pe' esse un pò blasfemi)

Godetevi questa chicca.

venerdì, agosto 10, 2007

Idea San Lorenzo


Se fate un falò, avvisatemi. Anche se credo che non verrò.

Mi ubriacherò idealmente assieme a voi.

martedì, agosto 07, 2007

Monica Vittima..


... Chissà che fine ha fatto. La vox populi vuole che sia affetta da alzheimer da diversi anni e ridotta ormai ad un vegetale. Io non so immaginarla così, perciò credo che sia partita, magari si trova nella Vera Isola dei famosi, quella di cui congetturiamo l' esistenza con i fratelli del litorale: un' oasi felice nella quale si sono rifugiati Elvis, Jfk, Papa woytila e tanti altri in attesa di tempi migliori.

... ammazza ahò, però, quanto c' ha scajato da Sordi!

sabato, agosto 04, 2007


Anche Federica Sciarelli è andata in ferie, chissa dove. Godendosi un meritato riposo, allontandando le ansie accumulate nel corso di un anno colmo di tragedie, emozioni forti, palpitazioni, lacrime in diretta. Magari adesso è seduta su una comoda sdraio a fregene e divora rapita un libro di Luciano Canfora mentre il sole tramonta e gli ultimi bimbi rimasti vengono tracinati via a forza dalla spiaggia da mamme ormai distrutte dopo un' interminabile giornata di sole.

Cara Federica, aiutami a ritrovare il senso di questo blog, credo si sia perso momentaneamente, o forse è semplicemente in vacanza anche lui. In vacanza da angoscie e patemi, come i suoi frequentatori, che sicuramente saranno sdraiati sulla rena ormai umida cercando di allontanare tutti i pensieri dell' anno appena trascorso.

Insommma, Federica, se dovessi vedere il mio latitante blog oppure qualcuno degli assidui dello stesso, fammi un fischio.

Io sto più o meno qui, sempre da qualche parte.

martedì, luglio 31, 2007

Son soddisfazioni..


... Ed ho anche sconfitto il Panda sul go- kart.

Domani è l' ultimo giorno di Luglio: tenersi pronti per l' infiltrazione.

venerdì, luglio 27, 2007

The Venerdì


Soffro i postumi di una pastiglia contro la pressione alta ingerita per sbaglio, il mio ventilatore fa più acqua che aria, le zanzare hanno assunto dimensioni ciclopiche e sonnecchiano minacciose. Dovrei farmi la barba, ma preferisco sgargarozzarmi un pò di sano chinotto neri..

Ingredienti per quattro gatti: servire il venerdì lontano dal sabato.

mercoledì, luglio 25, 2007

Senza schema


Si, sto parlando proprio di una certa tipologia di parole crociate, forse la più complessa. Fino ad oggi non mi aveva mai attratto, o meglio: il mio rapporto con lei era come quello di una certa volpe con un certo tipo di uva. Ed oggi, invece, mi son detto: devo riuscirci. Prova che te riprova, il risultato finale è stato un successo. Mecojoni, direte voi; si, ce pò pure sta, ma volete mettere la soddisfazione? Fino a ieri ero convinto che io e le parole incrociate senza schema ci saremmo sempre odiati a distanza di sicurezza, invece oggi è nato un amore, rigorosamente sulle pagine della Settimana enigmistica.

Se poi volete vederci una metafora d' altro, non sarò certo io a limitarvi.

Buona serata!

1976



Aspettiamo ancora il sol dell' avvenire, accontentandoci di ammirare l' alba ad Ostia.

Ma andiamo avanti, col veleno e con il cuore sempre aperto.

Salute.

lunedì, luglio 23, 2007

De luneddì


Opporcatroia, dice, che è successo? Mah, si potrebbe dire che il portafogli rimase esangue, la panza funziona peggio del solito e sono più appiccicoso del vinavil. La situazione base è di per sè critica- crisi è ripiegamento, ma se mi piego mi spezzo perchè c' ho le ossa fraciche. Quindi potrei optare per il mare, ma è pieno di strana ggente piena de creme che se chiama da lontano " BELLAAAAA CHIIIIIIIII' !!!!". Cerchiamo di analizzare lentamente, ma non troppo, le opzioni: che faccio questo pomeriggio?

1) Apro il libro di Storia Greca;

2) Dormo un paio d' ore e poi aspetto stravaccato l' ora di cena;

3) Avvio la realizzazione del mio prossimo capolavoro grafico, una locandina per la campagna Pro- fumo sponsorizzata da una poco nota casa produttrice di Tabacchi;

4) Vado a Roma a trovare un mio amico .

Mentre scrivo ho già deciso. Nel frattempo si accalcano nel mio encefalo pensieri di cornetto algida e caffè con maionese( da degustare separatamente oppure tutti e tre insieme).

L' estate mi fa cagare, aspetto con ansia il mese di Dicembre e il ritorno in grande stile del mio cappotto da investigatore anni ' 50 accompagnato da fine coppola siciliana a quadrettoni rigorosamente di lana.

venerdì, luglio 20, 2007

Che te devo dì


Dice che è un tipo smilzo tendente al secco, gran fumatore e basso estimatore di se stesso a periodi alterni. Però è un grande appassionato della buona amatriciana, e dice che se non avesse avuto la scarlattina avrebbe fatto l' astronauta..

Ecco, se non dico un pò di stronzate dopo una giornata di canicola non sono contento.. E poi ho ritrovato questa bella foto nella quale sono ritratto nell' inedita veste di tecnico delle luci.

Dite una stronzata anche voi per concludere in bellezza la serata.

giovedì, luglio 19, 2007

Tra un frizzo e un lazzo...


Macchiatomi di assenteismo dal Blog per diverso tempo, torno a riaffacciarmi appena sveglio, in un giorno come un altro. Gran caldo, anzi, forte caldo, a coronare giornate particolari, difficili da raccontare. Giornate che lasciano il ricordo indelebile e un brivido di liberazione, rabbia e sigarette da masticare bestemmiando. E poi divento pure Dottore e lo dico solo agli intimi, a quelli che guardano nella mia stessa direzione e tra un abbraccio e un pianto mi viene voglia di riposare e di sorridere ai rami dei pini che si intrecciano e che sembrano danzare sullo sfondo di un cielo sempre più blu. Che tempo del cazzo, indimenticabile, che me lo porto dentro da oggi fino al sempre, per le strade da camminare, per il girovagare curioso e strusciante di superga sporche di bianco.
Pensavo di aprire un Blog. Poi mi sono accorto che non mi andava. Almeno per oggi. Ci penso ancora un pò e vi farò sapere. Non so quando e non so come ché tra numero indefinito di giorni la Prospettiva Tiburtina accompagnerà il mio andare in terra di fritto misto e bestemmie calibrate. Che il coraggio di camminare non vi manchi mai.

lunedì, luglio 16, 2007



Roma è stupenda durante l' inverno, chissà come sarà il prossimo.

Aspettiamo finisca il Luglio torrido.

sabato, luglio 07, 2007

Primo compleanno: sette sette duemilasette


Il primo compleanno di questo blog cade in un giorno che secondo molti ha una valenza quasi magica, essendo onnipresente il numero sette. Per me è un giorno come un altro, e di questi tempi i giorni tutti uguali sono particolarmente angoscianti, ma cerco di non perdere il buonumore.

Un anno di attività virtuale, un anno di vita reale: spesso le due cose si sono accavallate, confuse, hanno giocato, si sono rincorse, con esiti molto eterogenei. Tutto sommato, sono contento di aver aperto questo spazio, spesso l' ho disertato ma mai perso di vista. Non ringrazierò per nome tutti quanti, ma abbraccio tutti indifferentemente, conta solo il presente e il passato non è mai irricuperabile. Grazie a tutti i collaboratori che spesso sono stati la vera anima di questo blog, grazie infinite a chi ci legge e scrive e anche a chi non risponde ma osserva da lontano.

Questo blog è una delle tante facies della vita reale, e a volte mi ha aiutato a viverla in modo più spensierato. spero ci riuscirà anche d' ora in avanti, la vita è bella anche se fa male, e l' importante è essere amati e riuscire a restituire in mille maniere l' amore ricevuto. Anche se non ci sono riuscito spesso, anche se di cazzate ne ho fatte, credo tutto sommato di poter dire ancora tanto e voglio farlo nella maniera migliore possibile.

Perciò grazie ancora a tutti voi, che siete in questo blog e non solo.

Stateve bbuoni!

giovedì, luglio 05, 2007

La rivincita der Più


" Vorrei un paio di scarpe nuove" , disse Gesù al calzolaio. " Mi dispiace, maestà, ma non ne abbiamo più dellla sua misura!", replicò afflitto il calzolaio, rimasto improvvisamente a corto del modello preferito del principe, reebok nere ultimo grido. " E' un bel guaio, " replicò afflitto il povero Cristo, " sono rimasto senza calzature e francamente vorrei evitare di indossare i calzari, sono così demodè. E poi scusa, caro il mio calzolaro, vengo da te una volta all' anno e tu non hai neanche il buon gusto di farmi trovare ciò che cerco? Male, male, ragazzo mio..." . Il calzolaio ora sudava freddo: conosceva le abitudini del maestro, non era tipo da scatti d' ira improvvisi, non più almeno. Con l' età aveva imparato l' arte della vendetta servita fredda su un piatto d' argento; e le ritorsioni avevano qualcosa di apocalittico e sempre inaspettato. Chissà, magari sarebbero passati due anni, magari due giorni, magari due secoli. Ma il maestro sarebbe tornato tramite un suo emissario a riscuotere, lo sgarbo subito era inammissibile per uno come lui, abituato ad essere servito e riverito. Ora il calzolaio aveva perso la parola: riusciva solo a balbettare frasi incomprensibili, mentre l' Unto si allontanava con un sorriso cortese e lo sguardo di ghiaccio...

... Attesa e gelo, gelo e attesa. Nulla più.

Il calzolaio estrasse allora il suo revolver dal cassetto del bancone e, con gesto repentino...