Powered By Blogger

martedì, maggio 15, 2007

Vienem' ' n suonno..


E' moglio il sonno oppure il sogno? Se il sonno non è coadiuvato da escursioni oniriche è più riposante? Credete che la cena della sera prima influenzi i film che ci facciamo durante la notte, oppure sono i film che guardiamo in seconda serata a danneggiare la nostra ricerca di quiete vespertina? Rimane il fatto che c' ho sonno, pur avendo dormito bene e circa 7 ore filate. Ma più passa il tempo, più mi accorgo che il riposo è fondamentale, specie se contraddistinto da un lungo, totale black out sensoriale che mi accompagna fino al risveglio. Tanto più che i miei sogni sono solo incubi popolati da morti e cimiteri oppure da assassini che mi inseguono per uccidermi con sadismo.. Quindi cosa fare per eliminare quell' alone da zombi che mi contraddistingue alla vista per buona parte della mattinata? E come eliminare gli incubi? Interrogativi beceri, che comunque entrano bene nella bocca timidamente spalancata di Le Cannù..

... Occhio, ora ho molta più barba.. Se mi vedeste, potrei tormentarvi nel sonno!

domenica, maggio 13, 2007

Weary Blues

Sette minuti alle undici. Nella testa risuonano ancora le risate di una piacevole serata, ho sete, un timido mal di testa. Vibra il telefono, un messaggio: Non ricordo quanti sono, ma te li porti male. Roger.
Mi auguro un buongiorno tra un'abluzione e la ricerca di una maglietta adatta alla colazione. Un bacio materno, il forno custodisce qualcosa che sa di buono, intanto mi dedico ai cereali con il caffè/latte per iniziare la giornata con lo sprint giusto. La televisione vomita le immagini di piazze gremite, seguono commenti, io dico si, io dico no, io dico vaffanculo e cambio canale. Doccia, denti, qualche telefonata di congratulazioni, una musica bella e inaspettata. Esco per un caffè al bar della stazione, orde di bagnanti del maggio si avviano in direzione spiaggia libera, ancora telefonate, qualche messaggio. E' quasi l'ora di pranzo, apro la porta, i parenti festanti si sono moltiplicati, auguri, grazie, un pò più vecchio, eh si fa quel che si può... Pasta al forno, pomodori e riso, vitel tonnée, vino bianco, mi passi il pane, no il formaggio non mi va grazie. Due chiacchiere, che poi diventano quattro e ritornano ad essere due perchè si inizia ad avvertire un certo abbiocco. Sigaretta in balcone, il mare è calmo, mio padre scruta l'orizzonte, non ci sono nuvole. La torta sembra buona, ci sono le fragole, a me piacciono le fragole, le candeline ci sono tutte, passami l'accendino, siamo pronti, 1-2-3 vai con lo spengimento, no aspetta la foto non è venuta, ripassami l'accendino allora, vado?, vai, 4-5-6, olè, baci e abbracci. La torta è buona, l'aspetto non ingannava, lo spumante è troppo dolce, vabbè quanto rompi il cazzo, no era così per dire... Regali, buste e bustine, con questi ci compri il gelato, mah... con questi in realtà ci compro la gelateria. Caffè? si, grazie. Allora quanti? uno, tre, cinque, sei. Sei allora, no anch'io scusa, allora sette. C'è il gran premio, pochi giri e gli zii crollano nelle morse della pennica, qualche messaggio augurale, se rispondo a tutti questo compleanno mi costa una tombola, uno squillo credo che possa bastare. Il pomeriggio avanza, chi non dorme ha l'aria di chi lo farà presto. Mi affaccio in salone, tossisco piano, qualcuno solleva le palpebre, ne approffitto per salutare, io esco con qualche amico, va bene, ciao, auguri ancora, grazie, un bacio generale.

Amici al solito locale, un caffè americano, due grazie, facciamo tre, per me caffè normale, l'americano too bevi te, si in effetti è un pò una purga. Vabbè, allora domani andiamo in onda, scriviamo la scaletta così diminuiamo le possibilità di entrare nel panico. Consulti, tempi, questo così, qui ci mettiamo questo, poi un pò di musica, si mi sembra buona, mah... si, alla fine si. Il caffè è finito, facciamo due passi, si sta bene, passeggiata al parco, bambini strillanti, mamme attente agli spostamenti dei pargoli. Troviamo un muretto isolato, chi si sdraia, chi si siede, chi fuma, chi propone un programma serale. Un paio di telefonate, quelle degli auguri pomeridiani, si grazie, eh... si siamo stati a pranzo a casa, ora sto in giro con un pò di amici, grazie, anche a te, un bacio, ciao. Torniamo alle macchine, torniamo a casa che ci sono delle cene da consumare e questa assolata giornata sta per finire. Allora stasera? facciamo che ci sentiamo dopo, ci aggiorniamo a più tardi, va bene, ciao.

La cena è leggera, uno stuzzicare per evitare rimorsi alle undici, esco in balcone, si sta bene, poche macchine, un odore sottile di pesce alla brace, la pineta è una macchia scura, c'è ancora un pò di luce e sono arrivate anche le zanzare. Le gambe chiedono rilassamento, mi sdraio due minuti, il letto è fresco, accendo lo stereo, c'è una musica, una voce di donna, una bella voce di donna. Bella e inaspettata.

martedì, maggio 08, 2007

N'antra vorta ON AIR


Dopo il successo della puntata numero O, questa sera, dalle ore 23.00 alle ore 24.00, torna Cafè Absurd on line sulla web-radio di www.broadcastitalia.it
Seguiteci perchè come già detto in precedenza siamo bravi, belli e continuiamo ad essere incensurati...

domenica, maggio 06, 2007



Molti di voi avranno visto la clip riportata sul seguente link: http://europa.tiscali.it/futuro/speciali/bozzetto.html. Nonostante sia divertente ogni volta che la vedo mi viene un pò di tristezza. Quando cambierà tutto questo? Quando riusciremo ad essere un popolo degno del rispetto altrui? Mai...specialmente se continueremo a farci pubblicità con questi loghi osceni (vd sopra).

P.S. La benzina negli ultimi mesi è aumentata in modo vertiginoso nonostante il prezzo del petrolio sia sceso: ho pensato, quindi, di indire uno "sciopero della maghina"; la data, la si dovrebbe scegliere insieme. Quanti di voi sarebbero disposti a rinunciare all'automobile per qualche giorno? Quante persone si potrebbero coinvolgere? I francesi sono riusciti a far scendere il prezzo della carne semplicemente non comprandola; potremmo fare lo stesso con la benzina!Fatemi sapere, l'adesione è gratuita...

Un saluto a tutti,

Bisca incazzato

sabato, maggio 05, 2007

ON AIR


Gentili lettori bloghettari, amici tutti vicini e lontani, gente di mare che se na va dove gli pare dove non sa, questa sera dalle ore 22 alle ore 24 andrà in onda sulla web-radio di www.Broadcastitalia.it la puntata numero O di Cafè Absurd, trasmissione di carattere cazzereccio dagli spunti ironici e del tutto improvvisati a cura di Sgamas, Bisca, Higuerra, Scalia e del piccolo LeCannù, improvvisamente scomparso in questo Sabato primaverile. Ascoltateci numerosi perchè siamo giovani, bravi, belli ed incensurati.
Con l'augurio che vanno tutte cose buono,
il Collettivo ricreazionista 29 Settembre.

Quesito sacro


Cosa sta facendo Gesù?

a) Sta indicando alll' ufficio oggetti smarriti la lunghezza del suo cane bassotto, tale Barabba;

b) Si arrende ai cattivi diessini di scuola dalemiana che lo hanno pizzicato da solo in cortile col cestino della merenda;

c) Fa esercizi di respirazione dopo l' ultimo attacco di asma bronchiale;

d) E' in attesa che gli caschino le braccia, dopo aver assistito impotente alla capitolazione dei suoi attributi di fronte all' idiozia del clero.

e) altro;

f) un altro ancora;

g) portece n' antro litro.

May on my mind


Chiudo gli occhi e il primo pensiero che Maggio pesca nei miei ricordi è quello del parco della Caffarella. Verde che si espande a macchia d' olio, con le sue radure ed i suoi angoli silenziosi tra il rumore discreto dell' Almone che scorre da timida marana qual' è , ed il muggito delle vacche in lontananza, verso la vaccareccia, un casolare ottocentesco dove ancora si pratica allevamento bovino e suino, a pochi passi dal centro di roma e ad uno sputo dal parco dell' appia antica. Spesso mi caricavo lo zaino in spalla e pedalavo sulla mia bici alla ricerca di un angolo che fosse solo mio, dove avrei potuto studiare senza fastidi e fumare almeno sei sigarette in santa pace, noncurante dei pollini che avrebbero aggredito le mie narici e mi avrebbero fatto lacrimare come un bimbo alla prima visione di " E. T". Questo succedeva sino a non molti anni fa, e sento la mancanza a volte di quei momenti in cui non avevo nemmeno il pensiero di un cellulare che mi rendesse reperibile ai miei genitori. Ero lì e basta. Ed ero al contempo in molti luoghi, tutti al riparo dal frastuono, ma nessuno di essi era un ouk topos. Quelli sarebbero venuti in seguito, col loro carico di autunni e inverni senza apparenti sbocchi. Ora la primavera è qui, e la sento, ne faccio parte e la mia vita è davvero piena di potenzialità.

Ma spesso ho voglia di Caffarella,

che ci posso fare?

giovedì, aprile 26, 2007

Onda su onda

Oggi sembra settembre. Una giornata a tratti nuvolosa, qualche straccio di sole, temperatura da bermuda e maglietta puro cotone, poca gente sulle spiagge, mare calmo dipinto a tonalità di blu+azzurro+verde. Oggi sembra sttembre e a me i colori di settembre piacciono, mi rilassano e mi riconciliano con il mondo, anche quando un coatto antico mi taglia la strada sul lungomare con conseguente rischio di ammazzare un ciclista+coppia di anziani+ me stesso. In questa giornata che sembra di settembre succede che mi chiama Peppino Corona, dice che sta in radio, che sta facendo delle prove tecniche di trasmissione, che mi sta per mandare in onda.

- Ah Peppì senti na cosa... ma non ti sembra settembre oggi?
- A Scalì, ma che stai a dì... beh però è vero sembra un pò settembre oggi... si vabbè, ma che ce frega mo de settembre... ora vai in onda.
- In onda? E che devo dì?
- Te famo un par de domande su quella trasmissione che devi fà... così, tanto pe chiacchierà, pe vedè se er telefono è collegato bene...
- Er telefono? Ma chiama er tecnico...
- A Scalì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo...

In effetti mi fanno qualche domanda su questa trasmissione, su chi c'è e chi non c'è, su chi la conduce e di cosa tratta. Si parla per un pò, racconto del progetto, di Sgamas, Higuerra, Bisca e LeCannù, dico che inventeremo qualcosa, che sarà divertente e che nessuno si azzardi a prenderci sul serio. Poi ci salutiamo, Peppino mi richiama e dice che è andata bene...

- Ah vi piace il progetto...
- No no... er telefono funziona
- A Peppì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo. Il progetto va bene, ci sentiamo...
- Peppino...
- Eh...
- Ma nun te pare settembre?
- Hai rotto er cazzo Scalì...
- Ciao Peppì

E quindi, dal sito Broadcastitalia.it tra poco tempo le voci di alcuni coraggiosi rimbalzeranno nella rete e nell'etere con una trasmissione dal titolo Cafè Absurd. Cosa ne uscirà è un piacevole mistero, ma di qualunque cosa si tratti, sarà roba di un certo livello.

P.S Il sole sta tramontando sull'orizzonte ostiense. Sembra proprio la fine di una giornata di settembre.

venerdì, aprile 20, 2007

The times they are a changin'


Quando i portuali di Livorno fanno da scorta all'ex Presidente del Consiglio, quando l'ex Presidente del Consiglio si siede in terza fila durante il Congresso del più grande partito della "sinistra" dopo essere stato timidamente applaudito al suo ingresso, quando ognuno dice una cosa diversa dall'altra ma per un'alchimia sconosciuta ai comuni mortali tutti sono d'accordo, è inevitabile prendere atto che c'è qualcosa che sta cambiando. In meglio... in peggio... ad ognuno il suo lavoro d'immaginazione, di analisi politica sulla base delle sue personali convinzioni. Il punto fermo in questo marasma di accoppiamenti di partiti, simboli, nomi ed incarichi è che qualcosa si sta muovendo. I più esperti aggiungono che questo qualcosa si stia muovendo verso il "centro". Il "centro" della politica è una specie di zona senza traffico limitato dove confluiscono tutti coloro che abbracciano il "riformismo moderato". Dato che il politichese è un linguaggio fatto di parole che non vogliono dire un accidenti, per capirci qualcosa di più, ieri ho deciso di farmi male e dedicare trenta minuti della mia giovinezza a Piero Fassino, il segretario degli scomparenti DS. L'ho visto male, pallido in volto, scavato forse dalla tensione, ma abbastanza convinto di ciò che andava dicendo alla numerosa platea di colleghi, giornalisti e delegati. Ho ascoltato solo gli ultimi trenta minuti del suo discorso, ma con pazienza mi sono poi riletto tutta la parte che avevo mancato. Ha parlato tanto Fassino, e dopo un'accurata analisi sono giunto alla conclusione che non ha detto un cazzo. Il suo compito era quello di spiegare perchè e come sta nascendo questo "Partito Democratico", nuovo soggetto politico dalle grandi ambizioni, futuro faro della politica riformista italiana. Ha raccontato che c'è la "necessità storica" di questo essere mitologico metà ex-comunista e metà ex-democristiano, un "partito aperto, partecipativo, democratico di nome e di fatto". Ha ricordato la necessità di entrare nel PSE (Partito Socialista Europeo), ha fatto gli auguri alla candidata socialista Ségolène Royale per le elezioni in Francia, ha detto che bisogna essere laici, ma aperti al dialogo con le altre culture e religioni, ha detto che il "Partito Democratico è pensato per chi nel 2010 avrà vent'anni...", io quindi sto già oltre il termine stabilito. Tutto questo pappone condito da parole vuote, senza significato, mancanti di una seppur minima e sbiadita ombra di concretezza. Si è spesso rivolto alla folla con un "Care Compagne, cari Compagni"... compagni de che? mi sono detto... Ma si va al "centro" o si rimane ancorati alla Festa dell'Unità con la birra annacquata e il concerto gratis degli Inti-Illimani? Compagni un cazzo a Piè... vai da Dini, Rutelli, Castagnetti, Marini... D'Alema... e prova dirgli "Compagno...", vedi che ti rispondono. Comunque Piero l'ha sfangata, ha oscillato tra il valore della tradizione della sinistra per i nostalgici di Berlinguer ed il nuovo che sarà. Non ha detto un cazzo... ma l'ha detto bene, come solo i politici sanno fare. Mazzo di fiori, abbraccio con D'Alema, mani levate al cielo, no sei più bravo te, ma dai è tutto merito tuo, si ma come parli bene, ma Mussi 'ndo sta? Come? S'è dato!? Ahhh, annamo bene...

Oggi è iniziato anche il Congresso della Margherita, il Partito che con i DS andrà a costituire il grande PD. Ha parlato Prodi e ha detto che a fine legislatura se ne andrà lasciando lo spazio ai giovani (e a quanto pare i giovani si chiamano Wolly Ualter Veltroni), ha snocciolato qualche cifra sull'economia, sull'operato dell'esecutivo, sul coraggio del progetto del PD ecc... E' stato poi il momento del grande capo della Margherita Cicciobello Rutelli, che al "centro" ci sta come un pesce nell'oceano. Anche lui ha usato bellissime parole piene di niente come "Saremo il Partito in cui l'io conterà molto, ma riscopriremo la gioia e la felicità di saperci riconoscere nel noi", oppure "Saremo il Partito che non toglie per l'interesse del presente, la parola al futuro". Si è poi soffermato sul rapporto Stato-Chiesa, sottolinenando il ruolo importante che quest'ultima ricopre nella nostra società, ha ricordato un suo incontro con Giovanni Paolo II, ha fatto gli auguri a François Bayrou candidato dell'UDF alle elezioni in Francia e ha fatto intendere che il PD nel PSE non ci entrerà mai. Con il PSE meglio un'alleanza esterna, un pò più distaccata, che se ci stanchiamo magari ce ne andiamo. Ha parlato poi dell'ambiente, della bioetica e anche lui si è soffermato sui giovani, su ciò che il PD deve rappresentare per le nuove generazioni. Ad applaudire con calore Prodi e Marini. 148 anni in due.

Da questa due giorni di Congressi tra querce e margherite, in questa selva di voci, idee, valori e proposte ognuna diversa dall'altra, sembra che ci siano tutti i presupposti per iniziare una bella ed unitaria esperienza politica; direi che l'Italia ne sentiva proprio la necessità.
La settimana scorsa si sono svolti anche i Congressi dell'UDC e dello SDI. Al Congresso dell'UDC l'unico incensurato presente era il tizio che ha montato il palco, mentre al Congresso dello SDI si è finalmente giunti alla creazione di un nuovo soggetto politico. Il PSI.

Pensieri stupidi

Ieri mattina in metropolitana avevo fatto un pensiero stupido.

Pensando alla strage del campus in Virginia, in cui un tipo è entrato indisturbato in un campus e ha ammazzato 32 persone, mi era venuta in mente una battuta di humour piuttosto nero. Che la colpadella strage in realtà non era del fatto che il tipo in questione avesse potuto procurarsi con tanta facilità delle armi automatiche e dei caricatori da svuotare a raffica su chiunque stesse là dentro, bensì del fatto che, se tutti gli studenti e i professori fossero stati forniti di altrettante armi, si sarebbero potuti ben difendere e ammazzare il tipo in questione. Il problema, insomma, è che negli Usa è troppo difficile procurarsi un'arma: fosse stato più facile magari sarebbero morte solo 4 o 5 persone, prima che si scatenasse un bel tiro al bersaglio contro il pazzoide.

Che cretino che sono. Riesco a fare del sarcasmo anche di fronte a una tragedia come questa.

Ieri sera il telegiornale ha detto che il mio pensiero stupido, è stato formulato pubblicamente, probabilmente in modo più elegante del mio, da un tale Tom Kaine, governatore democratico della Virginia.

Non ho trovato conferme di questa dichiarazione su internet, e spero di essermi sbagliato, di aver capito male. Ma qualche esponente politico americano in ogni caso l'ha detta sta stronzata. E che lo abbia detto pubblicamente lui o un'altra persona, non cambia molto.

mercoledì, aprile 18, 2007

Stipendio


Ieri ho preso il mio primo stipendio, con tanto di assegno. Ero convinto mi avrebbero pagato con banconote di piccolo taglio come si usa nei film di malavita, e invece ho avuto una sorpresa.. L' importo ammonta a circa quattrocento euri, e ammetto candidamente di non averli mai visti tutti assieme( devo ancora cambiare l' assegno, quindi non è ancora detto che li veda...). Avevo pensato di investirli nel narcotraffico, magari avviando un piccolo commercio di stupefacenti. Potrei comprare una buona partita di hashish, rivenderla al dettaglio e investire di nuovo i proventi nel ramo della droga pesante. Comincerei tra mille difficoltà, dovendo districarmi tra le maglie asfittiche del mercato della delinquenza organizzata. Potrei, a questo punto, comprare un discreto quantitativo di armi e foraggiare un piccolo esercito personale, che impiegheri nel banditaggio e nei sequestri, e contemporaneamente corteggerei il contrabbando di sigarette, cercando di coinvolgere il vaticano nei miei affari, giusto per creare qualche risvolto interessante ai limiti del romanzesco.
Oppure potrei semplicemente dare fuoco alle banconote per sottolineare il mio disprezzo nei confronti del mondo capitalistico, ma rimarrei di nuovo povero in canna seppur magari appagato ideologicamente.
Accetto consigli, nel frattempo vado a farmi una pennica che è meglio...

sabato, aprile 14, 2007

Er palo dell'amore II


Oggi è un triste giorno. E' accaduto ciò che alcuni temevano da tempo, è accaduto di pomeriggio sotto gli occhi di giovani innamorati attoniti, è accaduto in uno sferragliamento di metalli zincati e lucenti sotto un amaro sole di primavera. Er palo è crollato. Non ha retto il peso dell'amore, non ce l'ha fatta a sopportare la responsabilità di custodire la promessa di centinaia di amanti. Laura+Guido 4ever, Cioccolatina&Cioccolatino 10-04-2007, Topino+Sorcetta e con loro tanti altri, si sono sfracellati sui sanpietrini di Ponte Milvio in un'orgia di dolore che non può non lasciare indifferenti. Un pomeriggio di disamore, che fa male alla poesia e al sentimento. Quando si è sparsa la notizia in molti non volevano crederci ed hanno rifiutato la dolorosa realtà pur non riuscendo a trattenere le lacrime. Due giovani innamorati hanno passato tutto il pomeriggio a vegliare i resti del palo ormai monco. Lui abbraccia la sua lei e cerca di consolarla, poi si fa forza e dichiara commosso: "Siamo passati qui ieri sera come facciamo spesso, stava bene, siamo stati vicino a lui per un'oretta, sembrava tutto normale come al solito e invece oggi...". I vigili del fuoco avevano controllato periodicamente lo stato di salute del palo constatando una robustezza all'altezza della situazione, ma purtroppo si sbagliavano. I lucchetti hanno continuato a crescere a grappoli ed il peso è aumentato fino al drammatico pomeriggio di ieri. Già qualche tempo fa alcuni insensibili avevano staccato dei lucchetti ed era stata aperta un'inchiesta che aveva visto la partecipazione di tutte le forze dell'ordine con conseguente polemica politica. Oggi non ci sono scapoli invidiosi da cercare, oggi si fanno i conti con il destino crudele, un destino che va accettato seppur con dolore. I lucchetti, quei simboli d'amore inossidabile sono stati portati all'ufficio del decoro urbano dove sono attesi gli innamorati per il riconoscimento ufficiale. Probabilmente alcuni lucchetti, i più sfortunati, sono andati perduti per sempre sul fondo del Tevere in un eterno Io e te tre metri sotto all'acqua.

Il sindaco di Roma Wolly Ualter Veltroni, colpito dal tragico evento ha fatto sapere che i lucchetti recuperati verranno conservati in Campidoglio ad imperitura memoria.

mercoledì, aprile 11, 2007

La legge della musica

Oggi pomeriggio ho incontrato un mio vecchio compagno di scuola, di quando facevo il Liceo, di quando leggevo il giornale nascosto all'ultimo banco-fila-di-centro, di quando all'ora di religione si finiva a parlare dell'aborto, di quando mi incazzavo e mandavo a fare in culo una dozzina di persone in classe, di quando oggi c'è ginnastica si vabbè ma a me la pallavolo me fa schifo fermasse un'oretta a pià er sole in giardino no eh..., di quando mi sarò fumato un considerevole quantitativo di sigarette in bagno, di quando vengo volontario all'interrogazione di matematica che così me tolgo sta rottura de cojoni, di quando il caffè della macchinetta faceva il suo effetto devastante e il bagno dei professori diveniva un'alcova commovente, di quando l'interrogazione orale di latino e greco era una passeggiata di salute, di quando ero in gita ad Atene mentre scoppiava la guerra in Iraq, di quando era qualche anno fa, che poi non sono molti, ma abbastanza per giustificare il lento oblio di nomi, cognomi, facce e compleanni di un indefinito numero di persone che vedevo tutte le mattine. Oggi dicevo, incontro questo ex-compagno di scuola, uno che non ho dimenticato perchè è sempre stato un tipo particolare, tendenzialmente allegro e spiritoso. Quando iniziammo il IV Ginnasio già studiava pianoforte con risultati straordinari; chi lo aveva sentito suonare parlava di lui come di un vero fenomeno della tastiera ed io mi fidavo perchè aveva quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così di chi se la suona, se la canta e in culo a tutto il resto. Lo ascoltai per la prima volta solo alla fine del I Liceo, durante una specie di spettacolo di fine anno. Fu invitato dalla Preside sul palco dell'aula magna e così, tra un frizzo e un lazzo, senza spartito e per far felice la babbiona, tirò fuori un paio di notturni di Chopin. Lo studio al Conservatorio ed il Liceo erano però troppo impegnativi se fatti contemporaneamente e a buoni livelli; decise così di abbandonare latini e greci statali per iscriversi ad un Liceo privato che gli permettesse di continuare a studiare più intensamente la musica. Ci perdemmo di vista, ogni tanto qualche amico in comune mi parlava dei suoi progressi e nel tempo ho sempre pensato a lui come ad un futuro grande pianista, uno di quelli che un giorno vedi la sua foto sulla pagina degli spettacoli e dici "Io con quello ci andavo a scuola". Mentre mi diplomavo ed iniziavo l'Università, lui si diplomava al Conservatorio con il massimo dei voti ed ho creduto fino ad oggi che avesse iniziato a costrursi un suo percorso di vita e di musica ad alti livelli. Oggi me lo vedo davanti, lo abbraccio, un ciaocomestaimortaccimadaquantèchenunsevedemo e noto subito un'incredibile somiglianza con Rino Gaetano. Riconosco anche la ragazza che è con lui, ex-compagna di classe a sua volta, sicuramente la più simpatica compagna di classe che io ricordi, nonchè mia misericordiosa salvatrice durante le versioni di latino e greco. Si inizia a chiacchierare e viene fuori che a causa della mancata attuazione di alcuni decreti di una legge del 1999 (relativa all'equipollenza del Diploma di Conservatorio alla Laurea), il suo Diploma di vecchio ordinamento conseguito al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti, non è riconosciuto al pari di una Laurea Universitaria di secondo livello e di conseguenza in campo europeo il suo lavoro ed i suoi studi valgono zero. Per ovviare a tutto questo è stato costretto a seguire un corso integrativo dalla dubbia validità, dalla misteriosa durata e dall'alto costo tassativo. Una vita di Chopin, Mozart, Bach, Beethoven, cazzi e mazzi per vedere il lavoro di tanti anni appeso ad un assurdo legislativo. Rimango stupito, lui mi racconta amareggiato questa situazione indegna, e allo stupore subentra l'incazzatura per l'ennesima dimostrazione di come questo paese non abbia il minimo rispetto e nutra la più assoluta insensibilità nei confronti di tanti giovani dalle grandi capacità, che rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Popolo di Santi, Poeti, Navigatori e amministratori refrattari alla cultura. Parlo ancora un pò con lui e con la ragazza, ci fumiamo una sigaretta, sono contento di rivederlo e sento di provare nei suoi confronti tanta ammirazione per quello che sa fare quando vede i tasti bianchi e neri, per la caparbietà che lo spinge giustamente a fronteggiare un sistema sbagliato, odioso. Ci ricordiamo del tempo del Liceo, di quando imitavo De André con tanto di occhio semichiuso, di quando i bigliettini con le traduzioni delle versioni viaggiavano veloci da un banco all'altro, di quando non credevamo che i sogni potessero inciampare su un decreto legge.


sabato, aprile 07, 2007

Un pezzo da cinque

- Quando tornerai verso Oriente, goditi il tempo di quella felicità, fino in fondo e senza tregua -

Così parlò Roger prima di alzarsi, prima di lasciar cadere un pezzo da cinque sul tavolino unto, prima di sfiorare la mia spalla e dire arrivederci. Ascoltai i passi allontanarsi e perdersi nel rumore del traffico di passaggio. A quel punto ero un uomo solo seduto al tavolino, ed un uomo solo seduto al tavolino è una scena triste, tra le più amare, con un pezzo da cinque pronto a decollare alla prima folata di vento e tutta una serie di pensieri che arrivano in ordine sparso a chiedere un pò di attenzione. Una scena in bianco e nero insomma, ma un bianco e nero antico, di quelli che non ne fanno più come una volta, di quelli che dici "Però, che bianco e nero antico, sembra quasi grigio". Nulla di nuovo, c'ero già passato e non solo io. Con qualche collega di assurdità ero stato campione regionale a squadre di bianco e nero. Poi ne ero uscito, perchè alla lunga era diventata una rottura di coglioni e mi ero buttato sui toni più caldi, roba di rosso, arancione, a volte giallo, senza ottenere un gran successo. Però la vecchia passione a volte tornava ed eccomi seduto al tavolino, un pezzo da cinque, Roger assente e le sue parole che ronzavano ancora nell'aere a me circostante. L'Oriente... Roger la sapeva lunga e la sapeva tutta perchè gliel'avevo raccontata, perchè aveva individuato i cardini del discorso e se Roger indivuduava i cardini del discorso sentenziava una soluzione semplice, potente come un rutto e tendenzialmente giusta. L'aveva capito Roger che si potevano annullare le distanze, che guardare lo stesso mare da due coste differenti non è impossibile, che i gabbiani disegnano le stesse traiettorie e richiamano i soliti pensieri anche se volano in cieli diversi. Roger l'aveva capito che la felicità bisognava godersela, ma che soprattutto necessitava di una preventiva ricerca, imprevisti compresi. L'aveva capito Roger, perchè gli avevo raccontato la mia storia, perchè gliel'avevo raccontata tutta e perchè in mezzo a quella storia c'era un nome che Roger amava, ed io più di lui.
- Posso portare via? - disse raggiante la cameriera.
- Si, grazie... lasci però il Bitter, che il rosso con il bianco e nero ci sta bene -
- Prego? -
- Niente... scusi, pensavo a voce alta -
- Ah... - Se ne andò trattenendo una risata del tutto comprensibile.
Arrivò anche la folata di vento e con repentino gesto evitai il decollo del pezzo da cinque. Lo strinsi con due dita, guardai la firma elegante del governatore, numeri di serie gettati a casaccio e poi una scritta a matita... Purg. - XXX - 22-39. Roger la sapeva lunga, la sapeva tutta ed era un poeta, uno che le cose te le faceva raccontare dai versi...

Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l'altro ciel di bel sereno adorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che, per temperanza di vapori,
l'occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio che già cotanto
tempo era stato che a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza.

giovedì, aprile 05, 2007

Bwona Paskwa...


.. A tutti i ciofani di puòna folontà, a tutti i vecchi inkartapekoriti kumm' ammé. Cerkate ti non kopularen troppo nel ciorno di paskwa, altrimenti ve s' arimpone tutto er pasto domenicale... Ci fetiamo presto su kwesti skermi, io fato lontano ma fi porto zempre nel mio kwore.. Viva Dio, viva Gesù, viva i ravioli al sugo e i missili rotanti di gundam!

KippeKoppeFefè, balù!!

martedì, marzo 20, 2007

Giusto di questi tempi.. Trent' anni fa.


L' 11 Marzo del 1977 lo studente Francesco Lorusso viene ucciso a bologna, durante scontri tra autonomi e forze dell' ordine degenerati dopo i tafferugli seguiti all' occupazione ciellina della facoltà di anatomia. Autonomi e giovani democristiani si erano fronteggiati, erano volate parole grosse, qualche schiaffo, fino all' intervento della polizia che sgombera cento studenti di sinistra dalla facoltà. Sembra tutto finito, quando cominciano a volare molotov: panico e sgomento, un giovane carabiniere di leva, Massimo Tramontani, di anni 22, spara diversi colpi all' impazzata tra la folla confusa nella cortina dei fumogeni: Francesco LoRusso è colpito al petto e morirà poco dopo, accasciandosi al suolo.
Con questo grave fatto di sangue si apre il ' 77, un anno che molti hanno paragonato al ' 68 ma che da esso si discosta per ragioni molteplici: il primo nasceva da un' istanza globale di rinnovamento e di emancipazione, il secondo muove prettamente da ragioni di ordine polito- economico- sociale tutte legate al contesto italiano: recessione, scarsa mobilità sociale. il Primo movimento aveva visto operai e sudenti lottare fianco a fianco, il secondo vede schierati i secondi contro i primi ed in generale verso il PCI e la sinistra parlamentare, colpevole di predicare la linea dell' austerità ad una generazione di futuri precari, una generazione trasversale di studenti borghesi e sottoproletari, accomunati dalla rabbia verso un partito chiesa ormai conservatore e reo di disconoscere dignità di lavoratori agli studenti, ai futuri ( dis) occupati. Lo stato è retto da un monocolore Andreotti con l' astensione- appoggio del PCI, ministro dell' interno è Francesco Cossiga; impazzano le brigate rosse mentre a Torino si svolge con estrema difficoltà il processo a carico dei suoi padri fondatori, tra cui Curcio e Franceschini: l' avvocato Croce, incaricato di costitutire il collegio per la difesa dei brigatisti, viene trucidato.; tra i giornalisti, vittima illustre Carlo Casalegno de " la Stampa".
Sembra un crescendo rossiniano di viloenza destinato a non interrompersi, questo 77: il disagio tra gli studenti è fortissimo, il segretario della CGIL Luciano Lama viene aspramente contestato dagli studenti alla Sapienza di roma. Esponenti operai del servizio d' ordine si picchiano con giovani universitari di sinistra. Il 12 Maggio i radicali di Pannella indicono una manifestazione per celebrare i 3 anni dal referendum sul divorzio, nonostante l' esplicito divieto di cossiga a qualsiasi forma di assembramento di piazza in seguito all' omicidio dell' agente Passamonti durante gli scontri del 21 aprile. Scoppiano tafferugli in diverse zone del centro, poliziotti in borghese dai capelli lunghi e jeans lisi si mescolano alla folla, il corteo dei radicali viene incalzato dagli autoblindi della questura su ponte Garibaldi, i manifestanti fuggono per piazza Belli. Uno sparo improvviso dal centro del ponte e la studentessa diciannovenne Giorgiana Masi si accascia a terra, colpita alla schiena. Muore.
Ancora a Roma, pochi mesi più tardi.
Walter Rossi sta distribuendo il quotidiano " lotta Continua" assieme ai compagni della Balduina, noto covo di neofascisti del rango di Alessandro alibrandi e dei fratelli fioravanti. Sono circa trenta ragazzi e risalgono via delle medaglie d' oro sotto lo sguardo degli agenti in borghese che li dissuadono dal proseguire per la presenza di alcuni fascisi agguerrriti. Mentre walter e i compagni stanno retrocedendo, giunge voce di un' aggressione ai danni di alcuni di loro, Walter ed altri accorrono per verificare, per capire, ma si trovano di fronte un gruppo di giovani di estrema destra: urlano slogan di patria, onore e tradizione, ed uno di loro grida: " spara, spara! ". Uno dei fascisti si inchina con calma e spara 4 copli di calibro nove: Rossi è colpito alla nuca. Muore a vent' anni. Il presunto assassino, Alessandro Alibrandi, sarà ucciso alcuni anni più tardi in uno scontro a fuoco con la polizia.

Ecco, il 77 non è stato solo questo, è stato per alcuni versi molto peggio, eppure è stato forse l' ultimo anno in cui le coscienze di molti giovani, seppur in maniera assai più confusa e rabbiosa del solito, hanno tentato una risposta estrema al disagio crescente che non otteneva risposte né dalla sinistra berlingueriana e tantomeno dalle istituzioni, che bollavano tutto e tutti come" terroristi, squadristi". Le risposte, quando ci sono state, spesso non hanno centrato il bersaglio o lo hanno fatto in maniera letterale. Spesso l' eroina ha avvolto con l' oblio il risentimento.

Pochi della mia generazione sanno cosa sia successo, io stesso forse non so nemmeno raccontarlo, ma comunque ci ho provato.

P. s.: l' agente Tramontani, in virtù della legge Reale, non è mai stato incriminato per omicidio. E' valsa l' opzione della legittima difesa.
Gli autori dell' omicidio di Giorgiana Masi non sono mai stati individuati.

venerdì, marzo 16, 2007

Ventiseiagostoduemilaquattro

Sono ore d'ansia. I giornali, i siti internet, radio e televisioni riassumono in questa breve frase il crogiuolo di emozioni che si accavallano ad ogni "ultim'ora". Le dichiarazioni si inseguono, le richieste di silenzi stampa sono comprensibili, le telecamere sotto casa della moglie del sequestrato mi sembrano una cazzata. Ma d'altronde in queste situazioni sembra che non si possa fare a meno del giornalista che chiede al parente di turno pallido e stanco: "Come si sente?". E come mi sento brutta testa di cazzo? Dimmi... secondo te come mi sento? Comunque, per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, il Governo Italiano ha attivato quelli che vengono detti canali, ovvero contatti, mediazioni a livello politico, ma anche e soprattutto lavoro di Intelligence (termine molto usato negli ultimi anni) e quindi Servizi Segreti, operatori ufficiali e non, presenti nei territori "caldi". Mentre scrivo, l'ultima notizia racconta dell'uccisione dell'autista di Mastrogiacomo e di una proroga dell'ultimatum che i Talebani avevano lanciato ieri. Non voglio ergermi a conoscitore delle dinamiche che regolano lo svolgimento di queste situazioni delicate, non ne ho la presunzione e quindi, come buona parte degli italiani (e non solo, viste le numerose firme di persone straniere che hanno sottoscritto l'appello per la liberazione del giornalista) seguo lo scorrere degli eventi sperando che Mastrogiacomo possa tornarsene a casa. La riflessione che ho fatto in questi giorni è stata piuttosto rivolta a ciò che, come paese, abbiamo già vissuto altre volte nel corso di questi anni di guerra. Dopo una breve ricerca ho scoperto che gli italiani rapiti in Iraq ed in Afghanistan dal 2002 ad oggi sono stati parecchi. Alcuni di questi sono tornati a casa, liberati grazie a blitz militari o sotto probabile (molto probabile) pagamento di un riscatto mai ufficializzato dal Governo. Tra le persone rapite alcune sono rimaste maggiormente impresse nella memoria collettiva perchè diventate protagoniste di una fine vigliacca o di un ritorno rocambolesco. Parlo di Fabrizio Quattrocchi, operatore di sicurezza privata, giustiziato in Iraq inconsapevole del rischio di girare con un mitra in un paese in guerra e dimentico che un italiano muore come un russo, uno svizzero o un brasiliano; parlo di Giuliana Sgrena, giornalista del "Manifesto", rapita in Iraq e tornata a casa nonostante il fuoco amico degli americani che è costato la vita a Nicola Calipari, agente del SISMI; parlo delle due Simone, rapite in Iraq e liberate dopo 21 giorni di prigionia. Insieme a Quattrocchi furono rapiti dalle "Falangi di Maometto" e poi liberati con un blitz delle forze della coalizione anche Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. In Afghanistan prima di Mastrogiacomo sono stati due i casi di sequestro finiti con la liberazione degli ostaggi: Clementina Cantoni, cooperatrice di una ONG e il giornalista Gabriele Torsello. Ancora in Iraq vennero rapiti ed uccisi l'imprenditore italo-iracheno Ayad Anwar Wali e Salvatore Santoro, cittadino italiano che viveva in Gran Bretagna. Oggi in Afghanistan, nelle mani dei Talebani, c'è il giornalista Daniele Mastrogiacomo. Mastrogiacomo aveva un collega. Si chiamava Enzo Baldoni, copywriter e collaboratore di "Diario", della "Stampa" e del "Venerdì di Repubblica". Anche lui è stato rapito ed ucciso in Iraq. Il 26 agosto 2004. Ha avuto la sfortuna di morire ammazzato durante le ferie d'agosto, mentre le autostrade sono fiumi di lamiere che si spostano per "l'esodo". Ha avuto la sfortuna di essere prigioniero quando la televisione non la guarda nessuno, quando oggi il giornale non lo compro perchè tanto al mare con il vento non ce la faccio a leggerlo. Enzo Baldoni se lo ricordano in pochi, e in pochissimi si ricordano i giorni del suo sequestro. Il funerale di Enzo Baldoni lo hanno celebrato un anno dopo la sua morte perchè non è mai stato trovato il suo corpo. La Croce Rossa ha trovato un osso umano nel luglio del 2005 e dopo le analisi del DNA è risultato appartenere al giornalista scomparso.

Spero che Mastrogiacomo torni presto a casa. Lo auguro a lui, alla sua famiglia, ai suoi colleghi di "Repubblica", a tutti noi perchè è un bravo giornalista, ma rimango con il dubbio che i sequestrati non sono tutti uguali.

sabato, marzo 10, 2007

Come una pietra che rotola


Così cantava Robert Zimmerman ieri sera alla radio. E ho cantato pure io perchè il momento era cantereccio e perchè mi andava di cantare. Oggi però niente racconti, storie, personaggi e luoghi inventati. Oggi mi rilasso e forse mi ubriaco. Vado a vedere Italia - Galles. Se qualcuno mi cerca sono allo Stadio Flaminio: Curva Sud, Ingresso 17, Settore N, Fila 14, Posto 19.

giovedì, marzo 08, 2007

Cose morte, persone vive


Non so quanti di voi siano al corrente della mia passione per l' epigrafia latina, immagino pochi. Bene, se riuscirò a terminare gli esami, sarà proprio in questa deisciplina che mi laurerò. Molti ritengono la materia di una noia e di una pedantezza mortale: cosa ci può essere di dinamico nello studiare iscrizioni? cosa ci può essere di utile nel conoscere vita, morte e miracoli di individui morti da parecchi secoli, oppure nel comprendere il funzionamento delle magistrature, dei sacerdozi, delle associazioni di vario genre e natura che riunivano gruppi sociali omogenei? Apparentemente nulla, anzi: forse nulla tout court. Ma io adoro questa disciplina storica, tant' è che in questo periodo sto seguendo un nuovo seminario di studi in vista del lavoro di tesi, ed il mio prof. mi ha assegnato una ricerca relativa all' iscrizione che vedete qui sopra: un titulus funerario di un campione del circo, un conducente di biga morto prematuramente ed autore di numerose vittorie. Questa ricerca mi sta galvanizzando, anche perchè la piccola iscrizione è così densa di informazioni da mandarmi al manicomio... Ma è un sacrificio che faccio volentieri...

Bentornato a me.

venerdì, marzo 02, 2007

Er palo dell'amore


A Roma c'è un ponte. In realtà ce ne sono parecchi, ognuno con le sue caratteristiche architettoniche, con i suoi sensi di marcia, con i suoi spartitraffico e con la classica acqua che ci scorre sotto. Sotto al ponte in questione l'acqua del Tevere ci passa da più di due millenni. I romani lo chiamano Ponte Mollo, ma per l'urbanistica ufficiale è Ponte Milvio. Nomi a parte, questo vecchio ponte è un simbolo della città ed è adibito ad esclusivo passaggio pedonale. Da diverso tempo il ponte è diventato luogo di un evento sociale che ha trovato spazio sui giornali, in televisione e ultimamente anche in un libro con annesso film. Su uno dei lampioni del ponte infatti, è ormai consuetudine da parte degli innamorati attaccare lucchetti che sanciscono simbolicamente l'indissolubilità del loro sentimento. Poi, una volta chiuso il lucchetto ci si sbaciucchia un pò e si getta la chiave dal parapetto che a causa della forza di gravità, prendendo dunque in considerazione la legge fisica che fa parte delle quattro interazioni fondamentali che muovono tutto il cucuzzaro universale, cade dopo uno sbrilluccicante carpiato nell'acqua verde del Tevere. Poi ci si continua a sbaciucchiare, i più innamorati si esibiscono in intense pomiciate e finito il rituale si torna da dove si era venuti. Vedendo il palo dell'amore ci si rende conto che i lucchetti sono attaccati uno con l'altro e che ogni lucchetto riporta il nome dei due innamorati e brevi frasi d'occasione. Ci si può quindi imbattere in Marco+Laura 4ever, oppure in Gianni e Valeria in"z"ieme per sempre, ma ci sono anche dei professionisti che nello spazio di un lucchetto citano Dante con un commovente Amor ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona, anche se Ti amo cucciola e Orsetto mio sono tra le formule più gettonate. Come detto, i lucchetti sono attaccati uno con l'altro e può capitare che si faccia confusione con i nomi. Ad esempio una Marta di Marta e Paolo la troviamo pericolosamente vicina ad un Franco di Franco e Luisa mentre Luisa è quasi sommersa da un Ti adoro della premiata coppia Davide e Serena. Si vengono a creare dei problemi di identificazione della coppia, sorgono dei dubbi di tradimento o di cambi repentini di gusti sessuali. Clamoroso in tal senso è il caso di Ludovico che fu trovato a dichiarare il suo amore a Bruno dopo aver abbandonato Erica e il suo uniti per sempre. Ma c'è anche chi, come Marcello, non trovando l'anima gemella salda per sempre il rapporto con la sua fede calcistica in un poetico A.S Roma nel cuore. Lungo il parapetto del ponte, nei pressi del palo, ci sono poi numerose scritte che seguono lo stesso stile dei lucchetti. Da ricordare un bellissimo Nadia forse ti amo e una tenzone poetica tra due anonimi che inizia con Roberto ti adoro scritto in nero su sfondo rosso e la efficace risposta di un anonimo dialettale che si esibisce immediatamente sotto con uno Sti cazzi strappalacrime. I lucchetti sul palo si moltiplicano di giorno in giorno e ad occhio e croce ci sono più o meno tre-quattrocento chili di acciaio attaccati come un alveare. La preoccupazione per il peso eccessivo ha spinto i vigili del fuoco a fare un controllo sulla stabilità del palo che fortunatamente è risultato di sana e robusta costituzione. Inoltre la storia dei lucchetti è entrata anche nelle aule del XX Municipio di Roma ( e da ciò si evince come nelle suddette aule non abbiano un cazzo da fare ) dove il gruppo dell'Ulivo ha chiesto alla maggioranza di centrodestra ( l'unica maggioranza di destra nei Municipii romani ) di togliere i lucchetti per incompatibilità con il decoro urbano. Nella questione è stato interpellato anche l'ottavo Re di Roma Wolly Ualter Veltroni che utilizzando parole straordinarie, come solo lui sa fare, ha lasciato intendere che i lucchetti possono rimanere lì dove sono e che soprattutto a lui di queste stronzate non gliene può fregare di meno. Purtroppo, la notte scorsa è avvenuto il misfatto, ciò che non doveva accadere, l'evento temuto da decine di amanti. Un gruppo di scapoli invidiosi ha spezzato con delle tronchesi numerosi lucchetti gettandoli nel fiume. Un gesto vigliacco che merita severi provvedimenti. Il XX Municipio intanto ha fatto sapere che è stata aperta una commissione per verificare con precisione quante coppie questa notte hanno smesso di amarsi.

P.S Diversi anni fa lessi sul giornale di una storia d'amore e di lucchetti. Lei non lo amava, lui l'amava troppo. Lei andò con un altro, lui le tirò il lucchetto del motorino. Lei finì al Verano, lui a Regina Coeli.