Powered By Blogger

venerdì, aprile 25, 2008

25 aprile

Il titolare di questo blog è ormai latitante da un po' di tempo. Siamo convinti tutti che abbia delle ottime ragioni per non sollazzarci più con i suoi post metafisici: un esame in ballo, una vita notturna frenetica, una connessione ballerina. Questo non ci impedisce però di continuare a sporcargli questo muro bianco latte per trasmettere messaggi importanti. Io, ad esempio, ne ho uno semplice semplice: buon compleanno vecio!
Anche se ti avvicini ai 30, non preoccuparti: sei sempre più brutto. Ma è normale. Col tempo si peggiora.

Baci indiani, Monsieur Magritte

PS: ovviamente quello che soffia sulle candele nella foto sono io..indovina chi è l'altro?

martedì, aprile 01, 2008

Calcutta, notte, ore 00:43

Da mezzanotte in poi, a intervalli regolari, per tutta la notte, cominciamo a sentire una serie di fischi. Sono i guardiani che fanno la ronda. Il capo guardiano, che sta proprio sotto casa nostra, fa il primo fischio, gli risponde un altro guardiano, poi ne fa un altro, e si sente un suono appena più lontano, e così finchè non si chiude il giro. Se tutti rispondono al primo, vuol dire che va tutto bene. Se uno non risponde, c'è qualche problema. Tutta la notte, ogni ora.
Talvolta ne senti qualcuno cantare. Melodie semplici, in hindi o bengali, come una nenia gentile, una ninna nanna nel silenzio di una strada qualsiasi di questa città.

Calcutta di notte può essere l'inferno, e il paradiso allo stesso tempo. La vedi docile percorrendola in taxi, senza il traffico paradossale e totalmente illogico che la strangola di giorno. L'aria è un po' più respirabile, le strade vuote, le luci gialle la illuminano come una qualsiasi altra città. Per un momento ti sembra tutto grande, aperto, misuri gli spazi in un modo diverso, ti sembra che anche questa città possa essere tua.

Ma i fantasmi, che fino a sera sono mischiati in mezzo alla folla, di notte li vedi bene, uno ad uno. Difficilmente di giorno Calcutta delinea i confini tra la ricchezza e la povertà. Alla luce del sole torrido, mai veramente brillante, velato di fumo e clacson, tutto trabocca fuori, come in un immenso pentolone, dove un dio schizofrenico, più che malato, fa ribollire milioni di vite umane.

La notte invece la povertà la vedi con la lente, la vedi da vicino, anche se tu sei lontano al tempo stesso, e ti fa paura. Dormono per terra, dove capita, tanti, tantissimi, ovunque. Vicino ai cani, sbattuti in mezzo alla strada, come rassegnati al loro destino, quello di finire sotto una macchina, o divorati dai loro stessi compagni di sventura. E se stai qui, devi farci il pelo, immediatamente. A vedere marciapiedi che da un giorno all'altro diventano case di fortuna, con un telo come tetto e un secchio pieno d'acqua come lavandino. A guardare per terra, quando cammini, per non calpestare un cane che dorme, o un bambino che vaga da solo, nudo. Altrimenti non resisti. Il senso di impotenza e rassegnazione a volte lo tocchi con mano, trasuda, te lo senti addosso. Proprio come i randagi di Calcutta, che, mentre gironzolano in cerca di qualche osso, sembrano conoscerlo già, il loro destino.

Calcutta non è solo questo, è riduttivo e semplicistico pensare che sia nient'altro che la città delle baracche e di Madre Teresa E' mille altre cose. La capitale culturale dell'India. Una città che si evolve continuamente per certi aspetti e che resta incredibilmente uguale a se stessa per altri. L'ex capitale dell'Impero inglese. Una metropoli molto più sicura di quanto la sua pessima fama non faccia credere. Una delle maggiori città di uno stato che cresce a ritmi vertiginosi, e dove vedi spesso una classe media che si espande, imitando i modelli di quello stesso capitalismo avanzato che ora vorremmo frenare. Mica perchè siamo buoni, semplicemente perchè ci rode che ora loro inquinino e distruggano ulteriormente quello stesso mondo che stiamo distruggendo noi. E poi, accanto agli aumenti da capogiro del pil indiano, una povertà che sembra non finire mai. Il paese degli ingegneri richiesti in tutto il mondo e di un analfabetismo che non dà tregua.

Meglio andare a dormire prima che parta la prossima ronda. Anche i guardiani hanno smesso di cantare, e di sbattere in terra i bastoni di bambù, per far sentire a qualche malintenzionato che loro ci sono, e, anche stanotte, non dormono.

mercoledì, marzo 19, 2008

Mi sono sempre chiesto: quando qualche pazzoide uccide un altro tizio e decide di metterlo nel freezer o nel congelatore, come cavolo si organizza con gli alimenti che ha nel congelatore? Cioè, li deve mangiare tutti per forza e deve pure sbrigarsi, oppure può regalarli, oppure buttarli. Rimane il fatto che il suo freezer diventa inutilizzabile... A meno che non sia un cannibale e decida di mangiare i resti della sua vittima. In quel caso ha fatto tombola.

Dieciannove col sacro


San Giuseppe inventò il famoso bignè. Poi arrivò San Martino che scoprì un' estate tutta sua, San Vito col suo ballo all' ultima moda... Mentre quel povero Cristo di Sant' Antonio ciaveva lo sfogo e se grattava.

Com'è che la Madonna si moltiplica quando qualcuno è incazzato? E Cristo invece no? Forse che le Madonne erano tante già da allora? Più mamme, un solo padre? Ummmmm ummm...

martedì, marzo 18, 2008

Trasloco.. Manca poco.


Dunque è ufficiale. Ho trovato casa, sempre in quel di Ostia, un appartamento molto carino proprio sopra la fermata di lido nord; mi trasferirò definitivamente nei primi giorni di Aprile, perciò la settimana dopo Pasqua sarà densa di avvenimeti: scarico, carico, riscarico, assemblaggio, disimballaggio scatoloni, sistemazione libri, vestiti, suppellettili varie. Cercherò di ricreare al meglio i miei spazi, mi piace mantenerli quasi inalterati ogniqualvolta cambi alloggio.

Sono benvolute braccia forti e menti sopraffine per coadiuvare le operazioni, già dirette egregiamente da Mastro Piracci.

Avviso ai collaboratori del blog

Cari ragazzi,

vista l' amicizia che mi lega ad ognuno di voi a vario titolo, vi dico a chiare lettere quanto segue.

Visto che nessuno di voi inserisce più alcun post da tempo immemorabile, ho deciso di derubricare tutti voi dalla lista dei collaboratori. Potrete continuare a commentare le mie stronzate con i vostri account blogger, ma non sarete più titolati ad inserire alcunché a titolo personale. D' altronde, questo blog è tornato ad essere un angolo riservato, molto intimo, forse anche troppo. Con mio grande dispiacere non vedo più entusiasmo da parte di quanti hanno iniziato assieme a me questo esperimento di libera scrittura; anche se in tutto ciò non vi è nulla di male, e non è assolutamente scemato l' affetto che provo verso ognuno di voi, vorrei almeno un pò di chiarezza per quanto riguarda il vostro ruolo in questo spazio virtuale.

Attenderò una settimana, dopodichè lo sfratto sarà esecutivo.

con affetto,

Andrea

lunedì, marzo 17, 2008

E allora?


Non so sbucciare una mela.

E allora?

Non so pelare le patate.

E allora?

In compenso so fare bene altre cose, tipo decifrare un' iscrizione romana alla quasi perfezione, suonare discretamente repertori rock senza bisogno di prove con gruppi assemblati alla bisogna, recitare con passione e un pò di talento.

Ho appreso l'arte del trapano elettrico, so fissare gli stop, so assemblare e smontare un armadio correttamente, so dove recarmi per pagare le bollette( avere i soldi per farlo è un altro par de maniche...)

Insomma, me la cavicchio per essere un uomo che vive con mammà. Non mi sbuccio la mela perchè c' è sempre stato qualcun altro che lo ha fatto per me, oppure la mangio a morsi, ma francamente preferisco frutta più simpatica e zuccherosa tipo banane, arance etc.

Quando vorrò sbucciare una mela, saprò farlo alla grande.

Nel frattempo, rompete poco il cazzo!

giovedì, marzo 13, 2008

13 marzo


Non so cosa potrei regalarti, forse il presente più bello sarebbe la mia serenità. Ma non posso garantirtela al cento per cento, anche se mi sto sforzando tanto, davvero. Avrei voluto svegliarmi stamattina e venire ad abbracciarti, darti un bacio forte sulle guance morbide anche se ispide di barba, avrei voluto fare due passi con te fino al chiosco dei libri, e poi magari prendere i mezzi fino a roma, fare un giro per il centro, visitare i monumenti, come quando ero piccolo e macinavamo chilometri la domenica mattina... Non so come festeggiare, davvero, se non dicendoti che non mi abbandonerai mai e cercando ogni giorno, ad ogni passo, quel sorriso che hai sempre avuto anche nelle giornate di pioggia.

Buon compleanno.

domenica, marzo 02, 2008

Cambiare aria


Cambiare casa. Sono al secondo trasloco in cinque anni, ad una nuova svolta. Nel bene e nel male. Il tempo stringe, ho un paio di proposte concrete sotto le mani ma mi riservo di attendere una conferma definitiva per parlarne. Non ho ancora avuto il coraggio di svuotare armadi, librerie e quant' altro, anche se immancabilmente dovrò farlo a breve. Sarà un nuovo tuffo nel passato per entrare nel futuro, mi aspetto di ritrovare oggetti e fogli d' appunti di cui non ho più memoria. La prospettiva romana mi alletta, la sento quasi tangibile, molte cose cambieranno, molte abitudini saranno stravolte- e per fortuna-, guarderò con occhi diversi un cielo apparentemente immutabile ma sempre confortevole. Tra le stelle me ne andrei, a volare senz' ali nel silenzio fragoroso di melodie ineffabili nascoste tra le stelle. Con un jack daniels in una mano e una sigaretta nell' altra.

Statemi bbuoni.

lunedì, febbraio 25, 2008

Ciao Albertone


Non riesco ad essere prolisso parlando di alberto Sordi. Credo sia l' unico attore italiano ad essere realmente inconfondibile, inimitabile, originale, comico e tragico nello stesso tempo, l' unico attore che ha espresso senza fronzoli l' essenza della romanità: vigliacca e generosa, spaccona e tenera, cialtrona e profonda, parossistica e placida. Ho avuto la fortuna di conoscere sin da piccolo la sterminata filmografia di questo grande interprete dei nostri tempi, e forse per questo rabbrividisco nell' ascoltare tutti i suoi tristi epigoni attuali, che con pretese da cabaret cercano di riesumare un talento a tutto tondo che è morto con lui. Consiglio tre film essenziali per comprendere l' Albertone attore: " Il Marito", " Una vita difficile", " Un borghese piccolo piccolo".

A 5 anni dalla sua scomparsa, posso solo constatare quanto sia povero il panorama attoriale comico in Italia.

Elio e le Storie Tese - Parco Sempione

Questo video è semplicemente grandioso.. gustatevelo!

Abbey fede..


Secondo la vulgata corrente, Paul McCartney sarebbe morto poco prima della registrazione di questo impareggiabile album dei " fab four": il fatto che sia l' unico della band a camminare a a piedi scalzi costituirebbe la prova occulta della propria dipartita, e la presenza di un sosia sostitutivo nel gruppo. Quindi da circa quarant' anni calcherebbe le scene un impostore, un imitazione di Sir Paul.

Mi permetto di asserire che sia i Beatles, sia il rock in senso lato hanno guadagnato molto da questa presunto " cambio della guardia" . Il McCartney post- Abbey road è stato smodatamente più prolifico di quello precedente..

Resta da capire perchè non lo abbiano cooptato nel gruppo sin dagli esordi nel lontano ' 62.. Forse c' era già lo zampino di Yoko Ono.. O forse è lei che si traveste da quattro decadi per imitare Il buon vecchio Paul.

Nella foto: I Simpson, i quali hanno gentilmente acconsentito ad effettuare una ricostruzione della scena del delitto.

sabato, febbraio 23, 2008

Campagne al cloroformio

Ragazzi, siamo in clima elettorale: tanta par condicio a trecentosessantagradi, non si parla di politica in televisione ma noi poveri grulli della strada dobbiamo babbarci vagonate di variopinti manifesti elettorali conditi da ancor più inutili e farlocchi slogan, elaborati da chissà quale ufficio segreto dei partiti, ove decine di neolaureati rampanti si scapocciano per trovare la frase ad effetto che colpisca la nostra già provata fantasia, che risvegli in noi il sopito desiserio di recarci alle urne. Personalmente, credo che l' unica cosa che possa svegliarmi sia una gigantesca serie di deflagrazioni a catena nelle principali sedi capitoline dei partiti di centro sinistra e destra, che culminino in un colossale bengala al napalm in piazza S. pietro. Nel frattempo, vi incito alla campagna dell' uniposca: un' idea non mia ma che raccolgo ad ogni tornata elettorale. Completate gli slogan che incontrate ad ogni angolo delle vostre città, rendeteli più consoni alla personalità della faccia da cazzo che se ne fa latore: Sono consigliati permanent marker stabilo boss, rigorosamente di colore nero. E non vale disegnare minchie giganti, sforzatevi un pò.. Recuperate il lessico e la sintassi!!!! ( E un pò di dignità personale...!!)

lunedì, febbraio 11, 2008

Le Madonne

La gente è molto attaccata ai dogmi. Cristo, Allah, Jahvè non si discutono, il concilio di nicea è verità, il concilio di Trento è un must, la madonna è l' immacolata concezione, Cristo non aveva fratelli e non aveva moglie, la madonna è tutta azzurra e piena d' oro e incensi. E Basta.
Da domani inizierò ad adorare il dio chitarra, che collocherò su apposito altarino. Al primo che obietterà qualcosa entrando in casa mia do un calcio nelle palle di dimensioni bibliche. Non le palle, il calcio.

Animula vagula..


Anche quando è difficile trovare le parole, quando ogni stato d' animo sembra essersi rinchiuso di nuovo sotto una coltre di cenere fumante, è impossibile restare indifferenti allo splendore di villa adriana, agli imponenti e scarni resti di quella che fu un' isola felice dell' imperatore filosofo, profondamente mosso da un senso di humanitas, alla ricerca costante dell' uomo e della bellezza che la vita racchiude e sprigiona ad ogni istante. Gli spazi vuoti che sovrastano il visitatore urlano quello che è un silenzio di anime assopite, come fossero in attesa di esplodere nuovamente nel fragore dei loro simposi o nella compostezza delle proprie riflessioni. Adriano è lì, ad ogni passo, malinconico, stanco e con gli occhi rivolti al tramonto che cala da tivoli sull' Urbe, il tramonto dell' uomo che quotidianamente egli è costretto a vivere per poi destarsi di nuovo e cercare un bagliore di speranza per un corpo che giorno dopo giorno si avvia alla dissoluzione e vuole tuttavia godere appieno di sé stesso e degli altri, finché l' anima non dovrà aggirarsi in luoghi freddi e sperduti ormai separata dal corpo. Sotto una coltre di ulivi, Adriano passeggia dalla sua biblioteca personale sino al teatro marittimo, e sogna ombre che erano d' inaudita bellezza. Lo spazio terreno è troppo grande per l' essere umano, eppure ogni angolo può essere riscoperto ogni giorno, sotto l' ombra di un larice oppure nel riflesso del lago Canopo sul quale le ninfee galleggiano silenziose, laddove nessun esclamazione di giubilo risuona ma echeggia dai laterizi immutabili e plasmati da mani operose. Basta accostare l' orecchio, ed ascoltare. Nulla è eterno, queste mura hanno tentato di gareggiare con gli dei, hanno cullato il desiderio di un uomo innamorato dell' Uomo, la volontà di fissare in un attimo infinito l' unione dell' essere umano con i propri spazi, il contatto intimo tra terra e cielo che dissipa il dolore e che alimenta l' illusione ineffabile della vita.

mercoledì, gennaio 30, 2008

L' anima de..

Diversi anni fa, rincasando, trovai nella cassetta delle lettere una brochure molto curiosa, tra i tanti pallosissimi volantini pubblicitari. Era una sponsorizzazione della ditta " Scifoni", tra le migliori imprese di pompe funebri romane. Ciascun foglio della brochure offriva un' ampia varietà di articoli mortuari, in primis bare, offerte speciali e quant' altro, tutto accompagnato da uno dei migliori slogan che abbia mai concepito la mente umana: " il più tardi possibile, ma.. è meglio con scifoni". Straordinario. In poche parole era espressa tutta l' anima di questo esercizio antichissimo e indispensabile, remunerativo come pochi e di alta utilità sociale. C' è da aggiungere che la suddetta pubblicità sparì nel giro di pochissimo tempo dalle nostre cassette postali, forse ritenuta ipocritamente troppo macabra per essere accostata a quella di supermercati e mobilifici d' accatto. Credo fermamente che avrebbe sbaragliato la concorrenza, presentandosi efficacemente come un' azienda " normale", inserita come tutte nel ciclo di produzione umano, forse all' ultimo posto in ordine cronologico( Ma potrebbe anche essere il primo).

Se doveste passare per piazzale del verano, troverete la ditta scifoni ad attendervi alla fermata del tram. Il negozio è sormontato da una scritta con bellissime lettere fluorescenti blu cobalto.. Attenzione, il bar è proprio accanto. Non sbagliatevi.

lunedì, gennaio 21, 2008

Cos'è la Romania?

Qualcuno di voi conosce , per caso, un pò di Storia della Romania? Andrebbe bene anche la cronaca; qualsiasi notizia, insomma, che testimoni l' esistenza di questo paese europeo, ormai membro anche della UE. Vi giuro che, a partire dalla caduta del governo di Ceausescu, io non ho più sentito parlare della Romania se non in relazione ai suoi abitanti transfughi, ossia i Romeni. Che non sarebbero tali senza una patria, ovviamente. Eppure sembra che nell' immaginario collettivo nascano quasi per partenogenesi dalla terra, una terra cattiva che li predispone naturalmente alla delinquenza e alla volgarità gratuita. Quando penso alla " Dacia" non riesco a focalizzare altro che le intense e crude immagini istoriate della colonna traiana, alla transilvania di Bram Stoker e, miseramente, ad un lembo di terra colorato su una cartina geografica. Immagino che questo processo mentale non sia da imputare unicamente alla mia pigrizia intellettuale, o all' assenza di interesse verso realtà " altre" rispetto al misero microcosmo italiano. C' entra qualcosa anche una certa retorica mediatica assorbita senza filtri critici, uno stereotipato vizio all' omologazione dei tipi etnici a prescindere dalla loro nazionalità o in virtù( o difetto) delle caratteristiche climatiche del loro suolo natale che sembrava superato dalla geografia moderna. Se escludiamo una breve ed intensa campagna pubblicitaria per il turismo in romania all' indomani dell' ingresso della stessa nell' UE, non ho mai sentito o conosciuto qualcuno che sapesse veramente che cazzo succeda in quel paese, quanto se la passino male i suoi abitanti, che tipo di disperazione abissale possa spingere migliaia e migliaia di persone ad abbandonare la propria casa per cercare fortuna nella terra dell' ingiustizia sociale e del degrado pseudoliberista, ossia l' Italia.

Giuro che mi informerò al più presto su ogni cosa.

giovedì, gennaio 17, 2008

Notturno bar


La notte romana è come una libreria colma di scaffali: c' è sempre un volume che ti era sfuggito prima, per tanto tempo, nonostante fosse bene in vista e dalla copertina di un colore acceso. E quando lo scopri, capisci che vorresti condividerlo con qualcuno, perchè rappresenta una prospettiva affascinante e quasi magica. Lavorare di notte in un bar del centro offre particolari spunti di riflessione. Innanzitutto, la varia umanità che entra ed esce da quella porta, individui che probabilmente vivono di notte come i vampiri, o quasi fossero una sorta di morlock che soltanto nelle tarde ore si concedono un assaggio della fasulla aria di superficie. Si crea un mondo parallelo fattosi bar, che non ha nulla da invidiare a quello di " Guerre Stellari" su Tatooine. Entra il tossico, l' alcolizzato, il barbone,il travestito, spesso le categorie si confondono, si mescolano unite a storie mai raccontate e spesso celate sotto chiave dietro ad occhi impenetrabili. Arrivano gli autisti del Trambus dagli occhi stanchi e dal sorriso così familiare, che si concedono un caffè fugace prima dell' interminabile turno di notte; si affacciano fanciulle ridanciane accompagnate a loschi figuri tatuati e impomatati, entra l' abituale cliente che sembra aver messo tende nel locale, dato che si presenta dalle 7 alle 8 volte al giorno. E da quel rettangolo che chiamiamo porta d' ingresso s' intravede un mondo a ridosso del vittoriano, fatto di automobili e motorini che sfrecciano, autobus che pigramente si incamminano verso la meta, come dinosauri prossimi all' estinzione. Tutto è condito da questo fazzoletto di notte costellata da tante piccole luci, realtà sfuggevole e quasi malinconica. tutto si mescola, tutto cambia senza cambiare mai, in quell' angolo del cuore di roma; un angolo che consiglio vivamente di vivere intorno alle quattro del mattino, quando sembra che il mondo intero sia sparito sotto una coltre di sonno infinito. Non mi sono mai sentito parte così integrante dell' anima pulsante capitolina come quando stacco dal notturno. Mi sembra quasi di Respirare, davvero, assieme alla storia dell' Urbe.

Nella foto, Valerio Mastandrea in " Notturno bus" di Davide Marengo( 2007)

venerdì, gennaio 11, 2008

Chi di meme perisce


Sembra proprio che il mio blog, forse tra i più insignificanti recipienti colmi di banalità e stronzate, sia stato inserito per ben due volte in una graduatoria riservata ai blog che fanno più riflettere. Ora, non so se abbia giocato più il sentimento di amicizia oppure un obnubilamento mattutino della coscienza, fatto sta che alcuni cari amici mi hanno messo nella spiacevole condizione di esprimere, a mia volta, un giudizio di merito. Nella mia personale classifica entra sia il ringraziamento che porgo ad alcune persone per avermi aiutato a " pensare" con le loro emozioni affidate a significati e significanti lessicali, sia il doveroso riconoscimento agli stessi di aver spesso contribuito con l' apparente leggerezza dei loro pensieri a rendere le mie giornate più lievi. Incominciamo in ordine cronologico:

1) Sgamas: è un indubbio maestro del libero pensiero, un plasmatore istrionico di realtà possibili, un caustico " fool" d' altri tempi, nonchè un baritono eccezionale. Ma lui ancora non lo sa.

2) Higuerra: la sua capacità di affidare alle parole scritte la complessità travolgente del suo animo è prodigiosa, anche se spesso troppo timorosa di affrontare orizzonti inesplorati. Buttati, amico mio! ( In senso metaforico..)

3) Kiki: Una persona vera, totalmente innamorata della vita, sensibilmente capace di renderci partecipi di ogni piccolo aspetto che circonda la nostra quotidianità. Le sue parole sono un toccasana per il cuore e uno sprone per la mente.

4) Giulia Romana: Unisce lo humour e l' eleganza, l' artificio retorico al lessico quotidiano, è una grande comunicatrice e coinvolgente penna che apre spiragli su un mondo interiore fatto di interessi e aspettative affascinanti, che ci mettono di fronte ad un animo sensibile e poetico.

5) Alzamonnezza: animale, surreale, grottesco, eclettico. In una parola sola, geniale.

Non me ne voglia chi è stato lasciato fuori. Aggiudico, comunque, il quinto posto e mezzo alla mia amica Flauto, anche detta Zara: questo è un incoraggiamento a scrivere di più, ho bisogno del tuo entusiasmo!

Troverete i link dei suddetti blogghe alla vostra destra, non sciupateli..

p. s.: un ringraziamento doveroso va a scalia, senza il quale questo blog sarebbe valso men della metà, e ovviamente a tutti quei collaboratori sopracitati che almeno una volta hanno scritto qualcosa. Anche se, mi dispiace, è troppo poco. Mò ve cancello a tutti perchè me sciupate pure er parcheggio!

Con affetto,

Le Cannù

domenica, gennaio 06, 2008

Penultimo anno di prima decade


Non ho ancora un nuovo calendario, devo abituarmi all' idea del 2008 inteso come cifra su carta, parola senza senso sulle labbra, nuovo anno di nuovo millennio che porta false speranze all' umanità e mistificazioni inerarrabili della realtà. Porto la speranza di un mondo migliore nel cuore e nelle azioni, dove il tempo che fugge è uno sprone a migliorare la condizione dell' uomo, di tutti gli uomini intesi come massima espressione dell' armonia del cosmo, almeno di quello che conosciamo. Sento dentro un senso di rinnovamento, un' aria di cambiamento, un frullatore colmo di progetti, che parte a prescindere dallo scoccare di una determinata mezzanotte satura di esplosioni bonarie e prosecchi vomitevoli. Sento forte la mancanza di Chi non c' è più, e che confortava le mie paure con una comprensione fuori dal comune unita ad un carattere impetuoso e ad una tenerezza infinita propria di chi è rimasto un fanciullo nel cuore. Sento altrettanto forte la presenza di Chi c' è ancora ed è sempre più vicino a me, sento le luci, i suoni e gli odori di una realtà della quale sentirei fortemente la mancanza nel momento in cui non riuscissi più ad avvertirne l' eccezionalità che è insita nel suo essere quotidiana...

Buon Anno a tutti.