Le Cannu camminava spensierato sul marciapiede quando un collega lo avvicina e gli fa: " Senti, ti ho sentito parlare, t' ho visto con Il Manifesto sottobraccio.. Che ne diresti di iscriverti alla CGIL?"
Ammetto di essere rimasto spiazzato. Indubbiamente avevo pensato di iscrivermi ad un' organizzazione sindacale, ma nutro delle riserve sulla CGIL di oggi, che pure nella vicenda Alitalia è stata l' unica a far da contrappeso ad una trattativa indecorosa. Lì per lì ho pensato di cambiare proprio discorso, eppure c' è qualcosa che mi spinge a considerare l' offerta. Sarà la mia formazione politico culturale, sarà la voglia di sensibilizzare altri più impauriti di me nei confronti del leviatano mostruoso che è il padrone? Mi è venuto in mente papà, con la sua militanza nel suddetto sindacato durante gli anni 70, durante i quali di lotte vere ne sono state fatte tante, e per le quali molti attivisti hanno pagato lo scotto con un mobbing sconsiderato sul posto di lavoro. Lui considerava la sua esperienza chiusa, mi diceva spesso di non impegnarmi in prima persona proprio perchè memore delle tante delusioni, eppure so che ha appoggiato tutte le mie forme di dissenso e tutti i tentativi, anche se pochi, di lottare contro una realtà che spesso è inaccettabile.
Rimango ora a pensare a questo episodio con una agrodolce sigaretta tra le mani..
... Così cantava Max Gazzè. L'imprevisto è parte della vita. Forse ne costituisce l'aspetto più stimolante, anche quando stravolge negativamente la nostra quotidianità. L'imprevisto genera crisi, ripiegamento, riflessione e sommovimento di idee, che escono dall'incubazione, dalla stasi, e si traducono in variabili e movimento. Perciò va riconosciuto subito e assecondato: l'imprevisto ci spinge alla ricerca. Come questo blog, anche se il fine non è chiaro neppure a me...
martedì, ottobre 14, 2008
lunedì, ottobre 13, 2008
Lunedì dopo il martedì
Mi accendo sigarette preparate con la paglia, spulcio il web per cercare nuove domande oppure nuove risposte; non mi accorgo che il mondo scorre sulla via del mare e questo ottobre sembra un maggio in affannoso ritardo. Sarà perchè i miei capelli sono meno in ordine del solito? Ricordatevi, alfiere mangia regina e dopo si prende il caffè.
mercoledì, ottobre 08, 2008
Dannato facebook..

L' altro giorno parlavo con una mia cara amica( sulla chat di facebook) e, tra una dissertazione filosofica ed una un pò meno elevata, si discuteva della febbra che ci ha pervaso da quando abbiamo iniziato a coltivare l 'insana passione di facebook. Lasciate perdere myspace, blogger, siti porno e quant' altro finora vi ha tenuto incolliati allo schermo del pc a rischio epilessia : facebook è ben peggio, è un dolce veleno che fa leva sul nostalgico che è in ognuno di noi, ci consente di creare una REALE rete di contatti amicali, sessuali che affondano le loro radici nel passato, in un escalation delirante di onnipotente senso di invasività e pervasività ritrovata nella vita altrui. Si pensava perciò, con la mia cara amica Laura, di effettuare un suicidio collettivo: ad una determinata ora x, tutti quanti dovremmo cancellare la nostra home page di facebook, assestando così un grosso colpo all' egemonia del sistema webbistico che ci vuole suoi schiavi e ritrovando pertanto una libertà di sensi ormai perduta. Si, le ho detto, è un' idea geniale, ma i tempi non sono ancora maturi. Fedele ad una concezione un pò naturalistica delle cose e dei fenomeni storici, credo che il faccialibro, giunto ora alla sua akmè, declinerà inevitabilmente verso un appiattimento generale. Solo allora potremo, e dovremo, dargli il colpo di grazia. Nel frattempo io tornerò a scrivere sul blog, ho ritrovato un pò di materiale pseudointellettuale e ridicolo da spiattellare sulla mia pagina preferita. GEsù è con me, non mettetevi sulla nostra strada: ed io l' ho incontrato sulla via del mare ben prima che guzzanti-mariano lo facesse sulla roma- l' aquila!!!
lunedì, settembre 01, 2008
sabato, agosto 23, 2008
Ritorno dei bay- area trashers

San Francisco è una città fantastica; molti dicono che sia la più europea delle metropoli statunitensi, e non a torto. L' urbanistica dei primi novecento adattata ad una superficie collinare, il clima umido, la popolazione assai eterogenea e culturalmente fervida. La baia di San Francisco è uno spettacolo per gli occhi, specialmente di notte: una vasto ventre d' acqua e di fumi sospesi tra luci fitte e impazzite. i Metallica nascono proprio in questo bacino d' uomini, musica e cultura, portano nel rock l' irruenza e la rabbia di riff diretti e tondi, un completamento essenziale di quell' hard rock prolifico dei morenti anni 70, o piuttosto morte e rinascita di un genere. Il compianto Cliff Burton costituì la vena vintage di quel rock da autodidatti; la sua conoscenza della musica era smodata e mai appagata, i suoi giri di basso riflettevano una ricerca interiore che non si sarebbe mai fermata se un freddo giorno di settembre non avesse reclamato in modo violento la vita di quel ventiquattrenne esplosivo. I suoi compagni, ragazzi imberbi ancora impreparati ad un lutto così profondo, continuarono col cuore pieno di amarezza e rabbia un percorso assai prolifico dal punto di vista del consenso, sempre più discendente da quello della creatività. Gli ultimi 12 anni hanno visto i Metallica alacremente impegnati nel disimpegno( se mi passate il gioco di parole) artistico e compositivo, immersi in un' estenuante e ripetitiva attività " live". Questo fino al nuovo singolo, che ho avuto modo di ascoltare ieri, mentre l' emozione cresceva sempre più in me ad ogni singola nota, per ogni riff incastrato e subito svincolato, per un progredire di melodie e di armonie così funzionali le une alle altre da far ricredere anche il peggiore degli scettici sulla ritrovata verve dei bay area trashers. Non so cosa possa essere scattato nei quattro cavalieri di Frisco; forse, più semplicemente, qualcosa si è sbloccato, qualche demone è stato affrontato e vinto con successo. Si può essere maturi e fanciulli nell' anima, ecco cos' è. Ne sono sempre più convinto.
giovedì, agosto 14, 2008
Domani dice che è festa..
.. Mentre io non so nemmeno che giorno della settimana sia. Migliaia di passeggeri mi attendono a braccia aperte in aeroporto, con tanta voglia di litigare e di far polemica. Cascano proprio a fagiolo. Il sudore appiccicaticcio mi cola dappertutto in questa asfissiante serata d' Agosto, l' ultimo trenino della serata in direzione roma è appena passato nella stazione di lido nord e l' aria è innaturalmente immobile. Irene è partita e tornerà a fine mese, idem per la maggior parte dei miei amici. Insomma, sto vivendo un Agosto romano come non ne vedevo da anni: lungo, sfiancante ma in definitiva attraente, anomalo, interessante. Mi vien voglia di fare come Gassmann ne " Il sorpasso", accalappiare qualcuno e partire per un interminabile ferrragosto dai risvolti incogniti, ma credo mi accontenterò di vivere un' Urbe che apparentemente dorme, si presta al gioco dei forestieri e sonnecchia in attesa del risveglio.
Buon divertimento a tutti!
Buon divertimento a tutti!
martedì, agosto 05, 2008
Augusto

Era un signore grande e grosso, con la barba ramata perennemente incrostata di Puff e spillante Peroni appena tracannata.
Augusto pesava circa centodieci chili, circa la metà dei quali concentrati nella pancia, un tondo barocco e teso come un otre che spuntava prepotentemente sotto camicie bianche di flanella zuppe di sudore acre. Era un tipo socievole, anche troppo per i miei gusti: cercava di riscattare undici mesi da recluso con trenta giorni di euforia, scherzi camerateschi, bevute in carovana, viaggi frenetici in località balneari volgari e inflazionate. Augusto morì, così, all' improvviso, in una notte stellata del 31 Agosto dell' anno 199x, quasi allo scoccare della mezzanotte. Il cuore non resse al lardo, all' opulenza insensata e ad un'esistenza dimenticata.
mercoledì, luglio 16, 2008
Spiranza

Credo che la maggior parte delle persone non abbia ancora capito una cosa fondamentale di Ostia.
E' inutile recarsi sulla spiaggia alla ricerca di risposte o malinconie sospirate all' interno di un tramonto, è fondamentale tentare almeno una volta nella propria vita di aspettare che il sole sorga sopra la linea dell' orizzonte mollemente adagiati su una spiaggia di Capocotta. Posso assicurarvi che l' aspettativa è reale, palpabile il senso di imminenza di quel simbolico atto che non avverrà mai, se non alle vostre spalle, e fortissimo il senso di immediata delusione che ne consegue. O forse no, non è delusione, è semplicemente frustrazione relativa ad un' occasione persa, come se proprio quella mattina il sole avesse scelto, con dolo, in relazione alla nostra presenza, di fare capolino dal versante opposto. Si torna poi a casa un pò amareggiati, ma persuasi che sia inevitabile che quella prospettiva prima o poi cambi; perciò si ricomincia a cercare una nuova alba, oppure un pò di refrigerio nel solleone di mezzogiorno, o magari uno spicchio di mare nella pineta di castel fusano, o anche un pò d' umanità nei supermercati..
Cerco un pò d' autunno in questo Luglio dimenticato.
giovedì, luglio 10, 2008
I chiodi fanno male ma se spezzano, puro
Dice: " Ammazza come te sei sciupato.. Sei secco come la morte!" Et similia.
Mi è capitato parecchie volte di sentirmi apostrofare così, magari da qualcuno che non vedevo da un pò di tempo, sempre in coincidenza con periodi di stress fisico e mentale. Capita che una persona magra di costituzione, nonostante consumi regolari ed abbondanti pasti, possa perdere facilmente chili se preda di un periodo particolarmente frenetico della sua vita. Puntualmente, dinnanzi a queste episodiche ma regolari esternazioni, rimango senza parole, ed anche un pò stranito. Insomma, il " secco" di natura va in crisi quando il suo peso scende sulla bilancia, perchè spesso e volentieri non dipende dalla sua volontà: Però, mentre è politicamente scorretto dire ad una persona che è grassa, oppure che si è ingrassata, o meglio ancora: che è un obeso di merda perchè mangia schifezze e non muove un muscolo se non quello del pollice per cambiare i canali sul telecomando, dire invece ad un magro che sta perdendo chili come se la cosa lo lasciasse indifferente è assolutamente normale.
Mah!!!
Mi è capitato parecchie volte di sentirmi apostrofare così, magari da qualcuno che non vedevo da un pò di tempo, sempre in coincidenza con periodi di stress fisico e mentale. Capita che una persona magra di costituzione, nonostante consumi regolari ed abbondanti pasti, possa perdere facilmente chili se preda di un periodo particolarmente frenetico della sua vita. Puntualmente, dinnanzi a queste episodiche ma regolari esternazioni, rimango senza parole, ed anche un pò stranito. Insomma, il " secco" di natura va in crisi quando il suo peso scende sulla bilancia, perchè spesso e volentieri non dipende dalla sua volontà: Però, mentre è politicamente scorretto dire ad una persona che è grassa, oppure che si è ingrassata, o meglio ancora: che è un obeso di merda perchè mangia schifezze e non muove un muscolo se non quello del pollice per cambiare i canali sul telecomando, dire invece ad un magro che sta perdendo chili come se la cosa lo lasciasse indifferente è assolutamente normale.
Mah!!!
sabato, giugno 28, 2008
Io non ci riuscirei mai.
Batman agisce di notte, nessun criminale è al sicuro dal calar del sole sino all' alba. Di giorno, il supereroe torna nei ranghi e nei panni del suo alter- ego borghese in borghese, alias Bruce Wayne, industriale e playboy: insomma, un Berlusconi del fumetto.
Batman di notte, Bruce Wayne di giorno.
Ma quando cazzo dorme questo?
Batman di notte, Bruce Wayne di giorno.
Ma quando cazzo dorme questo?
giovedì, giugno 19, 2008
Riflettenze..

Non siamo liberi nemmeno di disprezzare. Chi disprezza compra, è un dato acquisito, diviene automaticamente un consumatore, e il prezzo lo decide il disprezzato. Quindi i comunisti, che fanno campagne d' odio, sono doppiamente fessi: primo perchè comunisti, secondo perchè acquistano a scatola chiusa.
martedì, giugno 17, 2008
Itagliani e due... Notturno bus reprise

Parafrasando un piccolo ma efficace dialogo tra Mastandrea ed un collega autista nel corso del film, che fa più o meno così : M. " Ma a te non è mai venuto in mente, quando fai la linea che si ferma all' aeroporto, di prendere il primo aereo e di scappare via per non tornare più? " C. " Ma che sei matto? Abbandono del mezzo! Ti fanno un culo così!!"
Ecco, secondo me dice più questo dialogo sul carattere degli italiani che tante stronzate sparate a raffica.
Itagliani..

Solitamente non si dovrebbe parlare di ciò che non si conosce; perlomeno è ciò che solitamente faccio, ma stavolta mi sforzerò di aggirare la prassi. Insomma, in Italia chiunque parla di calcio pur non capendo nulla di sport, pur non avendo mai nemmeno fatto dieci addominali consecutivi.. Insomma, ma a chi interessa se questa fottuta nazionale vince con la Francia? A chi interessa se undici fighetti tatuati e discotecari dalle procuratele mafiose vengono battuti dai cosiddetti cugini d' oltralpe? Abbiamo una squadra mediocre, diciamo anche pessima, non competitiva, senza fantasisti, in cui l' età media dei giocatori è di trentadue anni... Personalmente, stasera preferisco andarmene a spasso, in cerca di fantasisti.
lunedì, giugno 02, 2008
Hinc et nunc ( no post)

Piccoli grandi momenti di soddisfazione arrivano graduali, quasi presagiti, assaporati lentamente.
Oggi ho ricevuto la conferma via mail: il mio esame per entrare in accademia teatrale ha avuto esito positivo, sono stato accettato. A prescindere dall'risultato, che per me ha un valore importantissimo, è stata la prova in sè a soddisfarmi enormemente. Cazzo, ho fatto i numeri.
Il 21 giugno dovrei suonare con i Jupiter' s moon, il gruppo funky- dance che seguo come fan da quattordici anni e col quale ho avuto la fortuna di esibirmi due volte. Adrenalina e divertimento puro, un modo perfetto per dire ancora al mondo musicale: ci sono, ci sono, anche se tu a volte non pensi a me. Chi ha detto che l' arte debba andare a comparti stagni è un coglione oppure si droga fumando l' ariosto.
Ho cominciato l' affiancamento in aeroporto: è un pò duro, ma il lavoro mi piace, il contesto anche. Sento che riesco a respirare, ad uscire dall' apnea.
Insomma, a parte una lieve diarrea, hinc et nunc posso tranquillamente e, direi, gioiosamente, starci.
Voglio proprio starci.
giovedì, maggio 29, 2008
Faccisti su Marte due

Nzomma sembra che alla prossima festa der Cinema ce starà sta proiezzione der seguito de Fascisti su Marte, da un' idea di Pasquale Squitieri e Luca Barbareschi prodotto da Mara Carfagna. Dice che nzomma la storia aripija dar finale della prima, e c' è no scenzato pazzo cor pizzetto alla lincoln che je viè in mente de clonà senza fecondazione eterologa er clono de Barbagli, e quindi fa sta clonazzone da quarche capello der gerarca sparso qua e là nell' archivi dell' Istituto luce. Difatti c' è un sindaco dell' Urbe che c' ha bisogno de un ripassino sur ventennio, siccome che je vò da li manganelli a li vigili urbani e je vò pure imparà a usarli in quarche maniera oltre che pè mescolà er zucchero ner caffè ar baretto. Ma li communisti sò in agguato, e rubbano uno dei capelli pè clonà er gemello malvaggio de Barbagli. Arrivati a questo punto...
giovedì, maggio 22, 2008
Penso, Sonno

La stanchezza mi copre come un cappotto invernale, il letto mi chiama a gran voce come se fosse pronta la pasta. Ho un gran bisogno di dormire, di assaporare quel piacere ineffabile della perdita progressiva e inarrestabile dei sensi, di lasciare che un libro aperto rimanga schiacciato sul mio viso finché pian piano scivola a terra, di destarmi l' indomani con l' impressione di essermi addormentato sulla spiaggia col solleone mentre avevo semplicemente dimenticato di spegnere l' abat jour...
Voi direte: e allora che aspetti a coricarti?!?
Ed io vi risponderò: ma chi aspetta, sto già dormendo e tutto questo è un sogno.
Devo capire se frutto della peperonata o di un alka seltzer.
venerdì, maggio 09, 2008
The Reditu
Eccomi qua. Non so come raccontare questo mese e mezzo denso di avvenimenti e di straniamento webbistico, ma ci proverò, cercando di snobbare la mia naturale tendenza ad essere prolisso. Dunque, partiamo dal 31 Marzo. Erano giorni foschi e di clima poco temperato, e tra noi si scherzava a trasportar mobili da un appartamento ad un altro. Ferveva l' attività di trasloco, fortunatamente attuata sempre in quel di Ostia, sfortunatamente realizzata in tempi record con gran dispendio di sudore e serenità mentale. Senza l' apporto fondamentale di alcuni amici in termini di braccia e di piacevoli lazzi, nulla sarebbe stato praticabile, e penso non potrò mai sdebitarmi abbastanza con loro. Orbene, dicevo: in quel 31 di Marzo pensai bene di effettuare il trasloco della linea telefonica con annessa alice adsl: la telecom riuscì in tempi rapidissimi a ripristinare il telefeno, ma si perse leggermente nei dettagli della riattivazione del modem, che è tornato alla vita soltanto questa mattina, dopo reiteratissime proteste da parte del sottoscritto presso il numero verde della sudddetta azienda: una telefonata al giorno trascorsa in compagnia di operatori perlopiù incompetenti.
La mia nuova casa è molto carina, anche se più piccola della precedente. E' stato necessario un mese di ritocchi e rifiniture per renderla abitabile, dignitosa, nostra: prima puzzava di cantina ammuffita, c' erano grasso e calcare dappertutto. La gente sa essere decisamente zellosa, devo riconoscerlo, soprattutto in virtù del discutibile concetto che la casa in affito non è meritevole di essere tenuta pulita e strutturalmente solida perchè in fondo non ti appartiene... Ho scattato un istantanea del mio angolo MacIntosh, che ho cercato di mantenere intatto. Sotto sotto sono un tradizionalista, quasi nostalgico. Merito( ?) dei miei studi classici?Mah!
Sono in attesa di un nuovo lavoro;l' attività teatrale veleggia, quella musicale aranchia un pò, come del resto quella universitaria. Ma sono soddisfatto. Aprile è stato un mese intenso, colmo di avvenimenti burocratici e di bollette da pagare, contrassegnato dal mio ventinovesimo compleanno che suona un pò male come cifra, ma chissenefrega.
Sono contento di ritrovarvi, e di riprendere possesso di questa tastiera. Spero di non aver disimparato a scrivere e di non avervi annoiato: prometto che il prossimo post sarà di un " non- sense " totale.
Fate abbravi e non vi toccate troppo!
Abbaci,
Le Cannù
mercoledì, maggio 07, 2008
Asino CottoRicordo che conobbi LeCannù ad una mostra fotografica al complesso del Vittoriano, a piazza venezia, a roma; era il 1968 e se non ricordo male era in compagnia di una ragazza di nome Melania. Lei credo fosse svedese, venuta qui a Roma per studiare Storia dell'arte a La Sapienza,
mi pare si fossero conosciuti lì. Ricordo venni colpito dalla camminata di LeCannù, cosi saltellante da farlo sembrare un grillo: e poi quella sua capigliatura eccentrica in cui affandavano dentro i suoi soliti rayban a lente verde. Quando gli rivolsi la parola per la prima volta, era davanti ad un opera di DeChirico, intento a far notare alla ragazza le somiglianze tra le ambientazioni metafisiche dell'opera ed il quartiere dell'eur di roma, dove erano stati giusto la sera prima.
"e non è neanche tanto differente dallo stile con cui è stata progettata l'università La Sapienza." diceva sostenendo le sue affermazioni con un abile e collaudato gesticolare.
"sono più o meno dello stesso periodo" mi sentii di aggiungere a quella considerazione "anche l'ospedale Forlanini presenta analogie con quello stile architettonico. Sono tutte strutture di epoca fascista". LeCannù si voltò come infastidito da quella mia intrusione, ricordo che aggrottò le ciglia e alzò sulla fronte gli occhiali, per darmi meglio la percezione che quel suo sguardo proprio a me fosse indirizzato.
"come dici scusa?" mi chiese con un tono di voce crescente, carico di curiosità.
"dico che quelle che hai citato sono tutte opere del periodo fascista"
"vuoi dire che l'università dove studio l'hanno progettata degli architetti del regime?" domandò con uno stupore che sentivo salirgli, ad intasare la gola.
"eh si amico mio, è proprio cosi"
LeCannù si divincolò dalla morsa con cui la svedese Melania lo teneva stretto a sè e mi prese da una parte. Mi fissò negli occhi, poi mi disse:
"io non so dove hai preso questa informazioni, ma se quello che dici è vero, significa che in quell'università c'è bisogno di una bella rivoluzione".
Credo fu quell'evento a dare inizio a quello che oggi chiamiamo '68: pochi sanno che partì tutto da un quadro di DeChirico e da un uomo dagli occhiali di importazione americana.
venerdì, aprile 25, 2008
25 aprile
Il titolare di questo blog è ormai latitante da un po' di tempo. Siamo convinti tutti che abbia delle ottime ragioni per non sollazzarci più con i suoi post metafisici: un esame in ballo, una vita notturna frenetica, una connessione ballerina. Questo non ci impedisce però di continuare a sporcargli questo muro bianco latte per trasmettere messaggi importanti. Io, ad esempio, ne ho uno semplice semplice: buon compleanno vecio!Anche se ti avvicini ai 30, non preoccuparti: sei sempre più brutto. Ma è normale. Col tempo si peggiora.
Baci indiani, Monsieur Magritte
PS: ovviamente quello che soffia sulle candele nella foto sono io..indovina chi è l'altro?
Iscriviti a:
Post (Atom)

