... Così cantava Max Gazzè. L'imprevisto è parte della vita. Forse ne costituisce l'aspetto più stimolante, anche quando stravolge negativamente la nostra quotidianità. L'imprevisto genera crisi, ripiegamento, riflessione e sommovimento di idee, che escono dall'incubazione, dalla stasi, e si traducono in variabili e movimento. Perciò va riconosciuto subito e assecondato: l'imprevisto ci spinge alla ricerca. Come questo blog, anche se il fine non è chiaro neppure a me...
domenica, ottobre 16, 2011
Blocc Note.
Forse i black bloc si spostano nelle catacombe; dunque sono cristiani, però spaccano le madonne. Magari però quello era un segnale: la madonna distrutta si trovava nella chiesa dei SS. Marcellino e Pietro; San Pietro conosceva la Madre di Gesù, ma forse non erano in buoni rapporti considerando che uno era un pescatore e l' altra la madre del premier; la basilica di San Pietro si trova ad una certa...... distanza dal Santuario della madonna del divino amore, tracciando una linea retta che congiunga i due punti si noterà che il percorso passa inesorabilmente per san giovanni. Ora è facile ipotizzare che i black bloc facciano parte del coro di san Pietro, diretto dall' uomo Falena. E comunque la condanna della violenza è stata unanime da parte del mondo politico, quindi io mi sento molto più sereno. Ora cerco di scoprire cosa fa l' uomo ragno quando non è in servizio.
Corsi & Ricorsi che alla finne mi stanchetti

Che cos' è la Storia? Perché conoscere il passato, se non per sapere quando scadrà il latte che ho aperto l' altroieri? Il presente è frutto del passato e il futuro è il corvaccio che lo becca, oppure il passato è frutto del presente e di ciò che vogliamo si sappia in futuro? Se tornassi indietro nel passato e uccidessi, che so, Belusconi il giorno della sua prima comunione cambierei il presente? Forse no, ma magari mi sentirei meglio. Il problema è che bisognerebbe cambiare troppi eventi per godere di un presente migliore, ma sarebbe comunque un agire sugli effetti e non sulle cause, cioè sull' uomo. E allora agiamo sull' uomo; come, col bisturi o col fosforo bianco? Magari con gentilezza, ecco. Anche verso la donna, ecco. Un pò di sana gentilezza e altrettanto sonori sganassoni a chi si fa le pippe su questioni oziose e perde di vista il fatto che senza l' uomo la Storia non esiste.
giovedì, giugno 17, 2010
Pronti: partenza.

Aspetto. L' alba riempie i vuoti grigi della stazione come un ospite gradito e inatteso, colorando di speranza quelle poche figure che si aggirano in attesa di un treno. Che forse non verrà mai. I miei occhi sono fissi sulla brace della mia chesterfield, ma quel fulgore rossastro mi è indifferente. Il momento è sereno, le mia testa non più pesante è incassata nelle mie spalle mai forti come adesso, il mio piccolo bagaglio è ai miei piedi. Uno zaino di pelle marrone può contenere una vita? Il quesito è più pragmatico che filosofico, e mi strappa un sorriso a quarto di luna crescente. Sto per partire, il mio treno arriverà in stazione a minuti, è tutto quello che so. tutto quello che voglio dire; la destinazione rimarrà un piccolo segreto tra me e i miei sogni. Mentre mi alzo e getto lontano il mozzicone della mia sigaretta, so che non sto lasciando nulla dietro le spalle, ma portando la mia storia con me verso il presente. So che ci siete tutti, e che vi vedrò sotto il finestrino pochi istanti prima della partenza. Vi guarderò e vi vedrò tutti. E nessuno di noi porterà una maschera, ma indosserà il suo sorriso migliore.
Grazie, miei compagni di viaggio.
lunedì, luglio 27, 2009
vacante
Tutti a parlar di ferie.. Traducete il verbo in azione: non " sai, fra poco partirò... Una settimana in agriturismo, quattro giorni a Barcellona, due settimane a fare i fanghi, un mese in una missione domenicana nello Sri Lanka...", ma piuttosto: " sai, sono appena tornato da Barcellona( sempre lei...), sono stato nove settimane e mezzo a trombare in mezzo ai fanghi di Saturnia, etc etc...". Voglio dire, se proprio non potete farne a meno, informatevi sulle vostre vacanze a cose fatte; ne potremo discutere come di un qualsiasi avvenimento trascorso, sulla cui verosimiglianza potrò nutrire anche dei dubbi, ma comunque si tratterà di eventi che non torneranno più, sui quali anche voi avrete messo la parola fine, magari sentendo la nostalgia che vi corrode l' animo e la bile e l' invidia per chi ancora deve sperimentarli montare come la panna. Ecco, vi chiedo solo di parlare al passato prossimo, non di usare periodi ipotetici o tantomeno il condizionale. Sarà un atto di pietà nei miei confronti, che ripagherò evitandovi aggressioni fisiche.
p. s. : Qualcuno s' è scordato il canotto nell' androne di casa mia. L' ho bucato.
p. s. : Qualcuno s' è scordato il canotto nell' androne di casa mia. L' ho bucato.
giovedì, luglio 16, 2009
Bloggato
Affettuosi saluti al mio uditorio fantasma...
Mi sento un pò come i pazzi di Hyde park corner' s intenti a declamare le loro concioni ad un pubblico incuriosito, divertito, attonito, con la piccola differenza che io non mi trovo in quel fantastico angolo di Inghilterra che da asilo a noi poveri destabilizzati mentali, e non ho nemmeno teorie avvincenti pur se strampalate da sottoporre all' attenzione dei miei lettori, posto che ce ne siano ancora. Posseggo soltanto una ciclica tendenza alla scrittura, che attraversa fasi alterne di vita e morte, estro e mediocrità, fasi che prediligono questo blog per la loro fioritura o marcescenza periodica. Dice che questa è una fase di estro, probabilmente mediocre, ma sicuramente di non- stasi, perciò vi esorto a stare all' erta, potrei stupirvi con effetti analogici.
A proposito, ci siete ancora???
giovedì, dicembre 25, 2008
Presepe vivente

" ma dove cazzo sta?" L' imprecazione era più simile ad un sibilo da serpente a sonagli che ad una vera interiezione di apprensione. Antonio Perelli strinse forte tra le labbra il filtro della sua chesterfield, mentre il fumo si mescolava alla condensa sviluppandosi in ampie e fuggevoli volute bianche. Era ritto all' ingresso della fiera del paese, avvolto da un enorme giacca a vento imbottita che nascondeva solo parzialmente l' abito singolare che aveva sotto di essa. Antonio indossava infatti una tunica marrone di lino finissimo, il suo costume di scena nella rappresentazione locale del presente vivente che si sarebbe svolta d lì a pochi minuti e nella quale lui era uno dei protagonisti: la pro loco lo aveva insignito dell' onore, e dell' onere, di impersonare san giuseppe, in virtù dei " meriti svolti in seno alla comunità locale"( ossia l' esercizio commerciale enogastronomico grazie al quale deliziava i palati di passaggio per la gioia della decadente economia cittadina). Antonio era riuscito inoltre a convincere gli organizzatori che nessuno meglio di sua moglie Valeria e del loro piccolo Alessio, virgulto di appena 6 mesi, avrebbero potuto completare la sacra famiglia nei ruoli, rispettivamente, di madonna e santo bambino. Valeria non gli era parsa particolarmente entusiasta della proposta, ma ultimamente non era riuscito a vederla propositiva in nulla: non si era stupito perciò di una reazione che, probabilmente, poteva essere ricollegata alle problematiche di una gravidanza imprevista. Nonostante ciò, era stata proprio lei ad aiutarlo a scegliere le stoffe per confezionare gli abiti, e si era profusa con impegno nella ricerca di una sarta competente. Era proprio quella capacità di impegnarsi a tutto tondo nelle cose, anche in quelle che non la coinvolgevano in prima persona, che la rendeva agli occhi di Antonio una persona speciale, come anche i suoi silenzi e le sue risposte sibilline che spesso lo mandavano in bestia. Ma c'era un atteggiamento che più di tutti, irritava Antonio: la tendenza endemica di sua moglie al ritardo negli appuntamenti, quando lui invece giungeva addirittura con mezz' ora di anticipo. Questa volta, però, Valeria era riuscita a guadagnare un notevole primato nella storia dei loro appuntamenti: un' ora di ritardo, e la rappresentazione stava per cominciare. Antonio incominciò a battere i piedi, scrutando la strada brulicante di festanti paesanotti che si accingevano ad inebriarsi dei fumi dello zucchero filato e fors' anche di quelli dell' alcool nella fiera che si stagliava alle sue spalle: nessuna traccia di sua moglie e di suo figlio. Eppure casa loro distava nemmeno due chilometri da lì. Provò di nuovo a chiamarla sul cellulare, ma fu avvisato dalla melliflua voce dell' operatrice che l' utente non era raggiungibile. Imprecò a denti stretti, e compose il numero di casa: l' apparecchio squillava a vuoto. Decise allora di correre a verificare che tutto fosse a posto, colto da un' improvviso senso di paura misto ad una rabbia decisamente poco natalizia. Si fece largo tra la folla, mentre la tunica svolazzante a mò di gonna gli lasciava scoperti i polpacci consentendo alle sferzate di vento gelido di graffiare quelle gambe così poco abituate ad esporsi alle intemperie. Antonio correva e....
domenica, dicembre 21, 2008
Teatralità diffusa

Per quanto questa pausa natalizia sia inevitabilmente necessaria per recuperare forze, stimoli, propositività e canalizzazione delle energie, non riesco a non sentire la mancanza dell' accademia. Mi manca il mio nucleo, la nostra insaziabile volontà di sentirci un gruppo e di migliorare incessantemente grazie all' apporto dell' altro. Mi mancano i nostri insegnanti, la loro incredibile capacità di plasmare il lavoro intorno a noi, di evidenziare sempre nuovi stimoli e la capacità di superare i nostri limiti. Mi manca sentirmi ingranaggio fondamentale di un lavoro che risponde alle mie esigenze più intime e reali. Sarà così per poco, questo lo so. Cerco allora di assaporare i successi di questi ultimi due mesi, i risultati tangibili di un percorso individuale d' attore che nulla sarebbero stati senza il confronto con i miei colleghi di lavoro. A loro devo gran parte della mia personale, piccola ma immensa vittoria, la capacità di guardare avanti passo dopo passo ed assaporare ogni piccolo progresso senza proiettare il tutto in un futuro che è impossibile visualizzare. Come un marinaio in attesa dell' alba per imbarcarsi tra le nebbie del porto, io aspetto. So che il legno è saldo, nonostante la nebbia. E aspetto, respirando a pieni polmoni.
sabato, novembre 29, 2008
Respiro.
In un ritorno c' è tutta la grandezza dell' essere, perciò non mi dilungherò con frasi e concetti ridondanti. Basti sapere che gli ultimi due mesi sono stati eccezionali, tanto da farmi sentire vivo come non lo ero stato mai. Nel bene e nel male, con tutti i picchi umorali ed emotivi che ciò comporta. Non vi tedierò, cari lettori evanescenti ed immaginari, con le mie ultime avventure. Di fatto, a livello tangibile, c' è stato tutto e nulla, ma mai la calma piatta. Quindi devo correggere la mia precedente affermazione: c' è stato tutto e il contrario di tutto: gioia e rabbia, amore e odio, delusione e conforto, propositività e vigliaccheria. Aver scoperto che il corpo ruota è stato fondamentale in quel parapiglia di rigidità che stava diventando la mia esistenza; aver focalizzato che essere un attore è parte fondante di me si è rivelato propulsivo oltre ogni aspettativa, al di là delle barriere della normalità che ci circondano. Forse è proprio questo che ho imparato, consolidato e acquisito definitivamente nella mi vita: voglio essere me stesso, non voglio vivere la vita di qualcun altro o la vita che tanti altri si aspetterebbero da me. Non voglio negare il flusso, voglio andare avanti e piangere, ridere, dannarmi e volare. Questo è ciò che voglio essere, questo è ciò che sono. Il futuro non esiste se non come proiezione audace del presente, passeggiata costante su un cavo sospeso a tremila metri, brezza frizzante che ti coccola il viso e ti prende a schiaffi.
martedì, ottobre 14, 2008
I Cattivi maestri?
Le Cannu camminava spensierato sul marciapiede quando un collega lo avvicina e gli fa: " Senti, ti ho sentito parlare, t' ho visto con Il Manifesto sottobraccio.. Che ne diresti di iscriverti alla CGIL?"
Ammetto di essere rimasto spiazzato. Indubbiamente avevo pensato di iscrivermi ad un' organizzazione sindacale, ma nutro delle riserve sulla CGIL di oggi, che pure nella vicenda Alitalia è stata l' unica a far da contrappeso ad una trattativa indecorosa. Lì per lì ho pensato di cambiare proprio discorso, eppure c' è qualcosa che mi spinge a considerare l' offerta. Sarà la mia formazione politico culturale, sarà la voglia di sensibilizzare altri più impauriti di me nei confronti del leviatano mostruoso che è il padrone? Mi è venuto in mente papà, con la sua militanza nel suddetto sindacato durante gli anni 70, durante i quali di lotte vere ne sono state fatte tante, e per le quali molti attivisti hanno pagato lo scotto con un mobbing sconsiderato sul posto di lavoro. Lui considerava la sua esperienza chiusa, mi diceva spesso di non impegnarmi in prima persona proprio perchè memore delle tante delusioni, eppure so che ha appoggiato tutte le mie forme di dissenso e tutti i tentativi, anche se pochi, di lottare contro una realtà che spesso è inaccettabile.
Rimango ora a pensare a questo episodio con una agrodolce sigaretta tra le mani..
Ammetto di essere rimasto spiazzato. Indubbiamente avevo pensato di iscrivermi ad un' organizzazione sindacale, ma nutro delle riserve sulla CGIL di oggi, che pure nella vicenda Alitalia è stata l' unica a far da contrappeso ad una trattativa indecorosa. Lì per lì ho pensato di cambiare proprio discorso, eppure c' è qualcosa che mi spinge a considerare l' offerta. Sarà la mia formazione politico culturale, sarà la voglia di sensibilizzare altri più impauriti di me nei confronti del leviatano mostruoso che è il padrone? Mi è venuto in mente papà, con la sua militanza nel suddetto sindacato durante gli anni 70, durante i quali di lotte vere ne sono state fatte tante, e per le quali molti attivisti hanno pagato lo scotto con un mobbing sconsiderato sul posto di lavoro. Lui considerava la sua esperienza chiusa, mi diceva spesso di non impegnarmi in prima persona proprio perchè memore delle tante delusioni, eppure so che ha appoggiato tutte le mie forme di dissenso e tutti i tentativi, anche se pochi, di lottare contro una realtà che spesso è inaccettabile.
Rimango ora a pensare a questo episodio con una agrodolce sigaretta tra le mani..
lunedì, ottobre 13, 2008
Lunedì dopo il martedì
Mi accendo sigarette preparate con la paglia, spulcio il web per cercare nuove domande oppure nuove risposte; non mi accorgo che il mondo scorre sulla via del mare e questo ottobre sembra un maggio in affannoso ritardo. Sarà perchè i miei capelli sono meno in ordine del solito? Ricordatevi, alfiere mangia regina e dopo si prende il caffè.
mercoledì, ottobre 08, 2008
Dannato facebook..

L' altro giorno parlavo con una mia cara amica( sulla chat di facebook) e, tra una dissertazione filosofica ed una un pò meno elevata, si discuteva della febbra che ci ha pervaso da quando abbiamo iniziato a coltivare l 'insana passione di facebook. Lasciate perdere myspace, blogger, siti porno e quant' altro finora vi ha tenuto incolliati allo schermo del pc a rischio epilessia : facebook è ben peggio, è un dolce veleno che fa leva sul nostalgico che è in ognuno di noi, ci consente di creare una REALE rete di contatti amicali, sessuali che affondano le loro radici nel passato, in un escalation delirante di onnipotente senso di invasività e pervasività ritrovata nella vita altrui. Si pensava perciò, con la mia cara amica Laura, di effettuare un suicidio collettivo: ad una determinata ora x, tutti quanti dovremmo cancellare la nostra home page di facebook, assestando così un grosso colpo all' egemonia del sistema webbistico che ci vuole suoi schiavi e ritrovando pertanto una libertà di sensi ormai perduta. Si, le ho detto, è un' idea geniale, ma i tempi non sono ancora maturi. Fedele ad una concezione un pò naturalistica delle cose e dei fenomeni storici, credo che il faccialibro, giunto ora alla sua akmè, declinerà inevitabilmente verso un appiattimento generale. Solo allora potremo, e dovremo, dargli il colpo di grazia. Nel frattempo io tornerò a scrivere sul blog, ho ritrovato un pò di materiale pseudointellettuale e ridicolo da spiattellare sulla mia pagina preferita. GEsù è con me, non mettetevi sulla nostra strada: ed io l' ho incontrato sulla via del mare ben prima che guzzanti-mariano lo facesse sulla roma- l' aquila!!!
lunedì, settembre 01, 2008
sabato, agosto 23, 2008
Ritorno dei bay- area trashers

San Francisco è una città fantastica; molti dicono che sia la più europea delle metropoli statunitensi, e non a torto. L' urbanistica dei primi novecento adattata ad una superficie collinare, il clima umido, la popolazione assai eterogenea e culturalmente fervida. La baia di San Francisco è uno spettacolo per gli occhi, specialmente di notte: una vasto ventre d' acqua e di fumi sospesi tra luci fitte e impazzite. i Metallica nascono proprio in questo bacino d' uomini, musica e cultura, portano nel rock l' irruenza e la rabbia di riff diretti e tondi, un completamento essenziale di quell' hard rock prolifico dei morenti anni 70, o piuttosto morte e rinascita di un genere. Il compianto Cliff Burton costituì la vena vintage di quel rock da autodidatti; la sua conoscenza della musica era smodata e mai appagata, i suoi giri di basso riflettevano una ricerca interiore che non si sarebbe mai fermata se un freddo giorno di settembre non avesse reclamato in modo violento la vita di quel ventiquattrenne esplosivo. I suoi compagni, ragazzi imberbi ancora impreparati ad un lutto così profondo, continuarono col cuore pieno di amarezza e rabbia un percorso assai prolifico dal punto di vista del consenso, sempre più discendente da quello della creatività. Gli ultimi 12 anni hanno visto i Metallica alacremente impegnati nel disimpegno( se mi passate il gioco di parole) artistico e compositivo, immersi in un' estenuante e ripetitiva attività " live". Questo fino al nuovo singolo, che ho avuto modo di ascoltare ieri, mentre l' emozione cresceva sempre più in me ad ogni singola nota, per ogni riff incastrato e subito svincolato, per un progredire di melodie e di armonie così funzionali le une alle altre da far ricredere anche il peggiore degli scettici sulla ritrovata verve dei bay area trashers. Non so cosa possa essere scattato nei quattro cavalieri di Frisco; forse, più semplicemente, qualcosa si è sbloccato, qualche demone è stato affrontato e vinto con successo. Si può essere maturi e fanciulli nell' anima, ecco cos' è. Ne sono sempre più convinto.
giovedì, agosto 14, 2008
Domani dice che è festa..
.. Mentre io non so nemmeno che giorno della settimana sia. Migliaia di passeggeri mi attendono a braccia aperte in aeroporto, con tanta voglia di litigare e di far polemica. Cascano proprio a fagiolo. Il sudore appiccicaticcio mi cola dappertutto in questa asfissiante serata d' Agosto, l' ultimo trenino della serata in direzione roma è appena passato nella stazione di lido nord e l' aria è innaturalmente immobile. Irene è partita e tornerà a fine mese, idem per la maggior parte dei miei amici. Insomma, sto vivendo un Agosto romano come non ne vedevo da anni: lungo, sfiancante ma in definitiva attraente, anomalo, interessante. Mi vien voglia di fare come Gassmann ne " Il sorpasso", accalappiare qualcuno e partire per un interminabile ferrragosto dai risvolti incogniti, ma credo mi accontenterò di vivere un' Urbe che apparentemente dorme, si presta al gioco dei forestieri e sonnecchia in attesa del risveglio.
Buon divertimento a tutti!
Buon divertimento a tutti!
martedì, agosto 05, 2008
Augusto

Era un signore grande e grosso, con la barba ramata perennemente incrostata di Puff e spillante Peroni appena tracannata.
Augusto pesava circa centodieci chili, circa la metà dei quali concentrati nella pancia, un tondo barocco e teso come un otre che spuntava prepotentemente sotto camicie bianche di flanella zuppe di sudore acre. Era un tipo socievole, anche troppo per i miei gusti: cercava di riscattare undici mesi da recluso con trenta giorni di euforia, scherzi camerateschi, bevute in carovana, viaggi frenetici in località balneari volgari e inflazionate. Augusto morì, così, all' improvviso, in una notte stellata del 31 Agosto dell' anno 199x, quasi allo scoccare della mezzanotte. Il cuore non resse al lardo, all' opulenza insensata e ad un'esistenza dimenticata.
mercoledì, luglio 16, 2008
Spiranza

Credo che la maggior parte delle persone non abbia ancora capito una cosa fondamentale di Ostia.
E' inutile recarsi sulla spiaggia alla ricerca di risposte o malinconie sospirate all' interno di un tramonto, è fondamentale tentare almeno una volta nella propria vita di aspettare che il sole sorga sopra la linea dell' orizzonte mollemente adagiati su una spiaggia di Capocotta. Posso assicurarvi che l' aspettativa è reale, palpabile il senso di imminenza di quel simbolico atto che non avverrà mai, se non alle vostre spalle, e fortissimo il senso di immediata delusione che ne consegue. O forse no, non è delusione, è semplicemente frustrazione relativa ad un' occasione persa, come se proprio quella mattina il sole avesse scelto, con dolo, in relazione alla nostra presenza, di fare capolino dal versante opposto. Si torna poi a casa un pò amareggiati, ma persuasi che sia inevitabile che quella prospettiva prima o poi cambi; perciò si ricomincia a cercare una nuova alba, oppure un pò di refrigerio nel solleone di mezzogiorno, o magari uno spicchio di mare nella pineta di castel fusano, o anche un pò d' umanità nei supermercati..
Cerco un pò d' autunno in questo Luglio dimenticato.
giovedì, luglio 10, 2008
I chiodi fanno male ma se spezzano, puro
Dice: " Ammazza come te sei sciupato.. Sei secco come la morte!" Et similia.
Mi è capitato parecchie volte di sentirmi apostrofare così, magari da qualcuno che non vedevo da un pò di tempo, sempre in coincidenza con periodi di stress fisico e mentale. Capita che una persona magra di costituzione, nonostante consumi regolari ed abbondanti pasti, possa perdere facilmente chili se preda di un periodo particolarmente frenetico della sua vita. Puntualmente, dinnanzi a queste episodiche ma regolari esternazioni, rimango senza parole, ed anche un pò stranito. Insomma, il " secco" di natura va in crisi quando il suo peso scende sulla bilancia, perchè spesso e volentieri non dipende dalla sua volontà: Però, mentre è politicamente scorretto dire ad una persona che è grassa, oppure che si è ingrassata, o meglio ancora: che è un obeso di merda perchè mangia schifezze e non muove un muscolo se non quello del pollice per cambiare i canali sul telecomando, dire invece ad un magro che sta perdendo chili come se la cosa lo lasciasse indifferente è assolutamente normale.
Mah!!!
Mi è capitato parecchie volte di sentirmi apostrofare così, magari da qualcuno che non vedevo da un pò di tempo, sempre in coincidenza con periodi di stress fisico e mentale. Capita che una persona magra di costituzione, nonostante consumi regolari ed abbondanti pasti, possa perdere facilmente chili se preda di un periodo particolarmente frenetico della sua vita. Puntualmente, dinnanzi a queste episodiche ma regolari esternazioni, rimango senza parole, ed anche un pò stranito. Insomma, il " secco" di natura va in crisi quando il suo peso scende sulla bilancia, perchè spesso e volentieri non dipende dalla sua volontà: Però, mentre è politicamente scorretto dire ad una persona che è grassa, oppure che si è ingrassata, o meglio ancora: che è un obeso di merda perchè mangia schifezze e non muove un muscolo se non quello del pollice per cambiare i canali sul telecomando, dire invece ad un magro che sta perdendo chili come se la cosa lo lasciasse indifferente è assolutamente normale.
Mah!!!
sabato, giugno 28, 2008
Io non ci riuscirei mai.
Batman agisce di notte, nessun criminale è al sicuro dal calar del sole sino all' alba. Di giorno, il supereroe torna nei ranghi e nei panni del suo alter- ego borghese in borghese, alias Bruce Wayne, industriale e playboy: insomma, un Berlusconi del fumetto.
Batman di notte, Bruce Wayne di giorno.
Ma quando cazzo dorme questo?
Batman di notte, Bruce Wayne di giorno.
Ma quando cazzo dorme questo?
giovedì, giugno 19, 2008
Riflettenze..

Non siamo liberi nemmeno di disprezzare. Chi disprezza compra, è un dato acquisito, diviene automaticamente un consumatore, e il prezzo lo decide il disprezzato. Quindi i comunisti, che fanno campagne d' odio, sono doppiamente fessi: primo perchè comunisti, secondo perchè acquistano a scatola chiusa.
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