sabato, agosto 23, 2008

Ritorno dei bay- area trashers


San Francisco è una città fantastica; molti dicono che sia la più europea delle metropoli statunitensi, e non a torto. L' urbanistica dei primi novecento adattata ad una superficie collinare, il clima umido, la popolazione assai eterogenea e culturalmente fervida. La baia di San Francisco è uno spettacolo per gli occhi, specialmente di notte: una vasto ventre d' acqua e di fumi sospesi tra luci fitte e impazzite. i Metallica nascono proprio in questo bacino d' uomini, musica e cultura, portano nel rock l' irruenza e la rabbia di riff diretti e tondi, un completamento essenziale di quell' hard rock prolifico dei morenti anni 70, o piuttosto morte e rinascita di un genere. Il compianto Cliff Burton costituì la vena vintage di quel rock da autodidatti; la sua conoscenza della musica era smodata e mai appagata, i suoi giri di basso riflettevano una ricerca interiore che non si sarebbe mai fermata se un freddo giorno di settembre non avesse reclamato in modo violento la vita di quel ventiquattrenne esplosivo. I suoi compagni, ragazzi imberbi ancora impreparati ad un lutto così profondo, continuarono col cuore pieno di amarezza e rabbia un percorso assai prolifico dal punto di vista del consenso, sempre più discendente da quello della creatività. Gli ultimi 12 anni hanno visto i Metallica alacremente impegnati nel disimpegno( se mi passate il gioco di parole) artistico e compositivo, immersi in un' estenuante e ripetitiva attività " live". Questo fino al nuovo singolo, che ho avuto modo di ascoltare ieri, mentre l' emozione cresceva sempre più in me ad ogni singola nota, per ogni riff incastrato e subito svincolato, per un progredire di melodie e di armonie così funzionali le une alle altre da far ricredere anche il peggiore degli scettici sulla ritrovata verve dei bay area trashers. Non so cosa possa essere scattato nei quattro cavalieri di Frisco; forse, più semplicemente, qualcosa si è sbloccato, qualche demone è stato affrontato e vinto con successo. Si può essere maturi e fanciulli nell' anima, ecco cos' è. Ne sono sempre più convinto.

giovedì, agosto 14, 2008

Domani dice che è festa..

.. Mentre io non so nemmeno che giorno della settimana sia. Migliaia di passeggeri mi attendono a braccia aperte in aeroporto, con tanta voglia di litigare e di far polemica. Cascano proprio a fagiolo. Il sudore appiccicaticcio mi cola dappertutto in questa asfissiante serata d' Agosto, l' ultimo trenino della serata in direzione roma è appena passato nella stazione di lido nord e l' aria è innaturalmente immobile. Irene è partita e tornerà a fine mese, idem per la maggior parte dei miei amici. Insomma, sto vivendo un Agosto romano come non ne vedevo da anni: lungo, sfiancante ma in definitiva attraente, anomalo, interessante. Mi vien voglia di fare come Gassmann ne " Il sorpasso", accalappiare qualcuno e partire per un interminabile ferrragosto dai risvolti incogniti, ma credo mi accontenterò di vivere un' Urbe che apparentemente dorme, si presta al gioco dei forestieri e sonnecchia in attesa del risveglio.

Buon divertimento a tutti!

martedì, agosto 05, 2008

Augusto


Era un signore grande e grosso, con la barba ramata perennemente incrostata di Puff e spillante Peroni appena tracannata.

Augusto pesava circa centodieci chili, circa la metà dei quali concentrati nella pancia, un tondo barocco e teso come un otre che spuntava prepotentemente sotto camicie bianche di flanella zuppe di sudore acre. Era un tipo socievole, anche troppo per i miei gusti: cercava di riscattare undici mesi da recluso con trenta giorni di euforia, scherzi camerateschi, bevute in carovana, viaggi frenetici in località balneari volgari e inflazionate. Augusto morì, così, all' improvviso, in una notte stellata del 31 Agosto dell' anno 199x, quasi allo scoccare della mezzanotte. Il cuore non resse al lardo, all' opulenza insensata e ad un'esistenza dimenticata.