mercoledì, gennaio 30, 2008

L' anima de..

Diversi anni fa, rincasando, trovai nella cassetta delle lettere una brochure molto curiosa, tra i tanti pallosissimi volantini pubblicitari. Era una sponsorizzazione della ditta " Scifoni", tra le migliori imprese di pompe funebri romane. Ciascun foglio della brochure offriva un' ampia varietà di articoli mortuari, in primis bare, offerte speciali e quant' altro, tutto accompagnato da uno dei migliori slogan che abbia mai concepito la mente umana: " il più tardi possibile, ma.. è meglio con scifoni". Straordinario. In poche parole era espressa tutta l' anima di questo esercizio antichissimo e indispensabile, remunerativo come pochi e di alta utilità sociale. C' è da aggiungere che la suddetta pubblicità sparì nel giro di pochissimo tempo dalle nostre cassette postali, forse ritenuta ipocritamente troppo macabra per essere accostata a quella di supermercati e mobilifici d' accatto. Credo fermamente che avrebbe sbaragliato la concorrenza, presentandosi efficacemente come un' azienda " normale", inserita come tutte nel ciclo di produzione umano, forse all' ultimo posto in ordine cronologico( Ma potrebbe anche essere il primo).

Se doveste passare per piazzale del verano, troverete la ditta scifoni ad attendervi alla fermata del tram. Il negozio è sormontato da una scritta con bellissime lettere fluorescenti blu cobalto.. Attenzione, il bar è proprio accanto. Non sbagliatevi.

lunedì, gennaio 21, 2008

Cos'è la Romania?

Qualcuno di voi conosce , per caso, un pò di Storia della Romania? Andrebbe bene anche la cronaca; qualsiasi notizia, insomma, che testimoni l' esistenza di questo paese europeo, ormai membro anche della UE. Vi giuro che, a partire dalla caduta del governo di Ceausescu, io non ho più sentito parlare della Romania se non in relazione ai suoi abitanti transfughi, ossia i Romeni. Che non sarebbero tali senza una patria, ovviamente. Eppure sembra che nell' immaginario collettivo nascano quasi per partenogenesi dalla terra, una terra cattiva che li predispone naturalmente alla delinquenza e alla volgarità gratuita. Quando penso alla " Dacia" non riesco a focalizzare altro che le intense e crude immagini istoriate della colonna traiana, alla transilvania di Bram Stoker e, miseramente, ad un lembo di terra colorato su una cartina geografica. Immagino che questo processo mentale non sia da imputare unicamente alla mia pigrizia intellettuale, o all' assenza di interesse verso realtà " altre" rispetto al misero microcosmo italiano. C' entra qualcosa anche una certa retorica mediatica assorbita senza filtri critici, uno stereotipato vizio all' omologazione dei tipi etnici a prescindere dalla loro nazionalità o in virtù( o difetto) delle caratteristiche climatiche del loro suolo natale che sembrava superato dalla geografia moderna. Se escludiamo una breve ed intensa campagna pubblicitaria per il turismo in romania all' indomani dell' ingresso della stessa nell' UE, non ho mai sentito o conosciuto qualcuno che sapesse veramente che cazzo succeda in quel paese, quanto se la passino male i suoi abitanti, che tipo di disperazione abissale possa spingere migliaia e migliaia di persone ad abbandonare la propria casa per cercare fortuna nella terra dell' ingiustizia sociale e del degrado pseudoliberista, ossia l' Italia.

Giuro che mi informerò al più presto su ogni cosa.

giovedì, gennaio 17, 2008

Notturno bar


La notte romana è come una libreria colma di scaffali: c' è sempre un volume che ti era sfuggito prima, per tanto tempo, nonostante fosse bene in vista e dalla copertina di un colore acceso. E quando lo scopri, capisci che vorresti condividerlo con qualcuno, perchè rappresenta una prospettiva affascinante e quasi magica. Lavorare di notte in un bar del centro offre particolari spunti di riflessione. Innanzitutto, la varia umanità che entra ed esce da quella porta, individui che probabilmente vivono di notte come i vampiri, o quasi fossero una sorta di morlock che soltanto nelle tarde ore si concedono un assaggio della fasulla aria di superficie. Si crea un mondo parallelo fattosi bar, che non ha nulla da invidiare a quello di " Guerre Stellari" su Tatooine. Entra il tossico, l' alcolizzato, il barbone,il travestito, spesso le categorie si confondono, si mescolano unite a storie mai raccontate e spesso celate sotto chiave dietro ad occhi impenetrabili. Arrivano gli autisti del Trambus dagli occhi stanchi e dal sorriso così familiare, che si concedono un caffè fugace prima dell' interminabile turno di notte; si affacciano fanciulle ridanciane accompagnate a loschi figuri tatuati e impomatati, entra l' abituale cliente che sembra aver messo tende nel locale, dato che si presenta dalle 7 alle 8 volte al giorno. E da quel rettangolo che chiamiamo porta d' ingresso s' intravede un mondo a ridosso del vittoriano, fatto di automobili e motorini che sfrecciano, autobus che pigramente si incamminano verso la meta, come dinosauri prossimi all' estinzione. Tutto è condito da questo fazzoletto di notte costellata da tante piccole luci, realtà sfuggevole e quasi malinconica. tutto si mescola, tutto cambia senza cambiare mai, in quell' angolo del cuore di roma; un angolo che consiglio vivamente di vivere intorno alle quattro del mattino, quando sembra che il mondo intero sia sparito sotto una coltre di sonno infinito. Non mi sono mai sentito parte così integrante dell' anima pulsante capitolina come quando stacco dal notturno. Mi sembra quasi di Respirare, davvero, assieme alla storia dell' Urbe.

Nella foto, Valerio Mastandrea in " Notturno bus" di Davide Marengo( 2007)

venerdì, gennaio 11, 2008

Chi di meme perisce


Sembra proprio che il mio blog, forse tra i più insignificanti recipienti colmi di banalità e stronzate, sia stato inserito per ben due volte in una graduatoria riservata ai blog che fanno più riflettere. Ora, non so se abbia giocato più il sentimento di amicizia oppure un obnubilamento mattutino della coscienza, fatto sta che alcuni cari amici mi hanno messo nella spiacevole condizione di esprimere, a mia volta, un giudizio di merito. Nella mia personale classifica entra sia il ringraziamento che porgo ad alcune persone per avermi aiutato a " pensare" con le loro emozioni affidate a significati e significanti lessicali, sia il doveroso riconoscimento agli stessi di aver spesso contribuito con l' apparente leggerezza dei loro pensieri a rendere le mie giornate più lievi. Incominciamo in ordine cronologico:

1) Sgamas: è un indubbio maestro del libero pensiero, un plasmatore istrionico di realtà possibili, un caustico " fool" d' altri tempi, nonchè un baritono eccezionale. Ma lui ancora non lo sa.

2) Higuerra: la sua capacità di affidare alle parole scritte la complessità travolgente del suo animo è prodigiosa, anche se spesso troppo timorosa di affrontare orizzonti inesplorati. Buttati, amico mio! ( In senso metaforico..)

3) Kiki: Una persona vera, totalmente innamorata della vita, sensibilmente capace di renderci partecipi di ogni piccolo aspetto che circonda la nostra quotidianità. Le sue parole sono un toccasana per il cuore e uno sprone per la mente.

4) Giulia Romana: Unisce lo humour e l' eleganza, l' artificio retorico al lessico quotidiano, è una grande comunicatrice e coinvolgente penna che apre spiragli su un mondo interiore fatto di interessi e aspettative affascinanti, che ci mettono di fronte ad un animo sensibile e poetico.

5) Alzamonnezza: animale, surreale, grottesco, eclettico. In una parola sola, geniale.

Non me ne voglia chi è stato lasciato fuori. Aggiudico, comunque, il quinto posto e mezzo alla mia amica Flauto, anche detta Zara: questo è un incoraggiamento a scrivere di più, ho bisogno del tuo entusiasmo!

Troverete i link dei suddetti blogghe alla vostra destra, non sciupateli..

p. s.: un ringraziamento doveroso va a scalia, senza il quale questo blog sarebbe valso men della metà, e ovviamente a tutti quei collaboratori sopracitati che almeno una volta hanno scritto qualcosa. Anche se, mi dispiace, è troppo poco. Mò ve cancello a tutti perchè me sciupate pure er parcheggio!

Con affetto,

Le Cannù

domenica, gennaio 06, 2008

Penultimo anno di prima decade


Non ho ancora un nuovo calendario, devo abituarmi all' idea del 2008 inteso come cifra su carta, parola senza senso sulle labbra, nuovo anno di nuovo millennio che porta false speranze all' umanità e mistificazioni inerarrabili della realtà. Porto la speranza di un mondo migliore nel cuore e nelle azioni, dove il tempo che fugge è uno sprone a migliorare la condizione dell' uomo, di tutti gli uomini intesi come massima espressione dell' armonia del cosmo, almeno di quello che conosciamo. Sento dentro un senso di rinnovamento, un' aria di cambiamento, un frullatore colmo di progetti, che parte a prescindere dallo scoccare di una determinata mezzanotte satura di esplosioni bonarie e prosecchi vomitevoli. Sento forte la mancanza di Chi non c' è più, e che confortava le mie paure con una comprensione fuori dal comune unita ad un carattere impetuoso e ad una tenerezza infinita propria di chi è rimasto un fanciullo nel cuore. Sento altrettanto forte la presenza di Chi c' è ancora ed è sempre più vicino a me, sento le luci, i suoni e gli odori di una realtà della quale sentirei fortemente la mancanza nel momento in cui non riuscissi più ad avvertirne l' eccezionalità che è insita nel suo essere quotidiana...

Buon Anno a tutti.