giovedì, aprile 26, 2007

Onda su onda

Oggi sembra settembre. Una giornata a tratti nuvolosa, qualche straccio di sole, temperatura da bermuda e maglietta puro cotone, poca gente sulle spiagge, mare calmo dipinto a tonalità di blu+azzurro+verde. Oggi sembra sttembre e a me i colori di settembre piacciono, mi rilassano e mi riconciliano con il mondo, anche quando un coatto antico mi taglia la strada sul lungomare con conseguente rischio di ammazzare un ciclista+coppia di anziani+ me stesso. In questa giornata che sembra di settembre succede che mi chiama Peppino Corona, dice che sta in radio, che sta facendo delle prove tecniche di trasmissione, che mi sta per mandare in onda.

- Ah Peppì senti na cosa... ma non ti sembra settembre oggi?
- A Scalì, ma che stai a dì... beh però è vero sembra un pò settembre oggi... si vabbè, ma che ce frega mo de settembre... ora vai in onda.
- In onda? E che devo dì?
- Te famo un par de domande su quella trasmissione che devi fà... così, tanto pe chiacchierà, pe vedè se er telefono è collegato bene...
- Er telefono? Ma chiama er tecnico...
- A Scalì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo...

In effetti mi fanno qualche domanda su questa trasmissione, su chi c'è e chi non c'è, su chi la conduce e di cosa tratta. Si parla per un pò, racconto del progetto, di Sgamas, Higuerra, Bisca e LeCannù, dico che inventeremo qualcosa, che sarà divertente e che nessuno si azzardi a prenderci sul serio. Poi ci salutiamo, Peppino mi richiama e dice che è andata bene...

- Ah vi piace il progetto...
- No no... er telefono funziona
- A Peppì...
- Vabbè, vabbè, nun te 'ncazzà, scherzavo. Il progetto va bene, ci sentiamo...
- Peppino...
- Eh...
- Ma nun te pare settembre?
- Hai rotto er cazzo Scalì...
- Ciao Peppì

E quindi, dal sito Broadcastitalia.it tra poco tempo le voci di alcuni coraggiosi rimbalzeranno nella rete e nell'etere con una trasmissione dal titolo Cafè Absurd. Cosa ne uscirà è un piacevole mistero, ma di qualunque cosa si tratti, sarà roba di un certo livello.

P.S Il sole sta tramontando sull'orizzonte ostiense. Sembra proprio la fine di una giornata di settembre.

venerdì, aprile 20, 2007

The times they are a changin'


Quando i portuali di Livorno fanno da scorta all'ex Presidente del Consiglio, quando l'ex Presidente del Consiglio si siede in terza fila durante il Congresso del più grande partito della "sinistra" dopo essere stato timidamente applaudito al suo ingresso, quando ognuno dice una cosa diversa dall'altra ma per un'alchimia sconosciuta ai comuni mortali tutti sono d'accordo, è inevitabile prendere atto che c'è qualcosa che sta cambiando. In meglio... in peggio... ad ognuno il suo lavoro d'immaginazione, di analisi politica sulla base delle sue personali convinzioni. Il punto fermo in questo marasma di accoppiamenti di partiti, simboli, nomi ed incarichi è che qualcosa si sta muovendo. I più esperti aggiungono che questo qualcosa si stia muovendo verso il "centro". Il "centro" della politica è una specie di zona senza traffico limitato dove confluiscono tutti coloro che abbracciano il "riformismo moderato". Dato che il politichese è un linguaggio fatto di parole che non vogliono dire un accidenti, per capirci qualcosa di più, ieri ho deciso di farmi male e dedicare trenta minuti della mia giovinezza a Piero Fassino, il segretario degli scomparenti DS. L'ho visto male, pallido in volto, scavato forse dalla tensione, ma abbastanza convinto di ciò che andava dicendo alla numerosa platea di colleghi, giornalisti e delegati. Ho ascoltato solo gli ultimi trenta minuti del suo discorso, ma con pazienza mi sono poi riletto tutta la parte che avevo mancato. Ha parlato tanto Fassino, e dopo un'accurata analisi sono giunto alla conclusione che non ha detto un cazzo. Il suo compito era quello di spiegare perchè e come sta nascendo questo "Partito Democratico", nuovo soggetto politico dalle grandi ambizioni, futuro faro della politica riformista italiana. Ha raccontato che c'è la "necessità storica" di questo essere mitologico metà ex-comunista e metà ex-democristiano, un "partito aperto, partecipativo, democratico di nome e di fatto". Ha ricordato la necessità di entrare nel PSE (Partito Socialista Europeo), ha fatto gli auguri alla candidata socialista Ségolène Royale per le elezioni in Francia, ha detto che bisogna essere laici, ma aperti al dialogo con le altre culture e religioni, ha detto che il "Partito Democratico è pensato per chi nel 2010 avrà vent'anni...", io quindi sto già oltre il termine stabilito. Tutto questo pappone condito da parole vuote, senza significato, mancanti di una seppur minima e sbiadita ombra di concretezza. Si è spesso rivolto alla folla con un "Care Compagne, cari Compagni"... compagni de che? mi sono detto... Ma si va al "centro" o si rimane ancorati alla Festa dell'Unità con la birra annacquata e il concerto gratis degli Inti-Illimani? Compagni un cazzo a Piè... vai da Dini, Rutelli, Castagnetti, Marini... D'Alema... e prova dirgli "Compagno...", vedi che ti rispondono. Comunque Piero l'ha sfangata, ha oscillato tra il valore della tradizione della sinistra per i nostalgici di Berlinguer ed il nuovo che sarà. Non ha detto un cazzo... ma l'ha detto bene, come solo i politici sanno fare. Mazzo di fiori, abbraccio con D'Alema, mani levate al cielo, no sei più bravo te, ma dai è tutto merito tuo, si ma come parli bene, ma Mussi 'ndo sta? Come? S'è dato!? Ahhh, annamo bene...

Oggi è iniziato anche il Congresso della Margherita, il Partito che con i DS andrà a costituire il grande PD. Ha parlato Prodi e ha detto che a fine legislatura se ne andrà lasciando lo spazio ai giovani (e a quanto pare i giovani si chiamano Wolly Ualter Veltroni), ha snocciolato qualche cifra sull'economia, sull'operato dell'esecutivo, sul coraggio del progetto del PD ecc... E' stato poi il momento del grande capo della Margherita Cicciobello Rutelli, che al "centro" ci sta come un pesce nell'oceano. Anche lui ha usato bellissime parole piene di niente come "Saremo il Partito in cui l'io conterà molto, ma riscopriremo la gioia e la felicità di saperci riconoscere nel noi", oppure "Saremo il Partito che non toglie per l'interesse del presente, la parola al futuro". Si è poi soffermato sul rapporto Stato-Chiesa, sottolinenando il ruolo importante che quest'ultima ricopre nella nostra società, ha ricordato un suo incontro con Giovanni Paolo II, ha fatto gli auguri a François Bayrou candidato dell'UDF alle elezioni in Francia e ha fatto intendere che il PD nel PSE non ci entrerà mai. Con il PSE meglio un'alleanza esterna, un pò più distaccata, che se ci stanchiamo magari ce ne andiamo. Ha parlato poi dell'ambiente, della bioetica e anche lui si è soffermato sui giovani, su ciò che il PD deve rappresentare per le nuove generazioni. Ad applaudire con calore Prodi e Marini. 148 anni in due.

Da questa due giorni di Congressi tra querce e margherite, in questa selva di voci, idee, valori e proposte ognuna diversa dall'altra, sembra che ci siano tutti i presupposti per iniziare una bella ed unitaria esperienza politica; direi che l'Italia ne sentiva proprio la necessità.
La settimana scorsa si sono svolti anche i Congressi dell'UDC e dello SDI. Al Congresso dell'UDC l'unico incensurato presente era il tizio che ha montato il palco, mentre al Congresso dello SDI si è finalmente giunti alla creazione di un nuovo soggetto politico. Il PSI.

Pensieri stupidi

Ieri mattina in metropolitana avevo fatto un pensiero stupido.

Pensando alla strage del campus in Virginia, in cui un tipo è entrato indisturbato in un campus e ha ammazzato 32 persone, mi era venuta in mente una battuta di humour piuttosto nero. Che la colpadella strage in realtà non era del fatto che il tipo in questione avesse potuto procurarsi con tanta facilità delle armi automatiche e dei caricatori da svuotare a raffica su chiunque stesse là dentro, bensì del fatto che, se tutti gli studenti e i professori fossero stati forniti di altrettante armi, si sarebbero potuti ben difendere e ammazzare il tipo in questione. Il problema, insomma, è che negli Usa è troppo difficile procurarsi un'arma: fosse stato più facile magari sarebbero morte solo 4 o 5 persone, prima che si scatenasse un bel tiro al bersaglio contro il pazzoide.

Che cretino che sono. Riesco a fare del sarcasmo anche di fronte a una tragedia come questa.

Ieri sera il telegiornale ha detto che il mio pensiero stupido, è stato formulato pubblicamente, probabilmente in modo più elegante del mio, da un tale Tom Kaine, governatore democratico della Virginia.

Non ho trovato conferme di questa dichiarazione su internet, e spero di essermi sbagliato, di aver capito male. Ma qualche esponente politico americano in ogni caso l'ha detta sta stronzata. E che lo abbia detto pubblicamente lui o un'altra persona, non cambia molto.

mercoledì, aprile 18, 2007

Stipendio


Ieri ho preso il mio primo stipendio, con tanto di assegno. Ero convinto mi avrebbero pagato con banconote di piccolo taglio come si usa nei film di malavita, e invece ho avuto una sorpresa.. L' importo ammonta a circa quattrocento euri, e ammetto candidamente di non averli mai visti tutti assieme( devo ancora cambiare l' assegno, quindi non è ancora detto che li veda...). Avevo pensato di investirli nel narcotraffico, magari avviando un piccolo commercio di stupefacenti. Potrei comprare una buona partita di hashish, rivenderla al dettaglio e investire di nuovo i proventi nel ramo della droga pesante. Comincerei tra mille difficoltà, dovendo districarmi tra le maglie asfittiche del mercato della delinquenza organizzata. Potrei, a questo punto, comprare un discreto quantitativo di armi e foraggiare un piccolo esercito personale, che impiegheri nel banditaggio e nei sequestri, e contemporaneamente corteggerei il contrabbando di sigarette, cercando di coinvolgere il vaticano nei miei affari, giusto per creare qualche risvolto interessante ai limiti del romanzesco.
Oppure potrei semplicemente dare fuoco alle banconote per sottolineare il mio disprezzo nei confronti del mondo capitalistico, ma rimarrei di nuovo povero in canna seppur magari appagato ideologicamente.
Accetto consigli, nel frattempo vado a farmi una pennica che è meglio...

sabato, aprile 14, 2007

Er palo dell'amore II


Oggi è un triste giorno. E' accaduto ciò che alcuni temevano da tempo, è accaduto di pomeriggio sotto gli occhi di giovani innamorati attoniti, è accaduto in uno sferragliamento di metalli zincati e lucenti sotto un amaro sole di primavera. Er palo è crollato. Non ha retto il peso dell'amore, non ce l'ha fatta a sopportare la responsabilità di custodire la promessa di centinaia di amanti. Laura+Guido 4ever, Cioccolatina&Cioccolatino 10-04-2007, Topino+Sorcetta e con loro tanti altri, si sono sfracellati sui sanpietrini di Ponte Milvio in un'orgia di dolore che non può non lasciare indifferenti. Un pomeriggio di disamore, che fa male alla poesia e al sentimento. Quando si è sparsa la notizia in molti non volevano crederci ed hanno rifiutato la dolorosa realtà pur non riuscendo a trattenere le lacrime. Due giovani innamorati hanno passato tutto il pomeriggio a vegliare i resti del palo ormai monco. Lui abbraccia la sua lei e cerca di consolarla, poi si fa forza e dichiara commosso: "Siamo passati qui ieri sera come facciamo spesso, stava bene, siamo stati vicino a lui per un'oretta, sembrava tutto normale come al solito e invece oggi...". I vigili del fuoco avevano controllato periodicamente lo stato di salute del palo constatando una robustezza all'altezza della situazione, ma purtroppo si sbagliavano. I lucchetti hanno continuato a crescere a grappoli ed il peso è aumentato fino al drammatico pomeriggio di ieri. Già qualche tempo fa alcuni insensibili avevano staccato dei lucchetti ed era stata aperta un'inchiesta che aveva visto la partecipazione di tutte le forze dell'ordine con conseguente polemica politica. Oggi non ci sono scapoli invidiosi da cercare, oggi si fanno i conti con il destino crudele, un destino che va accettato seppur con dolore. I lucchetti, quei simboli d'amore inossidabile sono stati portati all'ufficio del decoro urbano dove sono attesi gli innamorati per il riconoscimento ufficiale. Probabilmente alcuni lucchetti, i più sfortunati, sono andati perduti per sempre sul fondo del Tevere in un eterno Io e te tre metri sotto all'acqua.

Il sindaco di Roma Wolly Ualter Veltroni, colpito dal tragico evento ha fatto sapere che i lucchetti recuperati verranno conservati in Campidoglio ad imperitura memoria.

mercoledì, aprile 11, 2007

La legge della musica

Oggi pomeriggio ho incontrato un mio vecchio compagno di scuola, di quando facevo il Liceo, di quando leggevo il giornale nascosto all'ultimo banco-fila-di-centro, di quando all'ora di religione si finiva a parlare dell'aborto, di quando mi incazzavo e mandavo a fare in culo una dozzina di persone in classe, di quando oggi c'è ginnastica si vabbè ma a me la pallavolo me fa schifo fermasse un'oretta a pià er sole in giardino no eh..., di quando mi sarò fumato un considerevole quantitativo di sigarette in bagno, di quando vengo volontario all'interrogazione di matematica che così me tolgo sta rottura de cojoni, di quando il caffè della macchinetta faceva il suo effetto devastante e il bagno dei professori diveniva un'alcova commovente, di quando l'interrogazione orale di latino e greco era una passeggiata di salute, di quando ero in gita ad Atene mentre scoppiava la guerra in Iraq, di quando era qualche anno fa, che poi non sono molti, ma abbastanza per giustificare il lento oblio di nomi, cognomi, facce e compleanni di un indefinito numero di persone che vedevo tutte le mattine. Oggi dicevo, incontro questo ex-compagno di scuola, uno che non ho dimenticato perchè è sempre stato un tipo particolare, tendenzialmente allegro e spiritoso. Quando iniziammo il IV Ginnasio già studiava pianoforte con risultati straordinari; chi lo aveva sentito suonare parlava di lui come di un vero fenomeno della tastiera ed io mi fidavo perchè aveva quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così di chi se la suona, se la canta e in culo a tutto il resto. Lo ascoltai per la prima volta solo alla fine del I Liceo, durante una specie di spettacolo di fine anno. Fu invitato dalla Preside sul palco dell'aula magna e così, tra un frizzo e un lazzo, senza spartito e per far felice la babbiona, tirò fuori un paio di notturni di Chopin. Lo studio al Conservatorio ed il Liceo erano però troppo impegnativi se fatti contemporaneamente e a buoni livelli; decise così di abbandonare latini e greci statali per iscriversi ad un Liceo privato che gli permettesse di continuare a studiare più intensamente la musica. Ci perdemmo di vista, ogni tanto qualche amico in comune mi parlava dei suoi progressi e nel tempo ho sempre pensato a lui come ad un futuro grande pianista, uno di quelli che un giorno vedi la sua foto sulla pagina degli spettacoli e dici "Io con quello ci andavo a scuola". Mentre mi diplomavo ed iniziavo l'Università, lui si diplomava al Conservatorio con il massimo dei voti ed ho creduto fino ad oggi che avesse iniziato a costrursi un suo percorso di vita e di musica ad alti livelli. Oggi me lo vedo davanti, lo abbraccio, un ciaocomestaimortaccimadaquantèchenunsevedemo e noto subito un'incredibile somiglianza con Rino Gaetano. Riconosco anche la ragazza che è con lui, ex-compagna di classe a sua volta, sicuramente la più simpatica compagna di classe che io ricordi, nonchè mia misericordiosa salvatrice durante le versioni di latino e greco. Si inizia a chiacchierare e viene fuori che a causa della mancata attuazione di alcuni decreti di una legge del 1999 (relativa all'equipollenza del Diploma di Conservatorio alla Laurea), il suo Diploma di vecchio ordinamento conseguito al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti, non è riconosciuto al pari di una Laurea Universitaria di secondo livello e di conseguenza in campo europeo il suo lavoro ed i suoi studi valgono zero. Per ovviare a tutto questo è stato costretto a seguire un corso integrativo dalla dubbia validità, dalla misteriosa durata e dall'alto costo tassativo. Una vita di Chopin, Mozart, Bach, Beethoven, cazzi e mazzi per vedere il lavoro di tanti anni appeso ad un assurdo legislativo. Rimango stupito, lui mi racconta amareggiato questa situazione indegna, e allo stupore subentra l'incazzatura per l'ennesima dimostrazione di come questo paese non abbia il minimo rispetto e nutra la più assoluta insensibilità nei confronti di tanti giovani dalle grandi capacità, che rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Popolo di Santi, Poeti, Navigatori e amministratori refrattari alla cultura. Parlo ancora un pò con lui e con la ragazza, ci fumiamo una sigaretta, sono contento di rivederlo e sento di provare nei suoi confronti tanta ammirazione per quello che sa fare quando vede i tasti bianchi e neri, per la caparbietà che lo spinge giustamente a fronteggiare un sistema sbagliato, odioso. Ci ricordiamo del tempo del Liceo, di quando imitavo De André con tanto di occhio semichiuso, di quando i bigliettini con le traduzioni delle versioni viaggiavano veloci da un banco all'altro, di quando non credevamo che i sogni potessero inciampare su un decreto legge.


sabato, aprile 07, 2007

Un pezzo da cinque

- Quando tornerai verso Oriente, goditi il tempo di quella felicità, fino in fondo e senza tregua -

Così parlò Roger prima di alzarsi, prima di lasciar cadere un pezzo da cinque sul tavolino unto, prima di sfiorare la mia spalla e dire arrivederci. Ascoltai i passi allontanarsi e perdersi nel rumore del traffico di passaggio. A quel punto ero un uomo solo seduto al tavolino, ed un uomo solo seduto al tavolino è una scena triste, tra le più amare, con un pezzo da cinque pronto a decollare alla prima folata di vento e tutta una serie di pensieri che arrivano in ordine sparso a chiedere un pò di attenzione. Una scena in bianco e nero insomma, ma un bianco e nero antico, di quelli che non ne fanno più come una volta, di quelli che dici "Però, che bianco e nero antico, sembra quasi grigio". Nulla di nuovo, c'ero già passato e non solo io. Con qualche collega di assurdità ero stato campione regionale a squadre di bianco e nero. Poi ne ero uscito, perchè alla lunga era diventata una rottura di coglioni e mi ero buttato sui toni più caldi, roba di rosso, arancione, a volte giallo, senza ottenere un gran successo. Però la vecchia passione a volte tornava ed eccomi seduto al tavolino, un pezzo da cinque, Roger assente e le sue parole che ronzavano ancora nell'aere a me circostante. L'Oriente... Roger la sapeva lunga e la sapeva tutta perchè gliel'avevo raccontata, perchè aveva individuato i cardini del discorso e se Roger indivuduava i cardini del discorso sentenziava una soluzione semplice, potente come un rutto e tendenzialmente giusta. L'aveva capito Roger che si potevano annullare le distanze, che guardare lo stesso mare da due coste differenti non è impossibile, che i gabbiani disegnano le stesse traiettorie e richiamano i soliti pensieri anche se volano in cieli diversi. Roger l'aveva capito che la felicità bisognava godersela, ma che soprattutto necessitava di una preventiva ricerca, imprevisti compresi. L'aveva capito Roger, perchè gli avevo raccontato la mia storia, perchè gliel'avevo raccontata tutta e perchè in mezzo a quella storia c'era un nome che Roger amava, ed io più di lui.
- Posso portare via? - disse raggiante la cameriera.
- Si, grazie... lasci però il Bitter, che il rosso con il bianco e nero ci sta bene -
- Prego? -
- Niente... scusi, pensavo a voce alta -
- Ah... - Se ne andò trattenendo una risata del tutto comprensibile.
Arrivò anche la folata di vento e con repentino gesto evitai il decollo del pezzo da cinque. Lo strinsi con due dita, guardai la firma elegante del governatore, numeri di serie gettati a casaccio e poi una scritta a matita... Purg. - XXX - 22-39. Roger la sapeva lunga, la sapeva tutta ed era un poeta, uno che le cose te le faceva raccontare dai versi...

Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l'altro ciel di bel sereno adorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che, per temperanza di vapori,
l'occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
E lo spirito mio che già cotanto
tempo era stato che a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza.

giovedì, aprile 05, 2007

Bwona Paskwa...


.. A tutti i ciofani di puòna folontà, a tutti i vecchi inkartapekoriti kumm' ammé. Cerkate ti non kopularen troppo nel ciorno di paskwa, altrimenti ve s' arimpone tutto er pasto domenicale... Ci fetiamo presto su kwesti skermi, io fato lontano ma fi porto zempre nel mio kwore.. Viva Dio, viva Gesù, viva i ravioli al sugo e i missili rotanti di gundam!

KippeKoppeFefè, balù!!