mercoledì, maggio 22, 2013

Servaggio!

Urla, strepita, si agita, agita forsennatamente le braccia e sbava come un cane. Adora la sua platea che annuisce a tempo di rock e rilancia la posta con eco di approvazione che rimbalza qua e la come la pallina impazzita di un flipper. Al momento di andare in buca, il Servaggio china però la testa, anzi no. Chiude semplicemente la bocca e aspetta, cercando di capire se qualcun'altro si farà latore della protesta. Il meccanismo del qualcun altro è contagioso come una piaga, anzi no, come la gioia, gioia di sentirsi liberi dopo la messa in scena, felici di non aver abortito nulla anzi, compiaciuti per l'eiaculatio precox di rabbia e sentimentalismo sindacale. Ottima scena, ne facciamo un'altra per sicurezza oppure ce ne andiamo tutti a fanculo?