martedì, giugno 24, 2014

Prospettiva Newsky.

Il suo sguardo passava con regolarità dall'orizzonte ai suoi piedi. Era consapevole che, in quanto a spettacolo, si trattava di una lotta impari: possibile che quell'alba sul Tirreno fosse così stonata da fargli preferire la vista dei suoi lacci sdruciti e smisuratamente lunghi, più simili a morti e sudici lombrichi che a stringhe? Non sapeva darsi una risposta, pertanto si limitò a dare un'esariente boccata alla sua Chesterfield, la cui brace guizzò di un rosso vivido nel chiaroscuro della Terrazza. Solo per un attimo, giusto il tempo di quell'ultimo assaggio aspro di tabacco prima di sfilarsi le scarpe. Scoprì che camminare sulla balaustra a piedi nudi mentre gli occhi dorminvano al di sotto delle palpebre inaridite dal sale era un tonico. Poteva vedere finalmente il sole, dopo tanto attendere.

domenica, giugno 22, 2014

Arièccoci.

Nessuno ammetterà mai di essersi volutamente rinchiuso nella "fortezza facebook" perché non sa più che cosa dire (posto che abbia mai avuto veramente qualcosa da dire), o forse perché ha troppa paura di rivelare sé stesso e non incorrere più nel plauso degli altri. Il problema però non sono questi individui, il problema sono quelli come me che hanno lasciato una strada intimistica perché ritenuta ormai inadeguata, o più semplicemente perché la dimensione personale era divenuta troppo dolorosa. Basta proclami, questo spazio è mio e tornerò ad usarlo come la migliore delle stanze del mio appartamento (che in realtà sono due: il gabinetto e il salotto. Chi vincerà?)