giovedì, gennaio 17, 2008

Notturno bar


La notte romana è come una libreria colma di scaffali: c' è sempre un volume che ti era sfuggito prima, per tanto tempo, nonostante fosse bene in vista e dalla copertina di un colore acceso. E quando lo scopri, capisci che vorresti condividerlo con qualcuno, perchè rappresenta una prospettiva affascinante e quasi magica. Lavorare di notte in un bar del centro offre particolari spunti di riflessione. Innanzitutto, la varia umanità che entra ed esce da quella porta, individui che probabilmente vivono di notte come i vampiri, o quasi fossero una sorta di morlock che soltanto nelle tarde ore si concedono un assaggio della fasulla aria di superficie. Si crea un mondo parallelo fattosi bar, che non ha nulla da invidiare a quello di " Guerre Stellari" su Tatooine. Entra il tossico, l' alcolizzato, il barbone,il travestito, spesso le categorie si confondono, si mescolano unite a storie mai raccontate e spesso celate sotto chiave dietro ad occhi impenetrabili. Arrivano gli autisti del Trambus dagli occhi stanchi e dal sorriso così familiare, che si concedono un caffè fugace prima dell' interminabile turno di notte; si affacciano fanciulle ridanciane accompagnate a loschi figuri tatuati e impomatati, entra l' abituale cliente che sembra aver messo tende nel locale, dato che si presenta dalle 7 alle 8 volte al giorno. E da quel rettangolo che chiamiamo porta d' ingresso s' intravede un mondo a ridosso del vittoriano, fatto di automobili e motorini che sfrecciano, autobus che pigramente si incamminano verso la meta, come dinosauri prossimi all' estinzione. Tutto è condito da questo fazzoletto di notte costellata da tante piccole luci, realtà sfuggevole e quasi malinconica. tutto si mescola, tutto cambia senza cambiare mai, in quell' angolo del cuore di roma; un angolo che consiglio vivamente di vivere intorno alle quattro del mattino, quando sembra che il mondo intero sia sparito sotto una coltre di sonno infinito. Non mi sono mai sentito parte così integrante dell' anima pulsante capitolina come quando stacco dal notturno. Mi sembra quasi di Respirare, davvero, assieme alla storia dell' Urbe.

Nella foto, Valerio Mastandrea in " Notturno bus" di Davide Marengo( 2007)

11 commenti:

dressel1981 ha detto...

ciao andrè. anni fa mi piaceva prendere il notturno delle 00, 15 (ovviamente i miei pensavano che fossi in taverna)e andarmene a fare una breve passeggiata al centro. era bello piazzarsi a piazza del pantheon, sui gradini dlla fontana e guardarsi intorno. cogliere pezzi di conversazioni, sorridere a qualcuno senza motico, fermarsi ad ascoltare un chitarrista di strada...hai ragione, è proprio bello!

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Ma dove lavori? Non mi dire al Bar Castellino ...
O<-<

Mokorrigan ha detto...

...la notte romana ha qualcosa che ti colpisce al cuore. ogni tanto mi manca. ogni tanto chiudo gli occhi e mi sembra di respirare le strade, di sentire le voci delle persone, l'accento smargiasso, e i rumori dei clacson... è come la differenza fra la luce bianca di neon, e la luce calda di una candela. roma ha la luce di una candela, anche quando la spegni, continua ad emanare quel profumo di antico, e ti resta impressa negli occhi e nel cuore... buongiorno cannù

Flauto ha detto...

Ma tornando al pianeta terra...quale proposta indecente no?;)
eheh...
scherzi a parte, questo lavoro ti dà una gran visione delle cose belle o brutte...traine il meglio!:)
Perchè essere a contatto con gente "diversa" dà un bel pò di ricchezza....fanne tesoro! :)
baci, Flà

Bk ha detto...

Quando vivevo a bologna lo facevo spesso... girare di notte.
Qui a Napoli non è proprio così facile... soprattutto senza auto...

Petite Kiki ha detto...

Che bel pezzo hai scritto caro il mio Andrea. Le tue metafore poi.. belle, davvero.
Verrò a trovarti, promesso, magari di giorno!!
Ho fatto l'esame, ho chiesto tesi ed ora sono in partenza..ma poi ti parlerò da "lì". Nel frattempo t'abbraccio!

C.

LeCannu ha detto...

@dressel: so che conosci bene quei dintorni sotto ogni punto di vista orario, e che comprendi bene come quell' angolo grande di roma cambi durante il giorno, pur mantenendo immutato il suo fascino, ampliandolo e trasformandone i colori..

Un bacio!

@haikel: no, è il Bar Campidoglio.. Conosc?

Ciao!

@mokorrigan: direi di più, è come una fiaccola che conforta la notte, anziché spaventarla e farla fuggire via. La rende più umana.

Buongiorno a te, in ritardo!

@flauto: Seguirò il tuo consiglio, carissima.. L' umanità è stupendamente intrigante, anche quando fa schifo..

Abbraccichi!

@bk: gran bella città, Napoli.. Ne ho un ricordo assai vivido, in diurna.

Chissà di che colore è la Sua notte?

Cià!

@kiki: ti aspetto, al solito. sono contentissimo per la tua tesi, mi raccomando!
Ci vediamo presto, davvero!
Un bacione!

sgamas ha detto...

ma che ne sai te de roma..lassa parlà noi der centro..in settimana ti passo a trovare al bar..cerca di essere in turno quando passerò io..non so quando passo, ma fatti spostare i turni, fai in modo di esserci...hihih

Spic ha detto...

Bellissima questa immagine.. ti capisco.. quando mi trovo a passeggiare in citta'( qualsiasi sia a dire la verita') di notte.. o comunque ad ora tarda.. ho la sensazione davvero di fare parte di qualcosa di alto.. altro.. che la vita caotica che mi rapisce ogni giorno.. Bello lasciarsi trasportare.. andare..

LeCannu ha detto...

@sga: passa, passa... Se famio du' risate col circo barnum che bazzica da quei pizzi.

@spic: è una sensazione che ho provato di nuovo ieri notte, tornando a casa a piedi attraverso una roma silenziosissima..

Benvenuto!

Millicent ha detto...

Good post.