
" Si si, ho capito..", disse Troisi con un sorriso beato dipinto sul volto di bambino troppo cresciuto, e Benigni non poté far altro che voltarsi verso Vitellozzo e ridere a crepapelle. Già, perché il buon Massimo avrebbe dovuto esprimersi soltanto attraverso una complice occhiata indirizzata alla sua bella, e invece, causa una involontaria distorsione del consiglio da parte del Toscanaccio, questo scambio di amorosi sguardi si tramuta in una gaffe oltremodo buffa... Le parole sono importanti, dunque? Senz' altro, ma quante cose si possono esprimere senza di esse? Uno sguardo può bastare per comunicare tutta la profondità di un sentimento, una carezza il magnetismo che la accompagna possono stabilire attenzioni e relazioni decisamente profonde. Un pugno in un occhio o un urlo rabbioso che scaturisca dal diaframma ci fanno svuotare dalla rabbia come palloncini a cui venga aperta la valvola. Se poi a tutto questo insieme di media corporei uniamo le parole vere, quelle che nascono da un punto profondo e puro del nostro sentire e non passano attraverso un filtro intellettuale, possiamo esprimere di noi stessi molto più di quanto crederemmo possibile.
Se poi fumiamo anche una bella sigaretta, non avrà nulla da invidiare a quella che segue una fantastica notte d' amore.