
L' 11 Marzo del 1977 lo studente Francesco Lorusso viene ucciso a bologna, durante scontri tra autonomi e forze dell' ordine degenerati dopo i tafferugli seguiti all' occupazione ciellina della facoltà di anatomia. Autonomi e giovani democristiani si erano fronteggiati, erano volate parole grosse, qualche schiaffo, fino all' intervento della polizia che sgombera cento studenti di sinistra dalla facoltà. Sembra tutto finito, quando cominciano a volare molotov: panico e sgomento, un giovane carabiniere di leva, Massimo Tramontani, di anni 22, spara diversi colpi all' impazzata tra la folla confusa nella cortina dei fumogeni: Francesco LoRusso è colpito al petto e morirà poco dopo, accasciandosi al suolo.
Con questo grave fatto di sangue si apre il ' 77, un anno che molti hanno paragonato al ' 68 ma che da esso si discosta per ragioni molteplici: il primo nasceva da un' istanza globale di rinnovamento e di emancipazione, il secondo muove prettamente da ragioni di ordine polito- economico- sociale tutte legate al contesto italiano: recessione, scarsa mobilità sociale. il Primo movimento aveva visto operai e sudenti lottare fianco a fianco, il secondo vede schierati i secondi contro i primi ed in generale verso il PCI e la sinistra parlamentare, colpevole di predicare la linea dell' austerità ad una generazione di futuri precari, una generazione trasversale di studenti borghesi e sottoproletari, accomunati dalla rabbia verso un partito chiesa ormai conservatore e reo di disconoscere dignità di lavoratori agli studenti, ai futuri ( dis) occupati. Lo stato è retto da un monocolore Andreotti con l' astensione- appoggio del PCI, ministro dell' interno è Francesco Cossiga; impazzano le brigate rosse mentre a Torino si svolge con estrema difficoltà il processo a carico dei suoi padri fondatori, tra cui Curcio e Franceschini: l' avvocato Croce, incaricato di costitutire il collegio per la difesa dei brigatisti, viene trucidato.; tra i giornalisti, vittima illustre Carlo Casalegno de " la Stampa".
Sembra un crescendo rossiniano di viloenza destinato a non interrompersi, questo 77: il disagio tra gli studenti è fortissimo, il segretario della CGIL Luciano Lama viene aspramente contestato dagli studenti alla Sapienza di roma. Esponenti operai del servizio d' ordine si picchiano con giovani universitari di sinistra. Il 12 Maggio i radicali di Pannella indicono una manifestazione per celebrare i 3 anni dal referendum sul divorzio, nonostante l' esplicito divieto di cossiga a qualsiasi forma di assembramento di piazza in seguito all' omicidio dell' agente Passamonti durante gli scontri del 21 aprile. Scoppiano tafferugli in diverse zone del centro, poliziotti in borghese dai capelli lunghi e jeans lisi si mescolano alla folla, il corteo dei radicali viene incalzato dagli autoblindi della questura su ponte Garibaldi, i manifestanti fuggono per piazza Belli. Uno sparo improvviso dal centro del ponte e la studentessa diciannovenne Giorgiana Masi si accascia a terra, colpita alla schiena. Muore.
Ancora a Roma, pochi mesi più tardi.
Walter Rossi sta distribuendo il quotidiano " lotta Continua" assieme ai compagni della Balduina, noto covo di neofascisti del rango di Alessandro alibrandi e dei fratelli fioravanti. Sono circa trenta ragazzi e risalgono via delle medaglie d' oro sotto lo sguardo degli agenti in borghese che li dissuadono dal proseguire per la presenza di alcuni fascisi agguerrriti. Mentre walter e i compagni stanno retrocedendo, giunge voce di un' aggressione ai danni di alcuni di loro, Walter ed altri accorrono per verificare, per capire, ma si trovano di fronte un gruppo di giovani di estrema destra: urlano slogan di patria, onore e tradizione, ed uno di loro grida: " spara, spara! ". Uno dei fascisti si inchina con calma e spara 4 copli di calibro nove: Rossi è colpito alla nuca. Muore a vent' anni. Il presunto assassino, Alessandro Alibrandi, sarà ucciso alcuni anni più tardi in uno scontro a fuoco con la polizia.
Ecco, il 77 non è stato solo questo, è stato per alcuni versi molto peggio, eppure è stato forse l' ultimo anno in cui le coscienze di molti giovani, seppur in maniera assai più confusa e rabbiosa del solito, hanno tentato una risposta estrema al disagio crescente che non otteneva risposte né dalla sinistra berlingueriana e tantomeno dalle istituzioni, che bollavano tutto e tutti come" terroristi, squadristi". Le risposte, quando ci sono state, spesso non hanno centrato il bersaglio o lo hanno fatto in maniera letterale. Spesso l' eroina ha avvolto con l' oblio il risentimento.
Pochi della mia generazione sanno cosa sia successo, io stesso forse non so nemmeno raccontarlo, ma comunque ci ho provato.
P. s.: l' agente Tramontani, in virtù della legge Reale, non è mai stato incriminato per omicidio. E' valsa l' opzione della legittima difesa.
Gli autori dell' omicidio di Giorgiana Masi non sono mai stati individuati.