
Questa sera, dalle 22.00 alle 24.00 ancora una volta in diretta su www.broadcastitalia.it, appuntamento con Cafè Absurd, trasmissione spumeggiante dall'alto contenuto culturale. Grandi novità in arrivo e soprattutto in partenza. Do not mancate...
... Così cantava Max Gazzè. L'imprevisto è parte della vita. Forse ne costituisce l'aspetto più stimolante, anche quando stravolge negativamente la nostra quotidianità. L'imprevisto genera crisi, ripiegamento, riflessione e sommovimento di idee, che escono dall'incubazione, dalla stasi, e si traducono in variabili e movimento. Perciò va riconosciuto subito e assecondato: l'imprevisto ci spinge alla ricerca. Come questo blog, anche se il fine non è chiaro neppure a me...
Higuerra è a Parigi. RiapParigi.
L’ultima volta che ci sono stato, ormai un anno e mezzo fa, Hig stava lì per cominciare una storia. Io, Monsieur Magritte, ero lì per riassaporarne l’odore, della mia storia. Troppi pochi giorni, ma bellissimi.
Non riesco a non commuovermi pensando a quella città. Parigi per me è stata la rivoluzione copernicana, l’inizio di un nuovo modo di pensare ed osservare le cose.
A Parigi ho capito che una delle cose che mi piace di più al mondo è camminare in una città che non conosco fino a perdermi. Cercare di carpirne i segreti, di bloccare le istantanee dei miei passi. Di Parigi ricordo il freddo dell’inverno, i colori di maggio, e il caldo assassino di un’estate, quella del 2003, che i francesi si ricordano ancora con terrore.
Lo so, quando parlo di Parigi divento stucchevole. Ma è più forte di me, è un senso di malinconia e levità che non saprei esprimere, il ritornello di un “tempo in cui le ore passavano leggere”, forse troppo leggere, troppo veloci. Talmente rapide che non riuscivo ad afferrarle. I giorni duravano anni, ma i mesi sono esplosi in un secondo. Ed ancora oggi sto assimilando, metabolizzando il fuoco interiore che mi porto dentro, da lì.
Mi infastidisce l’idea di tornare a Parigi per qualche giorno. Ci vorrei passare almeno qualche mese, sbragarmici sopra come si farebbe con un vecchio e comodo divano dove non ti siedi da tanto, e che sa di buono. Prendermi il mio tempo, camminare senza pensare che il giorno dopo ripartirò e che devo assolutamente fare questo o vedere quello. Infilarmi nelle viscere di un territorio che ho esplorato in lungo e in largo, e che mi sembrava sempre dolcemente sconosciuto.
Ricordo la mia altezzosità quando camminavo per strada guardando i turisti, con sufficienza. A Roma ormai i turisti nemmeno li vedo più, ma a Parigi sì, perché sapevo di non essere uno di loro, io lì ci abitavo, mi ripetevo con fierezza. Anche se in realtà, io abitavo nella banlieue, quella vera, che quando lo dicevo ai parigini, vivo a Nanterre, quelli sgranavano gli occhi, chiedendosi se fossi un pazzo, un autolesionista o uno spacciatore.
E’ stato per poco in fondo, ma quanta vita. E tutto ciò che ho fatto, scritto, vissuto, era lì, ed in quel momento, con quelle persone, quei volti. Oggi, se tornassi a Parigi, e spero sempre che prima o poi la vita mi ci riporti, anche solo per qualche mese, so che la guarderei con altri occhi. Ma la mia Parigi, quella no, non può togliermela nessuno.
Molti di voi avranno visto la clip riportata sul seguente link: http://europa.tiscali.it/futuro/speciali/bozzetto.html. Nonostante sia divertente ogni volta che la vedo mi viene un pò di tristezza. Quando cambierà tutto questo? Quando riusciremo ad essere un popolo degno del rispetto altrui? Mai...specialmente se continueremo a farci pubblicità con questi loghi osceni (vd sopra).
P.S. La benzina negli ultimi mesi è aumentata in modo vertiginoso nonostante il prezzo del petrolio sia sceso: ho pensato, quindi, di indire uno "sciopero della maghina"; la data, la si dovrebbe scegliere insieme. Quanti di voi sarebbero disposti a rinunciare all'automobile per qualche giorno? Quante persone si potrebbero coinvolgere? I francesi sono riusciti a far scendere il prezzo della carne semplicemente non comprandola; potremmo fare lo stesso con la benzina!Fatemi sapere, l'adesione è gratuita...
Un saluto a tutti,
Bisca incazzato