giovedì, maggio 24, 2007

De annusare


Può accadere che ci si svegli presto, mettiamo all'alba, quando il sole è ancora pallido ma già fa sudare. Può accadere di avere delle cose da fare, di organizzarsi, di perdere un treno, di aspettare il successivo e nell'attesa consumare un caffè annacquato, fumare senza voglia e vedere in prima pagina un nano da giardino con la Coppa dei Campioni. Può accadere di accaldarsi in via Ostiense, di pensare che la burocrazia è un male curabile, di inciampare su un marciapiede e di sbattere il muso su un cartello che racconta di una chiusura per sciopero, di tentare la prossima volta-grazie-arrivederci. Può accadere di sentire un giustificato, irrefrenabile e vorticoso giramento di coglioni, di tornare indietro sempre più accaldato, di inciampare nello stesso punto dello stesso marciapiede, di riperdere un treno, prendere un autobus e cercare la via di casa con la sola certezza che la giornata iniziata può essere decisamente di merda definita.


E allora ecco il portone di casa con i suoi vetri unti di salsedine, con i cardini cigolanti e la serratura che a volte non serra. Lo apro e nel tempo di passare una mano sulla fronte gocciolante annuso l'aria dell'ingresso. Qualcosa è cambiato, non l'ambiente, quello è lo stesso da dieci anni zerbino compreso, no... è cambiato l'odore, il profumo delle scale e della luce che passa dalle finestre.
Ci sono odori e profumi che si incontrano poche volte nella vita, ma che restano nel cervello a fare da contorno al ricordo, piacevole o sgorbutico che sia. Poi succede che un giorno il vento organizza una turbolenza e quegli odori tornano ad attraversare la strada che si sta percorrendo con inevitabile affiorare di ricordi, sensazioni ed emozioni.
Il profumo dietro al mio portone, in questa mattina che sapeva di merda, mi ha fatto fermare davanti all'ascensore e a forza di ricordi mi ha portato a sorridere di una tenerezza di qualche tempo fa, mi ha preso a schiaffi di nostalgia, mi ha lanciato nel tempo per qualche istante. Ma gli istanti si sa, durano poco e allora ho iniziato a salire le scale per godermi a passo lento e strusciante i ricordi che si accavallavano. E' stato bello, quasi una ricompensa, un risarcimento morale per l'amarezza di un viaggio a vuoto. Piacevoli scalini, due piani di delicata sensazione fino al mio pianerottolo. China sul suo lavoro la signora che fa le pulizie nel palazzo, sudata anche lei, seria e operosa. La guardo, lei si ferma e i suoi occhi incontrano i miei.

- Buongiorno signora, c'è proprio un buon profumo... -
- Si... è 'n prodotto novo-
- Ah... beh... ha un buon profumo -
- Mah... è robba der discount... -
- Capisco... però... -
- Però stai a camminà sur bagnato, nun potevi pià l'ascensore? Te va de sudà? -

Può accadere ad un tratto che la poesia dei ricordi svanisca su un pianerottolo, di calpestare involontariamente il lavoro di qualcun'altro, di entrare in casa in punta di piedi. Può accadere di dire che sarà per la prossima volta e di pensare che forse la burocrazia è davvero incurabile. E poi, può accadere di passare una mattina di merda, ma tra la puzza, trovare una parentesi profumata dietro ad un portone. E non credo sia poco.


4 commenti:

apepam ha detto...

si... pero' potevi camminare muro, muro, almeno. Hai lasciato tutte pedate!!
:-)))))
ciao!

Higuerra ha detto...

Ma te sei fatto di' come se chiama sto prodotto nuovo?

Scalia ha detto...

Si chiama Splend... qualche cosa...

Petite Kiki ha detto...

Felice che nonostante tutto tu sia riuscito a trovare in questa giornata così turbolenta, una notadolce, sotto casa.

;)