venerdì, ottobre 27, 2006

Buonanotte


Mi sembra che il succo sia l'alea. Adesso non è per fare l'intellettuale, che poi lo so come va a finire, e allora sì, metto le mani avanti. Diciamo così, voglio solo scribacchiare un paio di cose, un paio di appunti.
Ma il succo è l'alea, mi sembra. Il nocciolo, più che il succo. Insomma, va a finire che tutto funziona per azzardo, e momentaneamente, ed estemporaneamente, in questo periodo. Parlo per me ma sono certo che qualcuno si riconoscerà in quello che sto per dire. L'alea; azzardo ed effimero, come certe connessioni internet a 56k (ma vi assicuro che esistono connessioni aleatorie anche nell'era della banda larga). Semaforo verde, semaforo rosso. Si passa, non si passa, e nessun intervallo prestabilito, nessuna possibilità di capire in anticipo quel che sta per accadere. Un sistema binario in cui non c'è alcun binario da seguire, nessun flusso, in fondo. Ahimé. L'umanità, la coscienza, ordisce per se stessa un sistema in cui nulla duri. Un sistema di imprevisti, quindi privo di ogni sistematicità.
L'eredità è abolita, come concetto. Così com'è abolito il concetto della fine. E ci arroghiamo la comprensione della fine del tempo, così come ci arroghiamo il tempo.
Però basta, senza tempo, nessuna scadenza.
Chi mi sa rispondere a questa domanda?: Quando si diventa grandi?

Ho letto una frase che suona un po' fascista però mi colpisce molto, ancora in Borges:
"Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà d'un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è." [Biografia di Tadeo Isidoro Cruz, nell'Aleph]

Non vi arrabbiate, giuro che non sto lì a spararle grosse tanto per; sto riflettendo, con calma. Ciascuno ha il cervello che si merita.

5 commenti:

danDapit ha detto...

Posso risponderti per ciò che il tuo scritto mi ha stimolato?
In realtà penso, e sempre più, che NESSUNO POSSA SAPERE CHI E'!
Tutto scorre, la vita è impermanenza, l'attimo di ora è già passato, e da presente è subito futuro...

"Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà d'un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è."

Il destino non è qualcosa che ci appartiene ineluttabilmente, un copione che hanno scritto ridacchiando alle nostre spalle...
Penso fermamente che il destino ce lo componiamo attimo dopo attimo noi, me lo sto componendo io mentre scrivo queste parole, nella piena responsabilià di ciò che vorrei essere e di ciò che di me non mi piace. Per questo il destino, potrei vagamente riassumere, può essere anche un solo attimo, l'attimo/istante in cui io sono presente a ciò che voglio essere! ma è un istante in cui non saprò mai chi sono, bensì di me conoscerò solo lo sforzo di chi voglio essere, questo sì!
...
ma io sono io, ...tu certamente la vedrai diversamente!

ciao Higuerra!

mAgRiTtE ha detto...

In base al senso comune, diventare grandi significa mettere la testa a posto. Fermarsi, stabilizzarsi, sistemarsi, capitalizzare, costruire. Questo a volte, per non dire spesso, significa una cosa. Rinunciare alle proprie emozioni. Rinnegare quello che si e'. Mettere da parte i propri istinti e le proprie passioni in nome di un generico senso del dovere e di adesione ai valori dominanti. Secondo me, diventare grandi significa esattamente il contrario. Significa acettare la complessita' delle cose. Diventare economicamente indipendenti ma senza per questo gettare l'anima nel cesso. Cercare ogni giorno di scoprire se stessi. Vivere le proprie emozioni in modo piu intenso perche piu consapevole. Non accontentarsi. Acquisire gli strumenti per fare quello che ci piace davvero. Insomma, mettere la testa non in uno ma in mille posti diversi. E nonn smettere mai di essere curiosi e avidi di vita e di conoscenza.
Riguardo al destino..beh, io sono sempre stato convinto che sia nelle nostre mani ma fino a un certo punto. Si puo arrivare ad un certo livello di padronanza e di decisione della propria vita che pero' non potra' mai essere scavalcato. Un qualsiasi imprevisto, non dipendente da noi, puo' sconvolgere in qualsiasi momento anche la piu' lineare e controllata delle esistenza. E noi, molto semplicemente, non ci possiamo fare proprio nulla.

danDapit ha detto...

Decidere della propria vita... per me significa scegliere e non farsi scegliere, scegliere e decidere in prima persona, secondo ciò che ci corrisponde. Assolutamente NON avere il controllo della propria esistenza! Chi potrebbe mai averlo?
Ammesso che mi possa piacere avere un tale controllo e agognare a questo (Ma non mi piace!), comunque ciò negherebbe la natura stessa della vita: impermanente e imprevedibile!
(vorrei continuare a dire altro...ma vado di corsa! ritornerò!)

daniela ha detto...

Secondo me si diventa grandi quando si capisce col cervello col cuore e con l'anima (intesa come essenza, non in senso religioso)che la responsabilità della nostra vita, di tutto ciò che ci accade e non ci accade, di tutto quel che siamo e che non siamo, che facciamo e non facciamo, è solo, unicamente, irrimediabilmente nostra.
Ciao Higuerra!

danDapit ha detto...

Ritorno.
continuando il discorso e riprendendolo da ciò che ha espresso Magritte: diventare grandi potrebbe anche essere, come tendenzialmente va secondo il "senso comune", ciò che hai detto tu: mettere la testa a posto, capitalizzare, cercare di essere razionali e quindi con il controllo delle emozioni... Ma questo, come ben dici, è "secondo un senso comune", è un'abitudine di pensiero!
Si tratta, ancora una volta, di una scelta! Si può arrivare all'età adulta solo anagraficamente senza mai diventare come hai descritto tu! (Oppure essere come hai descritto tu, ma non per questo essere adulti, anche se invecchiati!! e molto!!)

Condivido ciò che dice Daniela (e non è un caso!) mettendo l'accento e la messa a fuoco sulla Responsabilità! Chiunque può essere responsabile, e a qualsiasi età, della propria vita! anche a 10 anni puoi essere responsabile di ciò che vuoi, e quindi puoi agire: se senti che quel tempo e quello spazio ti appartengono!
Responsabilità è ESSERE (ed è libertà di scelta), da non confondere con senso del dovere o sensi di colpa! Provare colpa è deresponsabilizzazione, una scappatoia all'Essere. Idem per ciò che riguarda l'agire con senso del dovere!
Diventare grandi, quando? Quando desideri prendere in mano la tua vita e, per esempio, non sentirti in balìa del destino o di un vivere aleatorio...

anch'io ci provo, eh!

E sono d'accordissimo con Magritte!
Infatti Essere è proprio ciò che esprimi tu: accettare la complessita' delle cose. Diventare economicamente indipendenti ma senza per questo gettare l'anima nel cesso. Cercare ogni giorno di scoprire se stessi. Vivere le proprie emozioni in modo più intenso perche più consapevole. Non accontentarsi. Acquisire gli strumenti per fare quello che ci piace davvero. Insomma, mettere la testa non in uno ma in mille posti diversi. E non smettere mai di essere curiosi e avidi di vita e di conoscenza.

Aggiungo: non smettere mai di sognare e desiderare!