mercoledì, luglio 26, 2006

Chi ha visto Le Cannu?



...ma dov'era finito Le Cannu?
Qualcuno diceva che si fosse perso nei canali di bruges (detta in fiammingo brugge), diventando poi un'attrazione turistica particolarmente gradita ai giapponesi, una sorta di pesce-uomo frutto di una mutazione genetica causata dall'acqua dei canali della cosiddetta venezia del nord. Biglietto 2 euri, 1,5 fino a 26 anni.
C'erano altri che raccontavano vagasse per anversa (pardon, antwerp), vivendo per strada come un vagabondo e facendosi la doccia sotto l'acqua di una strana fontana simbolo della citta'. Ma dicono anche che poi, col grigiore dell'autunno, decise di migrare a sud. In qualche localita' non meglio precisata.
C'e' addirittura chi sostiene che, affascinato dalla bellezza e dall'armonia di gand (leggi: gent), sia rimasto li' terminando gli studi e diventando, in poco tempo, professore universitario in quella che e' una delle piu' antiche e rinomate universita' belgiche...finalmente qualcuno aveva riconosciuto il suo valore!
Ma CV sapeva la verita'. Le Cannu si era nascosto tra le pieghe di bruxelles. Era rimasto stranamente affascinato da questa citta' dai mille volti, capitale dell'europa, del belgio, delle fiandre e della sua stessa regione, dove tutto e' enorme e parcellizzato. Una citta' piccola ma non troppo, dove le cose funzionano piuttosto bene e niente va troppo male. In un paese di 10 milioni di persone che in realta', piu' che uno stato federale, sono 4 stati differenti in uno. Un paese dove si vive abbastanza bene, tanto che sui tram c'e' scritto da qualche parte che si suicidano mediamente 8 persone al giorno. Che poi, diciamolo, non e' il belgio, ma uno strano accrocco diviso in fiandre, vallonia, regione di bruxelles e comunita' tedesca, dove ognuno si rifiuta di parlare la lingua dell'altro e tutti vivono in pace piu o meno ignorandosi al di fuori della propria comunita'.
Insomma, il buon Le Cannu si disse: in questa citta' dove ci sono piu' stranieri che belgici, ci sara' un fottuto posto anche per me no? In realta' il nostro amico rimase perversamente affascinato dai grigi parallelepipedi che popolano il centro di bruxelles, piantati li' come dei meteoriti precipitati dal pianeta burocrazia. Ma anche dai graziosi quartieri della periferia, che, quasi in un moto spontaneo di resistenza all'invasione di funzionari, portaborse, stagisti e consulenti che come orde barbariche calano ciclicamente sulla citta' armati di valigette e completi scuri, avevano mantenuto una dimensione quasi paesana. Con i bambini a giocare a pallone nelle piazzette e le brasserie all'aperto.
Se poi si sia nascosto nei cessi del parlamento europeo o in qualche sgabuzzino della commissione, se dorma agli angoli della grand place o all'ombra dell'atomium, questo non e' dato saperlo.
Non lo sa nemmeno CV, che lo cerca da un bel pezzo, piu o meno dall'ultima volta che lo ha visto. Eppure, sa che prima o poi rincontrera' da qualche parte nella citta' la sua chioma riccioluta da italiano, pardon romano, in perenne vacanza.
Come fa a esserne cosi' sicuro? Semplice. A bruxelles non ci riesci a perderti, in nessun senso. Neanche se lo vuoi. Neanche se ci provi.

1 commento:

LeCannu ha detto...

Le Cannù si era perso nelle pieghe dei canali maleodoranti di bruges, e non si trovava poi così male..
Un pacchetto di fortuna da 19 nella mano destra, un picccolo taccuino nella sinistra e il cielo arancione del tramonto belga che incombeva su di lui..