giovedì, luglio 13, 2006

Pioggia di fuoco sul Libano



Israele non ha più freni. Appurato che la sede degli Hezbollah autori del rapimento dei suoi militari è a Beirut, ha imposto al Libano il blocco totale via aria, terra e mare, cominciando a bombardare con impeto il sud del Paese e Beirut stessa: si contano già 52 vittime tra i civili, 12 delle quali sono bambini. L' Egitto annulla i suoi voli per il Libano, molti turisti sono stati trasferiti in siria, Israele già medita di portare l' attacco in Iran, paese amico degli Hezbollah.
Insomma, si profila uno scenario inquietante che butta altra benzina al fuoco dell'odio confessionale tra israele e i paesi islamici suoi vicini, in un contesto di esasperazione globale per il terrorismo ai massimi vertici. Qual' è il confine tra atto terroristico e legittima reazione militare? E' giusto lottare per la propria terra, ma perchè ricorrere sempre e comunque alle armi? Chiunque imbracci un fucile o lanci una bomba per far valer le proprie ragioni è comunque un sopraffattore ed un violento. Quindi la questione israelo- palestinese andrebbe affrontata su basi completamente diverse. Ma tutto continua a scorrere così, nell' indifferenza generale ell' opinione pubblica che continua a vivere qusto dramma come se fosse un brutto film di guerra, dove si combattono due popoli alieni.. Diciamo No alla guerra, con tutte le forze! Ogni guerra si lascia dietro cumuli di macerie, ferite sempre aperte e cadaveri anonimi, le cui vite non conosceremo mai..

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