lunedì, agosto 28, 2006

Sette-e-zerotre


Ho chiuso gli occhi per farmi accarezzare meglio dal gracchiare di un vinile, da note impolverate vecchie di trent'anni. E' passato un canto sottile di tromba, un fruscio di spazzole sul rullante, un pianoforte, un contrabbasso cupo ad avvolgere tutto. E' passata una musica ed un inevitabile sfilare di pensieri, a volte ricordi. Una sigaretta si è spenta sotto un instabile cilindro di cenere. Il pomeriggio è diventato sera. L'orologio sulla parete segna le 7.03. E' fermo da tre giorni. In quest' angolo di mondo da tre giorni sono le 7.03. Per rimanere al passo con i tempi, dovrei comprare una batteria nuova.
E non so se sia il caso.

3 commenti:

Madame LeCannu ha detto...

Lasciamo che il tempo si fermi!
Non serve far scorrere i pensieri, le azioni... tutto... o niente... A volte vorrei addirittura tornare indietro e capire il perché del tempo... della vita, che ci viene sottratta per le troppe domande che ci poniamo.
Altre parole non riesco ad aggiungerle... Ciao Vale!

sgamas ha detto...

ma che minchia della minchia di una minchia..chiaro il concetto?

Kiki ha detto...

Super.

Guai a te se le compri!..maledette batterie. Inutili.

Vieni a trovarmi quando hai tempo..ehehe.

Kiki.