sabato, settembre 09, 2006

Ariva l'urtimo co' tutti i bicchierini

C'erano state parole leggere e lacrime trattenute. Acustici accordi avevano trascinato il pensiero che si era fatto ricordo. Ci furono passi simili di padre e figlio, ci fu un raccontarsi, un camminare deciso e soddisfatto. E poi c'era Roma, calda e deserta, affogata nella sua notte favolosa. Arrivò anche la stanchezza e il ritorno verso il Lido, una strada pattugliata di lampeggianti e la radio che non faceva il suo dovere. Pensai ai racconti di mio padre e ai suoi giochi di bambino. Provai ad immaginare i volti, le urla, le risate nella polvere. Seduto sul letto, guardai l'orologio: le 7.03.

Mi abbandonai al sonno sorridendo al tempo statico e a quei bambini per strada che facevano festa.

3 commenti:

LeCannu ha detto...

.. Mi pare di capire che la serata di ierri sia stata di tuo gradimento, anzichenò!

Vale, carissime!

Scalia ha detto...

Mi pare che hai capito...

Martola ha detto...

e dopo tempo infinito si è ritrovato il volto amico di chi non vedevi da tempo ma che con lo stesso immutabile affetto ti sorride, ti abbraccia ed è come se quel tempo non fosse mai trascorso... M.